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Dal 2018 l’Ateneo assegna dei fondi a favore del miglioramento della didattica. Potete trovare in questa sezione la descrizione di progetti di valore che siano di ispirazione, che trasmettano Buone Pratiche e siano di riferimento per future iniziative didattiche.

Premio per le pratiche didattiche innovative Arqus Unipd

Premio per le pratiche didattiche innovative Arqus Unipd  - 5a Edizione

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1. Progetto “Metodologie e Tecnologie per la didattica – Te(A)chTink project” presentato dalla prof.ssa Ottavia Trevisan - Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISSPA)

Il progetto Te(a)chThink, sviluppato nell’insegnamento di Metodologie didattiche e tecnologie per la didattica nel corso quinquennale di Scienze della Formazione Primaria, affronta la tensione tra innovazione digitale e responsabilità pedagogica con i/le futuri/e docenti, offrendo strumenti concettuali per decidere quando, come e perché utilizzare (o non utilizzare) le tecnologie a supporto dell’apprendimento. Il design didattico, ispirato alla Culture of Thinking, adotta una struttura blended con dibattiti settimanali su casi autentici anche internazionali, peer review rubricate e feedback sistematico, configurando la valutazione come assessment for learning. Nell'edizione 2024-2025, un modulo dedicato all'AI literacy con il chatbot didattico “GuessMeEd” ha guidato studenti/esse nell’esplorazione critica di funzionamento, affidabilità e implicazioni etiche dei sistemi generativi. La partecipazione elettiva ma consistente e costante, nonché il miglioramento progressivo delle performance, documentano l’efficacia del modello. Te(a)chThink continua a cercare di creare una comunità di pensiero orientata a formare docenti capaci di integrare le tecnologie in modo consapevole, riflessivo e responsabile.  

2. Progetto “Compliance and Anti Money Laundering” presentato dal prof. Francesco Ambrosini - Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno" (DSEA)

Compliance & Anti-Money Laundering è un corso centrato sullo studente e basato sui dati, che trasforma l’aula in un laboratorio di apprendimento professionale. In team interdisciplinari e internazionali, gli studenti sviluppano una procedura AML (Anti-Money Laundering) end-to-end basata sul rischio (ossia valutazione del rischio del cliente, monitoraggio delle transazioni e sfide emergenti come le attività virtuali) utilizzando dataset reali o realistici e un ragionamento basato su evidenze. L’apprendimento è supportato da feedback formativo, valutazione tra pari e da un hackathon finale autentico, nel quale i team devono giustificare le proprie decisioni su casi reali anonimizzati operando nel rispetto dei vincoli normativi.

3. Progetto “Collective Critical Mapping Laboratory” presentato dalla prof.ssa Mariasole Pepa - Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA)

Il Laboratorio di Mappatura Collettiva e Critica, all’interno del corso di laurea magistrale in Sviluppo Locale, consente a studentesse e studenti di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante il corso nella città di Padova—dove il programma ha sede—in particolare attraverso la collaborazione con il collettivo Decolonize Your Eyes e il kollektiv orangotango. Mettendo in relazione le discussioni in aula sulle teorie decoloniali con pratiche situate nello spazio urbano, il laboratorio offre uno spazio alla classe per esplorare lo spazio urbano attraverso la mappatura collettiva, collegando la riflessione critica con interventi concreti nella città e con metodi di ricerca collaborativi. In questo contesto, la mappatura critica diventa sia un metodo di ricerca sia una pratica incarnata attraverso cui studentesse e studenti esplorano le relazioni di potere locali, le ingiustizie spaziali e le forme di resistenza. La città stessa diventa così un’aula e la mappatura uno strumento per immaginare futuri alternativi.

4. Progetto “The Class Debate” presentato dalla prof.ssa Lucia RegolinDipartimento di Psicologia Generale (DPG)

“The Class Debate” trasforma l’aula di Animal Psychology in un ambiente di co‑progettazione, dove l’autonomia di studentesse e studenti diventa il motore del percorso formativo. Al centro del progetto c’è un dibattito pubblico (stile Oxford) su temi scientifici di portata globale legati al rapporto uomo–animale, che invita a mettere in gioco argomentazione, pensiero critico e sensibilità etica. La valutazione ha una forte componente riflessiva: il dibattito pesa in modo significativo sull’esame finale e viene rielaborato in una prova scritta che stimola una maturazione etica profonda, chiedendo di ripensare la propria posizione alla luce del confronto pubblico. Il solido impianto di active learning, la prospettiva internazionale strutturale della classe e l’attenzione alla comunicazione scientifica verso un pubblico ampio rendono questa pratica facilmente trasferibile ad altri contesti e ad alto impatto sulla comunità accademica


 

La Commissione decide infine all’unanimità di attribuire una menzione speciale al Progetto “Behavioural change nella medicina preventiva: una didattica multidisciplinare per un apprendimento inter-professionale” presentato dalla prof.ssa Francesca Battista e dal prof. Daniel NeunhaeusererDipartimento di Medicina(DIMED).

Il progetto nasce dall’esigenza di fornire ai futuri professionisti della salute, già durante la formazione universitaria, competenze operative per promuovere l’adozione di stili di vita sani, pilastro della prevenzione primaria e secondaria delle patologie croniche. La proposta applica un modello didattico innovativo, attivo ed esperienziale, che coinvolge studenti di Medicina e Chirurgia, Medicine & Surgery, Dietistica e Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata in un percorso realmente multidisciplinare. L’impianto, ispirato allo Smart Learning Design, integra seminari interattivi, workshop teorico-pratici e sessioni di simulazione, con obiettivi formativi progressivi e una valutazione che diventa esperienza professionale. Centrale è la sperimentazione diretta della presa in carico inter-professionale del paziente, attraverso peer learning e peer evaluation, per sviluppare abilità e competenze cliniche, decisionali, comunicative e collaborative in contesti realistici e multi-disciplinari. Il coinvolgimento di docenti e ospiti internazionali arricchisce il percorso con una prospettiva globale e orientata alle best practice, superando l’approccio tradizionale mono-disciplinare e trasmissivo.