Progetto Mentor UP

Obiettivo: accompagnare nella crescita bambini, bambine e pre-adolecenti a rischio

L’Ateneo di Padova è consapevole che, oltre a formare “eccellenze” dal punto di vista professionale e scientifico, ha un ruolo importante nel contribuire alla formazione dei cittadini di domani.

In questo senso ritiene di fornire ai propri studenti e studentesse delle opportunità di crescita e di responsabilizzazione e contemporaneamente di favorirne l’integrazione con il territorio padovano.

In questo modo chi studia è considerato una risorsa per aiutare i minori delle scuole padovane che, per tanti motivi rischiano di vivere situazioni di disagio e difficoltà. Ma questi ragazzini e queste ragazzine potrebbero avere le potenzialità per far crescere la città, le sue attività produttive e il Paese. 

Attraverso il progetto Mentor-UP si cerca di dare loro e alla città la possibilità di uno sviluppo positivo, analogamente ad altri atenei europei, del Nord-America e del continente australe. 

Sito web

  Il progetto mentor-UP

In ambito psicosociale il termine “mentoring” viene ad oggi utilizzato per indicare una tipologia di programmi di prevenzione basati sulla creazione di una nuova relazione di sostegno uno–a–uno tra una figura adulta non istituzionale, il mentore, e un minore a rischio, il mentee, finalizzata a facilitare lo sviluppo sociale e personale di quest’ultimo.

Numerosi studi internazionali evidenziano l’efficacia di queste attività, con effetti positivi per quanto riguarda la sfera scolastica, il coinvolgimento in comportamenti salutari (vs a rischio) ed il benessere emotivo e psicologico.

Il mentore svolge questa attività come possibilità di esperire un’occasione di arricchimento personale, sociale e formativo: il suo compito è quello di cercare di favorire la crescita e l’indipendenza del mentee offrendogli ascolto, consigli, nuovi stimoli, esempi positivi di comportamenti finalizzati al raggiungimento di obiettivi specifici, aiutando il mentee a trasformare le proprie esperienze di vita in occasioni di apprendimento, favorendo momenti di riflessione e di soluzione di problemi, aiutandolo a colmare eventuali lacune scolastiche, o ancora incoraggiandolo ad identificarsi con la comunità in cui vive e a diventarne un partecipante attivo.

I mentee sono ragazzi/e che non presentano gravi difficoltà psicosociali o comportamentali tali da richiedere un intervento professionale, ma che vivono alcune difficoltà e situazioni di rischio: ad esempio, ragazzi provenienti da famiglie con basso status socioeconomico e con carenti figure di riferimento, ragazzi poco stimolati a livello sociale o con scarsa integrazione nel territorio, ragazzi con difficoltà relazionali e/o scolastiche, ragazzi soli e con pochi interessi o scarsamente stimolati dal contesto sociale di riferimento.

In un progetto di mentoring, dunque, sia il mentore sia il mentee investono tempo ed energia per sviluppare una relazione personale intima e reciproca, dalla quale entrambi traggono piacere e soddisfazione, volta al raggiungimento di obiettivi concordati e condivisi.

Per altre informazioni: http://dpss.psy.unipd.it/mentor-up/

  Partecipare come volontario

Essere volontario significa poter vivere un’esperienza di cittadinanza attiva, accanto ai cittadini di domani che oggi vivono temporanee “necessità speciali”. 

Per i corsi di laurea di Psicologia la partecipazione al programma consentirà il riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU).
La partecipazione al Progetto Mentor-Up in qualità di volontario, sarà riconosciuta come progetto formativo e di orientamento.

Il sito dedicato a Mentor-UP dà tutte le informazioni e fornisce il modulo per fare richiesta di partecipare al progetto.

La scadenza per le iscrizioni è fissata per il 17 ottobre 2019.