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L'inaugurazione dell’anno accademico

La cerimonia che oggi celebriamo per inaugurare l'anno accademico è un momento altamente simbolico e istituzionale, ma conserva anche il lato scanzonato donatole dai goliardi nel dopoguerra, che arrivavano a fare in aula un tal baccano da sopraffare la voce del docente che teneva la prolusione.
Oggi questo non accade, ma a loro è dedicato un momento, al termine della cerimonia, in cui intonano il Gaudeamus igitur , omaggiano la rettrice o il rettore di una gallina padovana e l'ospite principale di un regalo scherzoso o canzonatorio.

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goliardi affresco
L'8 febbraio

Per l'Università di Padova, l'8 febbraio è un giorno speciale, in cui ricordiamo l'eroismo, il sacrificio e l'impegno degli studenti dell'Università di Padova che nel 1848 divennero i protagonisti della lotta al regime straniero e così anche di una vera e propria stagione di rinnovamento. Una rivoluzione che precede non solo le Cinque giornate di Milano, ma anche le rivolte delle grandi capitali come Parigi (22-24 febbraio) e Vienna (13 marzo).
Proprio questo giorno è stato simbolicamente adottato dal Tribunato per l'elezione del Tribuno.

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La Festa Giustinianea

Si tratta di un giorno libero dalle lezioni e in cui l’Università di Padova rimane chiusa. La particolarità è che è una festa mobile, ovvero non è associata a una data precisa. Spetta agli organi universitari il compito di decidere in che giorno sistemare questa festività, quindi capita spesso che questa sia sfruttata per regalare a studenti, studentesse e personale Unipd un ponte. Il suo nome richiama probabilmente il Codice giustinianeo del sesto secolo, che nel trentesimo libro parla dei giorni iuridici e dei giorni festivi.

La prima traccia di questa festività risale al 1817, durante l'occupazione austriaca della città, quando da circa due anni era in atto una riforma generale degli studi universitari. Nel 1866 il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia e la tradizione rimase attiva: la festa, non segnata sul calendario accademico, veniva indetta con qualche giorno d’anticipo, a discrezione del rettore. Dal dopoguerra la festa viene stabilita dal Senato accademico, nel momento dell’approvazione del calendario per l’anno successivo.