Primavera anticipata: le conifere alpine guadagnano due settimane di crescita in 200 anni
18.02.2026
Il riscaldamento climatico sta anticipando i tempi biologici delle piante, soprattutto in montagna. Uno studio sulle conifere alpine mostra che l'avvio della formazione del nuovo legno si è anticipato negli ultimi due secoli, ma meno rispetto a foglie e fiori.
Lo studio Phenological Shifts in Wood Formation Tracked by Frost Rings Across Two Centuries pubblicato sulla rivista «Global Change Biology» è il risultato del lavoro di un team di ricercatrici e ricercatori del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali (TeSAF) dell'Università di Padova, insieme a colleghe e colleghi dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima del CNR di Bologna, coordinato dal docente Marco Carrer del TeSAF.
«Invece di monitorare direttamente la crescita annuale, operazione impossibile da portare avanti su archi temporali molto estesi, abbiamo adottato un approccio retrospettivo. Studiando gli anelli ci siamo concentrati sui cosiddetti "anelli da gelo", piccole cicatrici nel legno causate da improvvisi abbassamenti di temperatura durante la fase attiva di crescita, che però ci confermano che l'albero stava crescendo», spiega Marco Carrer.
«Analizzando oltre 4.000 individui di larice, pino cembro e abete rosso nelle Dolomiti e, confrontando i loro anelli da gelo con lunghe serie storiche di temperature giornaliere (dal 1774 al 2020), abbiamo ricostruito il momento in cui gli alberi avevano iniziato a crescere. Momento che si è anticipato di circa 7 giorni ogni 100 anni», aggiunge Michele Brunetti del CNR di Bologna.
«In pratica si è trattato di individuare le ondate di gelo del passato in grado di produrre danni nei nostri boschi, gelate occorse tendenzialmente tra maggio e giugno, quando gli alberi avevano già cominciato a crescere. Sono gli stessi eventi in grado di causare danni ingenti alle colture agricole», afferma Eugenia Mantovani, prima autrice e dottoranda TeSAF.
Lo studio evidenzia risposte diverse al clima: gemme e fioritura sono avanzate anche di oltre un mese, mentre l'accrescimento legnoso si è spostato più gradualmente. Poiché la produzione di legno incide sulla capacità di assorbire carbonio, i risultati aiutano a migliorare i modelli e le previsioni sugli ecosistemi forestali.


