Come preservare la qualità dell'acqua della città di Padova
26.02.2026
Uno studio internazionale coordinato dall'Università di Padova e pubblicato nella rivista «Journal of Environmental Management» evidenzia che gestire i canali urbani richiede un approccio integrato e multifunzionale, capace di tenere insieme tutela ambientale e paesaggistica, fruizione e necessità come la sicurezza idraulica e la navigazione. La qualità dell'acqua, infatti, incide su biodiversità, attività (sport acquatici, pesca, navigazione) e anche sulla valorizzazione del patrimonio, come le mura rinascimentali lungo i canali.
Il monitoraggio durato due anni (indicatori fisici, chimici e biologici) mostra che l'acqua tende a peggiorare attraversando la città, soprattutto quando piove, per effetto del dilavamento urbano e delle fognature miste. «La qualità dell’acqua si degrada in tempo di pioggia a causa delle acque di dilavamento delle superfici urbane impermeabili e del normale funzionamento degli sfioratori di piena delle fognature miste. Padova è un caso rilevante a livello internazionale perché le manovre idrauliche per proteggere la città dalle piene amplificano l’impatto delle piogge sulla qualità dell’acqua, rendendo il problema più complesso. La difesa dal rischio idraulico è la priorità, ma vanno cercate soluzioni gestionali multifunzionali», spiegano i dottorandi Alex Faccin e Aurora Voltolina
«La collaborazione fra attori pubblici attorno al "Piano delle Acque di Padova" potrebbe avviare tavoli di lavoro permanenti per trovare soluzioni per i canali di Padova, affiancando alla difesa dal rischio idraulico una prospettiva ambientale», afferma Alberto Barausse docente del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e corresponding author dello studio.
A Padova, la gestione della difesa idraulica è strettamente legata alla qualità dell'acqua. Le esperienze internazionali di successo nella gestione multifunzionale, come quelle illustrate da Luca Vezzaro, docente dell'Università Tecnica della Danimarca, indicano che le soluzioni devono essere trovate attraverso un approccio partecipativo che rispetti le competenze di tutti gli enti coinvolti nella gestione delle acque. Sottolinea Barausse «È fondamentale includere anche le opinioni del Terzo Settore, particolarmente attivo riguardo ai temi delle mura e dei canali urbani. Un dialogo continuo sulla qualità ambientale dei canali permetterebbe di combinare le varie competenze disponibili, indirizzandole verso l'obiettivo comune di valorizzare 'Padova città d’acque'.


