catasto napoleonico
Comunicazioni

L'impatto del decentramento sullo sviluppo urbano

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16.03.2026

Lo studio della nascita dello Stato moderno e dei suoi effetti sulla crescita economica e sull'urbanizzazione è un tema centrale nella letteratura economica. In un articolo pubblicato su «The Journal of Economic History»Giulio Cainelli e Roberto Ganau del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali "Marco Fanno" dell'Università di Padova, e Carlo Ciccarelli dell'Università di Roma Tor Vergata, hanno analizzato come i cambiamenti nell'organizzazione amministrativa di uno Stato possano influire sullo sviluppo delle città. In particolare, hanno esaminato la riforma amministrativa napoleonica del 1806 nel Regno di Napoli per verificare se i capoluoghi di distretto, dotati di funzioni amministrative sovracomunali, abbiano registrato uno sviluppo urbano maggiore rispetto ai comuni non capoluogo.

La riforma di Napoleone
La riforma del 1806 divise le dodici province storiche in quaranta distretti, unità intermedie tra province e comuni, scegliendo i capoluoghi in base a criteri di centralità territoriale. Questi centri divennero sedi di funzioni amministrative e rappresentarono una delle prime forme di presenza capillare dello Stato nell'Italia meridionale continentale, anche grazie all'invio di funzionari, militari e forze di polizia a supporto del Sottintendente. I risultati mostrano che i capoluoghi di distretto conobbero, nei decenni successivi, una crescita demografica e industriale più intensa rispetto ai comuni privi di funzioni amministrative sovracomunali, oltre a una maggiore dotazione di infrastrutture e beni pubblici locali. Anche dopo l'abolizione dei distretti nel 1927, questi comuni continuarono a crescere, beneficiando delle trasformazioni avviate durante il dominio francese.

Le implicazioni per l'economia moderna
Lo studio rivela due indicazioni generali: la presenza dello Stato sul territorio è decisiva per l'occupazione e per l'offerta di servizi, come infrastrutture, sicurezza e welfare; inoltre, il decentramento amministrativo può incidere sulla gerarchia urbana, influenzando i percorsi di sviluppo locale e la geografia economica di un Paese.

«L'analisi presenta inoltre rilevanti implicazioni sul piano nazionale e internazionale» commenta Roberto Ganau. «In ambito nazionale, il recente dibattito sull'autonomia differenziata ha riaperto la discussione sul decentramento amministrativo e sulle forme di federalismo più idonee a sostenere lo sviluppo economico, in particolare nel Mezzogiorno».

«In prospettiva internazionale, il nostro lavoro è coerente con l'ipotesi alla base dei processi di "urbanizzazione amministrativa" che hanno ricevuto ampia attenzione in Cina dopo le riforme economiche del 1978: l'attribuzione di funzioni politico-amministrative a città di piccola e media dimensione ha infatti svolto un ruolo cruciale nel favorire urbanizzazione e agglomerazione in numerose regioni del Paese» precisa Giulio Cainelli.