FocusCovid19

Il test salivare: l’«automonitoraggio» sicuro della pandemia in Ateneo

13.11.2020

Un monitoraggio costante, preciso, dell’evoluzione della pandemia all’interno dell’Ateneo. Con un successo oltre le aspettative per quanto riguarda le adesioni. L’Università di Padova, unica in Italia, ha fatto partire un progetto di test, su adesione volontaria, per docenti e personale tecnico-amministrativo. Con una grande novità: si tratta di test salivari, che si possono fare in autonomia, poi consegnati in punti di raccolta e analizzati molecolarmente in laboratorio. Al momento, dopo i primi oltre 7.500 tamponi, il monitoraggio ha permesso di individuare 27 positivi, tutti asintomaci. Dati che l’Ateneo comunica e aggiorna con cadenza regolare a questo link: https://www.unipd.it/coronavirus-numeri. Mario Plebani (professore ordinario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica) e Daniela Basso (professoressa associata della stesso settore scientifico disciplinare) ci raccontano il monitoraggio.

La diagnosi di COVID-19, vista l’elevata percentuale di soggetti senza sintomi (asintomatici e presintomatici) o con modesti sintomi clinici (paucisintomatici), necessita di indagini di laboratorio per svelare l’infezione quanto più precocemente possibile, dare il via al tracciamento, isolamento fiduciario e altre procedure che assicurino un’efficace cura del paziente e diminuiscano il rischio di diffusione del virus.

Il metodo di elezione, ossia la ricerca dell’RNA virale con tampone nasofaringeo, è largamente utilizzato con dimostrazione di accuratezza clinica indiscussa. Tuttavia, il tampone nasofaringeo necessita di personale esperto che deve utilizzare dispositivi di protezione adeguati (mascherine FFP2, speciali camici e guanti protettivi, ecc) e tempi di esecuzione che determinano rallentamenti e attese a volte significative (tutti abbiamo potuto vedere, attraverso i media, le code chilometriche ai drive-in in alcune città, per esempio)

L’idea forza che ha portato a proporre l’utilizzo della saliva come campione sostitutivo del tampone nasofaringeo nasce da considerazioni fisiopatologiche, da alcuni lavori della letteratura, oltre che dai dati prodotti dal nostro gruppo di lavoro, sulla concordanza dei risultati ottenuti sui due diversi campioni, saliva e tampone nasofaringeo, utilizzando come metodo di rilevazione la tecnica molecolare (rRT-PCR).

Il vantaggio del prelievo salivare, a parità di accuratezza diagnostica, è di eliminare il collo di bottiglia della raccolta del tampone nasofaringeo e dare la possibilità di un «autocampionamento» in condizioni, peraltro, di estrema sicurezza. In sintesi, i dipendenti dell’Ateneo di Padova ricevono un kit con provetta per la raccolta della saliva, etichetta con codice a barre, e documento per scaricare il risultato online: nel giorno previsto, al mattino e prima di fare colazione, raccolgono il campione che consegnano sul posto di lavoro, ricevendo la risposta entro 24 ore.

La raccolta del campione si avvale di un tampone di cotone contenuto nella provetta che va masticato per un minuto e riposto all’interno della stessa provetta che viene poi inserita in un sacchettino di plastica a chiusura ermetica per evitare qualsiasi possibilità di contagio.

I dipendenti eseguono l’esame ogni 15 giorni, tempistica idonea a rilevare precocemente l’eventuale infezione, e nel caso di positività vengono contattati immediatamente per attivare le procedure di tracciamento, isolamento fiduciario e/o altre misure idonee ad avviare la cura ed evitare la diffusione dell’infezione. Queste misure comprendono la comunicazione del riscontro di positività al Dipartimento di afferenza, che provvede tempestivamente alla sanificazione dei locali dove il dipendente svolge la propria attività lavorativa. 

Daniela Basso
Mario Plebani