Spazio: svelata la "mappa" per trovare la gemella della Terra
17.02.2026
La caccia a una "seconda Terra" entra oggi nella sua fase più operativa: il Consorzio scientifico della missione ESA Plato (PLAnetary Transits and Oscillations of stars) ha reso disponibile alla collaborazione Plato il Plato Input Catalog (PIC): la lista definitiva delle stelle che il satellite osserverà per i prossimi anni.
Si tratta di un passo fondamentale per la missione dell'ESA e un risultato che vede l’Italia in prima linea: lo Space Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI – SSDC) ha infatti la responsabilità della realizzazione del Plato Input Catalog, selezionando e caratterizzando le stelle secondo le specifiche dettate dal consorzio internazionale. Senza questa mappa, il satellite non saprebbe dove guardare. L’obiettivo è ambizioso: individuare pianeti rocciosi nella "zona di abitabilità", ovvero quella fascia di distanza dalla propria stella che permette l'esistenza di acqua liquida, condizione essenziale per la vita come la conosciamo.
Con i suoi 26 telescopi, la cui parte opto-meccanica è stata progettata da ricercatori INAF e realizzata dall’industria italiana, Plato dal 2027 misurerà la luminosità delle 290.000 stelle del PIC ogni 25 secondi, per alcuni anni, osservando un campo (LOng-Pointing field South 2 - LOPS2) di circa 2200 gradi quadrati (per capire: una ampiezza simile alla porzione di cielo che vedono i nostri occhi) nell’emisfero celeste australe. Il satellite cercherà variazioni di luce impercettibili (meno di 8 parti per mille nel caso della Terra di fronte al Sole) causate dal transito di un pianeta davanti alla sua stella. Le stime indicano che nei suoi 4 anni e mezzo di attività, Plato scoprirà almeno 5.000 nuovi esopianeti, di cui circa 500 di dimensioni terrestri. Molti di questi si trovano in zona abitabile e alcuni potrebbero essere proprio i gemelli della Terra.
Il responsabile della mappa stellare PIC per la missione PLATO è Giampaolo Piotto, professore del Dipartimento di Fisica e astronomia dell’Università di Padova, direttore del Centro di Ateneo Studi e Attività spaziali (CISAS). «La pubblicazione del catalogo è un passo essenziale per la missione PLATO – dice Giampaolo Piotto -. Senza questo elenco, PLATO non saprebbe dove cercare esopianeti analoghi alla Terra. PLATO scoprirà migliaia di nuovi esopianeti e alcuni di questi saranno molto simili alla Terra».
Oltre alle stelle che saranno monitorate per trovare nuovi esopianeti, il PIC contiene anche le stelle che serviranno a mantenere stabile la posizione del satellite e le stelle che saranno usate per calibrare gli strumenti di bordo e i modelli per misurare la loro massa, raggio ed età.
Il satellite Plato (PLAnetary Transits and Oscillations of stars) dell'ESA utilizzerà 26 telecamere per studiare gli esopianeti terrestri in orbita fino alla zona abitabile di stelle simili al Sole.
Plato è una missione di classe media del programma Cosmic Vision dell'ESA.


