materiale kagome
Comunicazioni

Scoperta l'origine microscopica della nematicità elettronica in un materiale kagome

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10.02.2026

Un team di ricerca delle Università di Padova e Bologna ha pubblicato su «Nature Communications» il risultato di una ricerca che, per la prima volta dimostra come la nematicità elettronica in un materiale kagome nasca da un meccanismo puramente elettronico. Questa scoperta è un passo decisivo nella comprensione dei principi fondamentali dei materiali quantistici, fornendo una base solida per interpretare fenomeni come la superconduttività.

«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

I materiali kagome costituiscono una classe emergente di materiali quantistici in cui la particolare geometria del reticolo elettronico favorisce comportamenti collettivi degli elettroni. In questi sistemi, gli elettroni non si muovono in modo indipendente, ma tendono a organizzarsi dando origine a proprietà inattese. Tra questi fenomeni rientra la nematicità elettronica, una forma di auto-organizzazione in cui gli elettroni rompono spontaneamente la simmetria di rotazione del sistema, scegliendo una direzione privilegiata.

Studiando il composto CsTi3Bi5, i ricercatori hanno dimostrato che la nematicità elettronica nasce da un meccanismo puramente elettronico. Il gruppo ha combinato esperimenti avanzati di spettroscopia fotoelettronica e calcoli teorici per dimostrare che la nematicità in CsTi3Bi5 è il risultato di un'instabilità elettronica intrinseca, identificando una instabilità di Pomeranchuk. Questa riorganizzazione deforma la struttura elettronica del materiale e ne riduce la simmetria, senza modificare la disposizione degli atomi.

La scoperta suggerisce che instabilità elettroniche analoghe possano essere comuni in materiali con strutture di banda complesse, aprendo nuove prospettive per la progettazione di materiali quantistici con proprietà controllabili.