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Comunicazioni

Organoidi neuromuscolari per lo studio della cachessia

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23.02.2026

In un articolo pubblicato sulla rivista «Cell Reports Methods», un gruppo di ricercatrici e ricercatori dell’Università di Padova propone una nuova piattaforma per studiare la perdita di massa muscolare provocata dal cancro.

I ricercatori e le ricercatrici dei dipartimenti di Medicina molecolare e di Scienze biomediche dell’Università di Padova hanno utilizzato organoidi neuromuscolari (NMO) derivati da cellule staminali pluripotenti indotte di origine umana (hiPSC) come nuova piattaforma per studiare la cachessia muscolare provocata dal cancro. Grazie alla struttura tridimensionale, le fibre muscolari sperimentali risultano più mature e sviluppate rispetto a quelle ottenute con le tradizionali colture bidimensionali, creando un ambiente più fisiologico e maggiormente in grado di riprodurre le risposte muscolari. 

La cachessia tumorale è una sindrome che colpisce fino all’80% dei pazienti con tumori solidi, caratterizzata dalla perdita di massa muscolare e a volte anche di grasso corporeo, e mancano ancora terapie efficaci. I limiti degli studi condotti con animali di laboratorio evidenziano la necessità di sviluppare sistemi di studio con tessuti umani in colture tridimensionali.

«Avere in laboratorio un modello di muscolo scheletrico umano in cui poter studiare i meccanismi molecolari alla base della cachessia muscolare indotta dal cancro apre nuove prospettive per la conoscenza e l’identificazione di possibili bersagli terapeutici specifici per gli esseri umani», spiega Anna Urciuolo del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova. « I risultati pubblicati sono frutto di un'attività collaborativa fertile all’interno dell’Ateneo patavino, che ha in particolare coinvolto i colleghi Roberta Sartori e Marco Sandri, del Dipartimento di Scienze biomediche e da anni studiosi di cachessia muscolare. Competenze ed esperienze complementari si sono unite a un approccio scientifico multidisciplinare per raggiungere un obiettivo comune».

Gli NMO rispondono efficacemente agli stimoli atrofici, riproducendo le caratteristiche principali della cachessia tumorale. Il modello di organoide neuromuscolare rappresenta, dunque, un importante progresso per la ricerca sulla cachessia tumorale, offrendo un promettente modello di muscolo umano per studiare i meccanismi alla base della cachessia e per sviluppare potenziali terapie.

Il progetto, dal titolo "Modeling and targeting the mechanisms underlying cancer-cachexia using human neuromuscular system in vitro models", ha ricevuto un contributo della Fondazione Panciera.