Fiume non perenne nei monti dell'Atlante in Marocco
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Fiumi intermittenti

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09.01.2026

Un gruppo di ricercatrici e ricercatori dell'Università di Padova ha scoperto che quasi l'80% dei corsi d'acqua sulla Terra smette di fluire almeno un giorno all'anno. I fiumi, infatti, non sono statici, ma si espandono e contraggono in risposta ai cambiamenti climatici, alternando periodi di flusso a periodi di secca. Questo comportamento naturale è comune e si verifica anche in regioni umide come il Veneto.

Lo studio, pubblicato su «Nature Water», rivela che i corsi d'acqua non-perenni, quelli che non scorrono continuamente, sono la tipologia fluviale più diffusa. La lunghezza complessiva dei corsi d'acqua terrestri varia tra 1,2 e 1,5 miliardi di chilometri, e oltre un miliardo di chilometri di questa rete si asciuga periodicamente.

«Questa diffusione è legata alla struttura stessa delle reti fluviali, dominate da una miriade di piccoli corsi d'acqua estremamente numerosi e dinamici, che si attivano e si disattivano in risposta alle precipitazioni e alle condizioni idrologiche locali – spiega Gianluca Botter, corresponding author dello studio e docente al dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell'Università di Padova –. Il loro comportamento influenza il funzionamento dell'intero sistema fluviale, lasciando una traccia evidente anche nei bacini idrografici di grandi dimensioni».

I risultati dello studio sfidano l'idea che i fiumi restino sempre uguali dalla sorgente alla foce, evidenziando che l'alternanza tra flusso e secca è una caratteristica intrinseca dei sistemi fluviali. Questa dinamica ha importanti implicazioni per la qualità dell'acqua, i cicli biogeochimici, la biodiversità e i servizi ecosistemici, e dovrebbe essere integrata nelle politiche di protezione dei corsi d'acqua per affrontare le sfide del cambiamento climatico e dell'uso sostenibile delle risorse idriche.