FocusCovid19

I sintomi del Covid-19: identikit del paziente colpito dal virus

16.11.2020

Quali sintomi presentano i pazienti colpiti da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Roberto Vettor, direttore dell’unità operativa di clinica 3 del Policlinico Universitario di Padova e Anna Maria Cattelan, direttrice dell’unità operativa malattie infettive e tropicali 

I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo. 

Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.

La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana.  È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.

Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea.  Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1). 

Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti. 

La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.

Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.

Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.

Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor


 

Principali sintomi associati al COVID-19

CATEGORIA

SINTOMI

INCIDENZA (%)

GENERALI/SISTEMICI

Febbre

83-98.6%

 

Malessere, Astenia

11-69,6%

 

Mialgie

11-44%

 

Brividi

11%

RESPIRATORI

Tosse secca

46-82%

 

Tosse produttiva

12-28.2%

 

Fiato corto

19-32.2%

 

Emottisi

1-5%

 

Dolori toracici

2%

ALTE VIE RESPIRATORIE

Faringite

5-17.4%

 

Rinorrea

4%

 

Congiuntivite

<1%

 

Ageusia- Anosmia

3-10%

GASTROINTESTINALI

Perdita di appetito

39.9-50%

 

Diarrea

2-15%

 

Nausea/vomito

1-10.1%

 

Dolore addominale

2.2%

NEUROLOGICI

Cefalea

6.5-12.1%

 

Vertigini

9.3%

 

Confusione

9%

Più di un sintomo era presente nel 90% dei pazienti; febbre, tosse, fiato corto erano presenti nel 15% dei pazienti