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Quali sintomi presentano i pazienti colpiti da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Roberto Vettor, direttore dell’unità operativa di clinica 3 del Policlinico Universitario di Padova e Anna Maria Cattelan, direttrice dell’unità operativa malattie infettive e tropicali
I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.
Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
CATEGORIA | SINTOMI | INCIDENZA (%) |
GENERALI/SISTEMICI | Febbre | 83-98.6% |
| Malessere, Astenia | 11-69,6% |
| Mialgie | 11-44% |
| Brividi | 11% |
RESPIRATORI | Tosse secca | 46-82% |
| Tosse produttiva | 12-28.2% |
| Fiato corto | 19-32.2% |
| Emottisi | 1-5% |
| Dolori toracici | 2% |
ALTE VIE RESPIRATORIE | Faringite | 5-17.4% |
| Rinorrea | 4% |
| Congiuntivite | <1% |
| Ageusia- Anosmia | 3-10% |
GASTROINTESTINALI | Perdita di appetito | 39.9-50% |
| Diarrea | 2-15% |
| Nausea/vomito | 1-10.1% |
| Dolore addominale | 2.2% |
NEUROLOGICI | Cefalea | 6.5-12.1% |
| Vertigini | 9.3% |
| Confusione | 9% |
Più di un sintomo era presente nel 90% dei pazienti; febbre, tosse, fiato corto erano presenti nel 15% dei pazienti
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Quali sintomi presentano i pazienti colpiti da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Roberto Vettor, direttore dell’unità operativa di clinica 3 del Policlinico Universitario di Padova e Anna Maria Cattelan, direttrice dell’unità operativa malattie infettive e tropicali
I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.
Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
|
CATEGORIA
|
SINTOMI
|
INCIDENZA (%)
|
|
GENERALI/SISTEMICI
|
Febbre
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83-98.6%
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Malessere, Astenia
|
11-69,6%
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Mialgie
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11-44%
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Brividi
|
11%
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RESPIRATORI
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Tosse secca
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46-82%
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Tosse produttiva
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12-28.2%
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Fiato corto
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19-32.2%
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Emottisi
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1-5%
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Dolori toracici
|
2%
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ALTE VIE RESPIRATORIE
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Faringite
|
5-17.4%
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Rinorrea
|
4%
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Congiuntivite
|
<1%
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|
Ageusia- Anosmia
|
3-10%
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GASTROINTESTINALI
|
Perdita di appetito
|
39.9-50%
|
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Diarrea
|
2-15%
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|
Nausea/vomito
|
1-10.1%
|
|
|
Dolore addominale
|
2.2%
|
|
NEUROLOGICI
|
Cefalea
|
6.5-12.1%
|
|
|
Vertigini
|
9.3%
|
|
|
Confusione
|
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|
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Quali sintomi presentano i pazienti colpiti da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Roberto Vettor, direttore dell’unità operativa di clinica 3 del Policlinico Universitario di Padova e Anna Maria Cattelan, direttrice dell’unità operativa malattie infettive e tropicali
I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.
Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
CATEGORIA | SINTOMI | INCIDENZA (%) |
GENERALI/SISTEMICI | Febbre | 83-98.6% |
| Malessere, Astenia | 11-69,6% |
| Mialgie | 11-44% |
| Brividi | 11% |
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I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.
Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
|
CATEGORIA
|
SINTOMI
|
INCIDENZA (%)
|
|
GENERALI/SISTEMICI
|
Febbre
|
83-98.6%
|
|
|
Malessere, Astenia
|
11-69,6%
|
|
|
Mialgie
|
11-44%
|
|
|
Brividi
|
11%
|
|
RESPIRATORI
|
Tosse secca
|
46-82%
|
|
|
Tosse produttiva
|
12-28.2%
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Fiato corto
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19-32.2%
|
|
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Emottisi
|
1-5%
|
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Dolori toracici
|
2%
|
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ALTE VIE RESPIRATORIE
|
Faringite
|
5-17.4%
|
|
|
Rinorrea
|
4%
|
|
|
Congiuntivite
|
<1%
|
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|
Ageusia- Anosmia
|
3-10%
|
|
GASTROINTESTINALI
|
Perdita di appetito
|
39.9-50%
|
|
|
Diarrea
|
2-15%
|
|
|
Nausea/vomito
|
1-10.1%
|
|
|
Dolore addominale
|
2.2%
|
|
NEUROLOGICI
|
Cefalea
|
6.5-12.1%
|
|
|
Vertigini
|
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|
|
|
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|
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I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.
Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
CATEGORIA | SINTOMI | INCIDENZA (%) |
GENERALI/SISTEMICI | Febbre | 83-98.6% |
| Malessere, Astenia | 11-69,6% |
| Mialgie | 11-44% |
| Brividi | 11% |
RESPIRATORI | Tosse secca | 46-82% |
| Tosse produttiva | 12-28.2% |
| Fiato corto | 19-32.2% |
| Emottisi | 1-5% |
| Dolori toracici | 2% |
ALTE VIE RESPIRATORIE | Faringite | 5-17.4% |
| Rinorrea | 4% |
| Congiuntivite | <1% |
| Ageusia- Anosmia | 3-10% |
GASTROINTESTINALI | Perdita di appetito | 39.9-50% |
| Diarrea | 2-15% |
| Nausea/vomito | 1-10.1% |
| Dolore addominale | 2.2% |
NEUROLOGICI | Cefalea | 6.5-12.1% |
| Vertigini | 9.3% |
| Confusione | 9% |
Più di un sintomo era presente nel 90% dei pazienti; febbre, tosse, fiato corto erano presenti nel 15% dei pazienti
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Quali sintomi presentano i pazienti colpiti da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Roberto Vettor, direttore dell’unità operativa di clinica 3 del Policlinico Universitario di Padova e Anna Maria Cattelan, direttrice dell’unità operativa malattie infettive e tropicali
I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.
Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
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CATEGORIA
|
SINTOMI
|
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|
|
GENERALI/SISTEMICI
|
Febbre
|
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|
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Congiuntivite
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|
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|
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|
|
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|
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|
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|
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Quali sintomi presentano i pazienti colpiti da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Roberto Vettor, direttore dell’unità operativa di clinica 3 del Policlinico Universitario di Padova e Anna Maria Cattelan, direttrice dell’unità operativa malattie infettive e tropicali
I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il coinvolgimento nella infezione da SARS-CoV-2 di bambini e di adolescenti, solitamente in questo ambito non si osservano forme gravi di COVID-19; aneddotticamente in questi pazienti sono state osservate lesioni eritematose delle dita dei piedi definite come i classici” geloni”, dall’incerto significato patogenetico.
Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
CATEGORIA | SINTOMI | INCIDENZA (%) |
GENERALI/SISTEMICI | Febbre | 83-98.6% |
| Malessere, Astenia | 11-69,6% |
| Mialgie | 11-44% |
| Brividi | 11% |
RESPIRATORI | Tosse secca | 46-82% |
| Tosse produttiva | 12-28.2% |
| Fiato corto | 19-32.2% |
| Emottisi | 1-5% |
| Dolori toracici | 2% |
ALTE VIE RESPIRATORIE | Faringite | 5-17.4% |
| Rinorrea | 4% |
| Congiuntivite | <1% |
| Ageusia- Anosmia | 3-10% |
GASTROINTESTINALI | Perdita di appetito | 39.9-50% |
| Diarrea | 2-15% |
| Nausea/vomito | 1-10.1% |
| Dolore addominale | 2.2% |
NEUROLOGICI | Cefalea | 6.5-12.1% |
| Vertigini | 9.3% |
| Confusione | 9% |
Più di un sintomo era presente nel 90% dei pazienti; febbre, tosse, fiato corto erano presenti nel 15% dei pazienti
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Quali sintomi presentano i pazienti colpiti da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Roberto Vettor, direttore dell’unità operativa di clinica 3 del Policlinico Universitario di Padova e Anna Maria Cattelan, direttrice dell’unità operativa malattie infettive e tropicali
I coronavirus sono virus a RNA che causano malattie respiratorie di gravità variabile, dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Dei 7 coronavirus responsabili di patologia umana, tre di essi, il SARS-CoV, il MERS e il SARS-CoV-2 sono quelli che nel corso del XXI secolo si sono resi responsabili di vere e proprie epidemie caratterizzate da infezioni respiratorie talvolta molto gravi. In particolare SARS-Cov-2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che da Wuhan, in Cina, si è diffuso in tutto il mondo.
Il periodo di incubazione è stimato fra i 2 e i 14 giorni, con una media di 5 giorni. Anche se la maggior parte dei casi secondari proviene da individui già sintomatici, è stata riconosciuta la possibilità della trasmissione anche da parte di soggetti asintomatici e/o pre-sintomatici.
La presentazione clinica del COVID-19 può variare da quadri molto lievi, paucisintomatici a quadri gravi con tassi di mortalità che sono stati riportati intorno al 2.3% in Cina, del 7.2% in Italia e dell’1% in Corea del Sud, e rispettivamente del 14.8% e del 20.2% in Cina ed in Italia nelle persone di età superiore ad 80 anni. I soggetti di sesso maschile sembrerebbero maggiormente coinvolti nell’infezione da SARS-CoV2 con tassi di mortalità maggiore, suggerendo una differenziazione di genere sulla base di risposte ormonali immunitarie innate e adattative e / o recettoriali. La maggior parte (80%) degli adulti e dei bambini con COVID-19 sviluppa una malattia simil-influenzale che si risolve in circa 1 settimana. È stato segnalato che in alcuni casi i sintomi possono avere un andamento “fasico”, con periodi di relativa paucisintomaticità alternati a periodi di maggiore severità o che il peggioramento possa manifestarsi anche dopo 7-10 gg di sintomatologia molto lieve.
Complessivamente sono le manifestazioni sistemiche e polmonari a prevalere, con una crescente importanza dei sintomi gastrointestinali come diarrea (2% –15%), nausea e vomito (1% - 10%) che sarebbero rilevanti sia dal punto di vista diagnostico che prognostico. In uno studio condotto a Wuhan, Cina, che ha esaminato più di 1000 casi di COVID-19, l'80% dei soggetti presentava solo forme “mild” e “moderate” e circa il 13% forme “severe”. I sintomi comunemente riportati erano febbre, tosse secca, mialgie, affaticamento, dolore muscolare, faringodinia; sintomi meno comuni includevano la produzione di espettorato, mal di testa, emottisi e rinorrea. Da sottolineare che la febbre non è sempre presente nelle fasi iniziali della malattia, come pure nei soggetti anziani che spesso presentano solo brividi con o senza sintomi respiratori. Altri sintomi di insorgenza precoce sono l’anosmia e la disgeusia (Tab 1).
Una percentuale contenuta di pazienti (8% –15%) con COVID-19 può progredire fino a sviluppare malattie gravi tra cui l’insufficienza respiratoria, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza multiorgano e potenzialmente l’exitus. Secondo quanto riportato dalla WHO, una forma severa di COVID-19 viene definita dalla comparsa nell’arco di 24-48 ore dei seguenti segni/sintomi: difficoltà respiratoria con tachipnea (>30 atti respiratori /minuto), saturazione di O2 in aria ambiente < 93% con PaO2/FiO2 <300 e/o infiltrati polmonare presenti in più del 50% del parenchima polmonare. Dall’analisi di alcuni studi recenti si evince che i tassi di mortalità dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva per forma severa di COVID-19, varia tra il 14% e il 66%, in rapporto alle specifiche caratteristiche dei pazienti.
La linfocitopenia, la trombocitopenia, l’incremento della lattato deidrogenasi (LDH), della proteina C reattiva (CRP), della ferritina, del D-dimero e dell’interleuchina-6 (IL-6), insieme alla comparsa di nuovi infiltrati polmonari alla radiografia del torace o alla tomografia computerizzata (TC) sono tutti indici prognostici negativi. Inoltre l’età avanzata, alcune comorbidità (come diabete, ipertensione, tumori maligni, immunodeficienze) e l’obesità patologica sono ulteriori fattori che incrementano in modo significativo il rischio di mortalità per COVID-19. La malattia severa ha un decorso temporale decisamente più lungo della forma lieve/moderata. Uno studio retrospettivo su 191 pazienti ospedalizzati a Wuhan ha riportato che il tempo mediano dall'insorgenza della malattia all'inizio della ventilazione meccanica era di 14,5 giorni e quello dall'inizio della malattia alla dimissione era di 22 giorni. Anche i dati di casistiche europee confermano questo andamento.
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Purtuttavia anche in pazienti pediatrici, specie di età inferiore ad 1 anno, è stata riportata una sindrome infiammatoria postinfettiva definita sindrome infiammatoria multisistemica (multi-system inflammatory syndrome, MIS-C) come rara complicanza dell'infezione da SARS-CoV-2 Ha caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki o alla sindrome da shock tossico. I bambini con MIS-C più comunemente presentano febbre, tachicardia e sintomi gastrointestinali con segni di infiammazione sistemica. Dati recenti dimostrano che anche i pazienti pediatrici, parallelamente a quanto visto nella popolazione adulta, se presentano comorbosità preesitenti come asma, malattie polmonari croniche, disturbi cardiovascolari, emoglobinopatie, possono avere maggiori probabilità di soffrire di COVID grave o addirittura fatale.
Anna Maria Cattelan
Roberto Vettor
Principali sintomi associati al COVID-19
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CATEGORIA
|
SINTOMI
|
INCIDENZA (%)
|
|
GENERALI/SISTEMICI
|
Febbre
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83-98.6%
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Faringite
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5-17.4%
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Rinorrea
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4%
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Congiuntivite
|
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|
Ageusia- Anosmia
|
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|
|
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Diarrea
|
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|
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|
Nausea/vomito
|
1-10.1%
|
|
|
Dolore addominale
|
2.2%
|
|
NEUROLOGICI
|
Cefalea
|
6.5-12.1%
|
|
|
Vertigini
|
9.3%
|
|
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|
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