L'Università di Padova al primo torneo internazionale di scacchi tra università

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Dal 14 al 16 giugno, nell'Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna, si è tenuto il primo torneo inter-universitario di scacchi organizzato dall’Alma Mater Studiorum. Un evento senza precedenti che ha visto sfidarsi circa 80 tra studentesse, studenti e docenti provenienti da 16 delle più prestigiose università al mondo.

Sei le università italiane presenti: Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Università di Padova, Università di Napoli Federico II, Sapienza di Roma, Politecnico di Milano e Università di Torino, e dieci atenei internazionali, tra cui Yale, Cambridge, Panthéon-Sorbona, Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino, Università di Maastricht, Politecnico di Eindhoven, University College Dublin, Università di Lund, Università di Scienza e Tecnologia di Trondheim e Università del Bosforo. 

L’Università di Padova, da sempre attenta alla promozione del benessere e dello sport nella comunità accademica, ha partecipato con entusiasmo schierando quattro dei suoi migliori scacchisti. La squadra, Unipd Chess Club, è stata guidata da Jacopo Gennari (ingegneria dell’informazione e candidato maestro), che ha ricoperto il ruolo di capitano e giocatore. Gli altri membri della squadra, tutti studenti dell'ateneo padovano ed eccellenti scacchisti: Tommaso Bergamasco (ICT for Internet and Multimedia e maestro nazionale), Giorgio Belli (psicologia cognitiva applicata e maestro FIDE) e Alessio Simonetto (scienze motorie e candidato maestro).

Il mondo degli scacchi riconosce diversi titoli che rappresentano i livelli di abilità e successo raggiunti dai giocatori. Il titolo di candidato maestro (CM) viene attribuito ai giocatori che ottengono buoni risultati in competizioni continentali o nazionali; il titolo di maestro nazionale è il titolo più alto a livello nazionale, mentre il titolo di maestro FIDE (FM) è il terzo titolo più alto che un giocatore può ottenere dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE), dietro solo ai titoli di grande maestro (GM) e di maestro internazionale (IM). Questi titoli sono assegnati a vita e rappresentano un segno di riconoscimento e rispetto nella comunità scacchistica internazionale.

Durante la tre giorni, ogni squadra, composta da quattro giocatori, ha disputato cinque partite (sistema svizzero). Le squadre erano formate sia da studenti che da professori, favorendo così l'interazione e lo scambio culturale tra le diverse istituzioni accademiche. Tutte le partite sono state trasmesse in diretta online tramite scacchiere elettroniche aggiornate in tempo reale. 

I nostri studenti hanno affrontato e vinto da subito al primo e secondo turno con i colleghi norvegesi e di Cambridge. Nel corso delle tre giornate il livello tecnico è continuato ad aumentare: tre pareggi 2-2 nei tre turni successivi con Lund, Maastricht e con Eindhoven - quest’ultima vincitrice del torneo - che hanno portato i nostri a guadagnarsi un’ottima quinta posizione nella classifica generale.

“È stata davvero un'esperienza unica: poter entrare in contatto con coetanei di tutto il mondo, creare rapporti e amicizie va oltre gli scacchi. Sono fiero dei miei compagni che, dal primo all’ultimo, hanno dato tutto. Purtroppo non è stato sufficiente per portare a casa il titolo, ma l’anno prossimo ci ripresenteremo da imbattuti, che comunque è un ottimo risultato” le parole di Jacopo Gennari, capitano dell'Unipd Chess Club.

La partecipazione dell'Università di Padova a questo importante appuntamento ha dimostrato l'impegno dell'ateneo nel promuovere attività extracurriculari di alto livello e nel favorire la collaborazione e lo scambio culturale tra diverse istituzioni accademiche.

Online alcune foto del torneo

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L’Università di Padova, da sempre attenta alla promozione del benessere e dello sport nella comunità accademica, ha partecipato con entusiasmo schierando quattro dei suoi migliori scacchisti. La squadra, Unipd Chess Club, è stata guidata da Jacopo Gennari (ingegneria dell’informazione e candidato maestro), che ha ricoperto il ruolo di capitano e giocatore. Gli altri membri della squadra, tutti studenti dell'ateneo padovano ed eccellenti scacchisti: Tommaso Bergamasco (ICT for Internet and Multimedia e maestro nazionale), Giorgio Belli (psicologia cognitiva applicata e maestro FIDE) e Alessio Simonetto (scienze motorie e candidato maestro).

Il mondo degli scacchi riconosce diversi titoli che rappresentano i livelli di abilità e successo raggiunti dai giocatori. Il titolo di candidato maestro (CM) viene attribuito ai giocatori che ottengono buoni risultati in competizioni continentali o nazionali; il titolo di maestro nazionale è il titolo più alto a livello nazionale, mentre il titolo di maestro FIDE (FM) è il terzo titolo più alto che un giocatore può ottenere dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE), dietro solo ai titoli di grande maestro (GM) e di maestro internazionale (IM). Questi titoli sono assegnati a vita e rappresentano un segno di riconoscimento e rispetto nella comunità scacchistica internazionale.

Durante la tre giorni, ogni squadra, composta da quattro giocatori, ha disputato cinque partite (sistema svizzero). Le squadre erano formate sia da studenti che da professori, favorendo così l'interazione e lo scambio culturale tra le diverse istituzioni accademiche. Tutte le partite sono state trasmesse in diretta online tramite scacchiere elettroniche aggiornate in tempo reale. 

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“È stata davvero un'esperienza unica: poter entrare in contatto con coetanei di tutto il mondo, creare rapporti e amicizie va oltre gli scacchi. Sono fiero dei miei compagni che, dal primo all’ultimo, hanno dato tutto. Purtroppo non è stato sufficiente per portare a casa il titolo, ma l’anno prossimo ci ripresenteremo da imbattuti, che comunque è un ottimo risultato” le parole di Jacopo Gennari, capitano dell'Unipd Chess Club.

La partecipazione dell'Università di Padova a questo importante appuntamento ha dimostrato l'impegno dell'ateneo nel promuovere attività extracurriculari di alto livello e nel favorire la collaborazione e lo scambio culturale tra diverse istituzioni accademiche.

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La partecipazione dell'Università di Padova a questo importante appuntamento ha dimostrato l'impegno dell'ateneo nel promuovere attività extracurriculari di alto livello e nel favorire la collaborazione e lo scambio culturale tra diverse istituzioni accademiche.

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Dal 14 al 16 giugno, nell'Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna, si è tenuto il primo torneo inter-universitario di scacchi organizzato dall’Alma Mater Studiorum. Un evento senza precedenti che ha visto sfidarsi circa 80 tra studentesse, studenti e docenti provenienti da 16 delle più prestigiose università al mondo.

Sei le università italiane presenti: Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Università di Padova, Università di Napoli Federico II, Sapienza di Roma, Politecnico di Milano e Università di Torino, e dieci atenei internazionali, tra cui Yale, Cambridge, Panthéon-Sorbona, Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino, Università di Maastricht, Politecnico di Eindhoven, University College Dublin, Università di Lund, Università di Scienza e Tecnologia di Trondheim e Università del Bosforo. 

L’Università di Padova, da sempre attenta alla promozione del benessere e dello sport nella comunità accademica, ha partecipato con entusiasmo schierando quattro dei suoi migliori scacchisti. La squadra, Unipd Chess Club, è stata guidata da Jacopo Gennari (ingegneria dell’informazione e candidato maestro), che ha ricoperto il ruolo di capitano e giocatore. Gli altri membri della squadra, tutti studenti dell'ateneo padovano ed eccellenti scacchisti: Tommaso Bergamasco (ICT for Internet and Multimedia e maestro nazionale), Giorgio Belli (psicologia cognitiva applicata e maestro FIDE) e Alessio Simonetto (scienze motorie e candidato maestro).

Il mondo degli scacchi riconosce diversi titoli che rappresentano i livelli di abilità e successo raggiunti dai giocatori. Il titolo di candidato maestro (CM) viene attribuito ai giocatori che ottengono buoni risultati in competizioni continentali o nazionali; il titolo di maestro nazionale è il titolo più alto a livello nazionale, mentre il titolo di maestro FIDE (FM) è il terzo titolo più alto che un giocatore può ottenere dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE), dietro solo ai titoli di grande maestro (GM) e di maestro internazionale (IM). Questi titoli sono assegnati a vita e rappresentano un segno di riconoscimento e rispetto nella comunità scacchistica internazionale.

Durante la tre giorni, ogni squadra, composta da quattro giocatori, ha disputato cinque partite (sistema svizzero). Le squadre erano formate sia da studenti che da professori, favorendo così l'interazione e lo scambio culturale tra le diverse istituzioni accademiche. Tutte le partite sono state trasmesse in diretta online tramite scacchiere elettroniche aggiornate in tempo reale. 

I nostri studenti hanno affrontato e vinto da subito al primo e secondo turno con i colleghi norvegesi e di Cambridge. Nel corso delle tre giornate il livello tecnico è continuato ad aumentare: tre pareggi 2-2 nei tre turni successivi con Lund, Maastricht e con Eindhoven - quest’ultima vincitrice del torneo - che hanno portato i nostri a guadagnarsi un’ottima quinta posizione nella classifica generale.

“È stata davvero un'esperienza unica: poter entrare in contatto con coetanei di tutto il mondo, creare rapporti e amicizie va oltre gli scacchi. Sono fiero dei miei compagni che, dal primo all’ultimo, hanno dato tutto. Purtroppo non è stato sufficiente per portare a casa il titolo, ma l’anno prossimo ci ripresenteremo da imbattuti, che comunque è un ottimo risultato” le parole di Jacopo Gennari, capitano dell'Unipd Chess Club.

La partecipazione dell'Università di Padova a questo importante appuntamento ha dimostrato l'impegno dell'ateneo nel promuovere attività extracurriculari di alto livello e nel favorire la collaborazione e lo scambio culturale tra diverse istituzioni accademiche.

Online alcune foto del torneo

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Dal 14 al 16 giugno, nell'Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna, si è tenuto il primo torneo inter-universitario di scacchi organizzato dall’Alma Mater Studiorum. Un evento senza precedenti che ha visto sfidarsi circa 80 tra studentesse, studenti e docenti provenienti da 16 delle più prestigiose università al mondo.

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L’Università di Padova, da sempre attenta alla promozione del benessere e dello sport nella comunità accademica, ha partecipato con entusiasmo schierando quattro dei suoi migliori scacchisti. La squadra, Unipd Chess Club, è stata guidata da Jacopo Gennari (ingegneria dell’informazione e candidato maestro), che ha ricoperto il ruolo di capitano e giocatore. Gli altri membri della squadra, tutti studenti dell'ateneo padovano ed eccellenti scacchisti: Tommaso Bergamasco (ICT for Internet and Multimedia e maestro nazionale), Giorgio Belli (psicologia cognitiva applicata e maestro FIDE) e Alessio Simonetto (scienze motorie e candidato maestro).

Il mondo degli scacchi riconosce diversi titoli che rappresentano i livelli di abilità e successo raggiunti dai giocatori. Il titolo di candidato maestro (CM) viene attribuito ai giocatori che ottengono buoni risultati in competizioni continentali o nazionali; il titolo di maestro nazionale è il titolo più alto a livello nazionale, mentre il titolo di maestro FIDE (FM) è il terzo titolo più alto che un giocatore può ottenere dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE), dietro solo ai titoli di grande maestro (GM) e di maestro internazionale (IM). Questi titoli sono assegnati a vita e rappresentano un segno di riconoscimento e rispetto nella comunità scacchistica internazionale.

Durante la tre giorni, ogni squadra, composta da quattro giocatori, ha disputato cinque partite (sistema svizzero). Le squadre erano formate sia da studenti che da professori, favorendo così l'interazione e lo scambio culturale tra le diverse istituzioni accademiche. Tutte le partite sono state trasmesse in diretta online tramite scacchiere elettroniche aggiornate in tempo reale. 

I nostri studenti hanno affrontato e vinto da subito al primo e secondo turno con i colleghi norvegesi e di Cambridge. Nel corso delle tre giornate il livello tecnico è continuato ad aumentare: tre pareggi 2-2 nei tre turni successivi con Lund, Maastricht e con Eindhoven - quest’ultima vincitrice del torneo - che hanno portato i nostri a guadagnarsi un’ottima quinta posizione nella classifica generale.

“È stata davvero un'esperienza unica: poter entrare in contatto con coetanei di tutto il mondo, creare rapporti e amicizie va oltre gli scacchi. Sono fiero dei miei compagni che, dal primo all’ultimo, hanno dato tutto. Purtroppo non è stato sufficiente per portare a casa il titolo, ma l’anno prossimo ci ripresenteremo da imbattuti, che comunque è un ottimo risultato” le parole di Jacopo Gennari, capitano dell'Unipd Chess Club.

La partecipazione dell'Università di Padova a questo importante appuntamento ha dimostrato l'impegno dell'ateneo nel promuovere attività extracurriculari di alto livello e nel favorire la collaborazione e lo scambio culturale tra diverse istituzioni accademiche.

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Il mondo degli scacchi riconosce diversi titoli che rappresentano i livelli di abilità e successo raggiunti dai giocatori. Il titolo di candidato maestro (CM) viene attribuito ai giocatori che ottengono buoni risultati in competizioni continentali o nazionali; il titolo di maestro nazionale è il titolo più alto a livello nazionale, mentre il titolo di maestro FIDE (FM) è il terzo titolo più alto che un giocatore può ottenere dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE), dietro solo ai titoli di grande maestro (GM) e di maestro internazionale (IM). Questi titoli sono assegnati a vita e rappresentano un segno di riconoscimento e rispetto nella comunità scacchistica internazionale.

Durante la tre giorni, ogni squadra, composta da quattro giocatori, ha disputato cinque partite (sistema svizzero). Le squadre erano formate sia da studenti che da professori, favorendo così l'interazione e lo scambio culturale tra le diverse istituzioni accademiche. Tutte le partite sono state trasmesse in diretta online tramite scacchiere elettroniche aggiornate in tempo reale. 

I nostri studenti hanno affrontato e vinto da subito al primo e secondo turno con i colleghi norvegesi e di Cambridge. Nel corso delle tre giornate il livello tecnico è continuato ad aumentare: tre pareggi 2-2 nei tre turni successivi con Lund, Maastricht e con Eindhoven - quest’ultima vincitrice del torneo - che hanno portato i nostri a guadagnarsi un’ottima quinta posizione nella classifica generale.

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Durante la tre giorni, ogni squadra, composta da quattro giocatori, ha disputato cinque partite (sistema svizzero). Le squadre erano formate sia da studenti che da professori, favorendo così l'interazione e lo scambio culturale tra le diverse istituzioni accademiche. Tutte le partite sono state trasmesse in diretta online tramite scacchiere elettroniche aggiornate in tempo reale. 

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“È stata davvero un'esperienza unica: poter entrare in contatto con coetanei di tutto il mondo, creare rapporti e amicizie va oltre gli scacchi. Sono fiero dei miei compagni che, dal primo all’ultimo, hanno dato tutto. Purtroppo non è stato sufficiente per portare a casa il titolo, ma l’anno prossimo ci ripresenteremo da imbattuti, che comunque è un ottimo risultato” le parole di Jacopo Gennari, capitano dell'Unipd Chess Club.

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2024RTT01 Allegato 2 - Verbale 2- Elenco candidati

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Inaugurata a Treviso la nuova sede dei corsi di laurea della Scuola di Medicina e Chirurgia

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Si è tenuta lunedì 17 giugno la cerimonia di inaugurazione della nuova sede dei corsi di laurea della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova nel polo universitario trevigiano, alla presenza della rettrice Daniela Mapelli e del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

Questo nuovo polo universitario, risultato della sinergia tra la Regione Veneto, l'Università degli Studi di Padova e l'Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, non è solo una struttura fisica, ma una risposta concreta alla crescente richiesta di formazione in ambito sanitario. Ospitando otto corsi di laurea che coprono un ampio spettro di discipline – da Medicina e Chirurgia ad Assistenza Sanitaria, da Igiene Dentale a Infermieristica e Ostetricia, fino alle tecniche specialistiche come Audioprotesi e Radiologia Medica – viene offerta a oltre 1200 studentesse e studenti l'opportunità di formarsi in un contesto stimolante e inclusivo.

Il nuovo edificio apriamo comprende aule capienti e dotate delle più moderne tecnologie didattiche, includendo un'aula digital lab con 58 postazioni PC, pensata per supportare una didattica innovativa tramite le numerose piattaforme digitali offerte dall'Università di Padova.

Le aule sono intitolate a figure emblematiche della storia della medicina, come Girolamo Fabrici d'Acquapendente, il cui nome è indissolubilmente legato al Teatro Anatomico del nostro Ateneo; Francesco Gera, medico e agronomo di Conegliano,che promuoveva un approccio integrato alla salute e al benessere; Ernestina Paper, la prima donna laureata in medicina in Italia, che simboleggia il coraggio e la determinazione nella lotta per l'uguaglianza di genere e l'accesso.

Ha commentato la rettrice: "Mentre apriamo queste porte, guardiamo con speranza e determinazione al futuro. Questo nuovo polo non solo arricchisce la nostra Università, ma rafforza anche il legame tra il sapere accademico e le esigenze del territorio trevigiano. Le aule che abbiamo allestito all’interno dell'Ordine dei Medici e della sede della Caritas trevigiana offrono ulteriori spazi di apprendimento, a testimonianza della nostra volontà di integrarci pienamente nella comunità locale. Auguro a studentesse e studenti un percorso di studi ricco di scoperte e soddisfazioni, convinta che siano consapevoli del valore del loro impegno e dell'importanza del ruolo che saranno chiamati a svolgere nella società. Con il loro talento e la loro dedizione, costruiranno un futuro migliore per tutte e tutti noi".

 

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Ha commentato la rettrice: "Mentre apriamo queste porte, guardiamo con speranza e determinazione al futuro. Questo nuovo polo non solo arricchisce la nostra Università, ma rafforza anche il legame tra il sapere accademico e le esigenze del territorio trevigiano. Le aule che abbiamo allestito all’interno dell'Ordine dei Medici e della sede della Caritas trevigiana offrono ulteriori spazi di apprendimento, a testimonianza della nostra volontà di integrarci pienamente nella comunità locale. Auguro a studentesse e studenti un percorso di studi ricco di scoperte e soddisfazioni, convinta che siano consapevoli del valore del loro impegno e dell'importanza del ruolo che saranno chiamati a svolgere nella società. Con il loro talento e la loro dedizione, costruiranno un futuro migliore per tutte e tutti noi".

 

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Ha commentato la rettrice: "Mentre apriamo queste porte, guardiamo con speranza e determinazione al futuro. Questo nuovo polo non solo arricchisce la nostra Università, ma rafforza anche il legame tra il sapere accademico e le esigenze del territorio trevigiano. Le aule che abbiamo allestito all’interno dell'Ordine dei Medici e della sede della Caritas trevigiana offrono ulteriori spazi di apprendimento, a testimonianza della nostra volontà di integrarci pienamente nella comunità locale. Auguro a studentesse e studenti un percorso di studi ricco di scoperte e soddisfazioni, convinta che siano consapevoli del valore del loro impegno e dell'importanza del ruolo che saranno chiamati a svolgere nella società. Con il loro talento e la loro dedizione, costruiranno un futuro migliore per tutte e tutti noi".

 

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Si è tenuta lunedì 17 giugno la cerimonia di inaugurazione della nuova sede dei corsi di laurea della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova nel polo universitario trevigiano, alla presenza della rettrice Daniela Mapelli e del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

Questo nuovo polo universitario, risultato della sinergia tra la Regione Veneto, l'Università degli Studi di Padova e l'Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, non è solo una struttura fisica, ma una risposta concreta alla crescente richiesta di formazione in ambito sanitario. Ospitando otto corsi di laurea che coprono un ampio spettro di discipline – da Medicina e Chirurgia ad Assistenza Sanitaria, da Igiene Dentale a Infermieristica e Ostetricia, fino alle tecniche specialistiche come Audioprotesi e Radiologia Medica – viene offerta a oltre 1200 studentesse e studenti l'opportunità di formarsi in un contesto stimolante e inclusivo.

Il nuovo edificio apriamo comprende aule capienti e dotate delle più moderne tecnologie didattiche, includendo un'aula digital lab con 58 postazioni PC, pensata per supportare una didattica innovativa tramite le numerose piattaforme digitali offerte dall'Università di Padova.

Le aule sono intitolate a figure emblematiche della storia della medicina, come Girolamo Fabrici d'Acquapendente, il cui nome è indissolubilmente legato al Teatro Anatomico del nostro Ateneo; Francesco Gera, medico e agronomo di Conegliano,che promuoveva un approccio integrato alla salute e al benessere; Ernestina Paper, la prima donna laureata in medicina in Italia, che simboleggia il coraggio e la determinazione nella lotta per l'uguaglianza di genere e l'accesso.

Ha commentato la rettrice: "Mentre apriamo queste porte, guardiamo con speranza e determinazione al futuro. Questo nuovo polo non solo arricchisce la nostra Università, ma rafforza anche il legame tra il sapere accademico e le esigenze del territorio trevigiano. Le aule che abbiamo allestito all’interno dell'Ordine dei Medici e della sede della Caritas trevigiana offrono ulteriori spazi di apprendimento, a testimonianza della nostra volontà di integrarci pienamente nella comunità locale. Auguro a studentesse e studenti un percorso di studi ricco di scoperte e soddisfazioni, convinta che siano consapevoli del valore del loro impegno e dell'importanza del ruolo che saranno chiamati a svolgere nella società. Con il loro talento e la loro dedizione, costruiranno un futuro migliore per tutte e tutti noi".

 

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Ha commentato la rettrice: "Mentre apriamo queste porte, guardiamo con speranza e determinazione al futuro. Questo nuovo polo non solo arricchisce la nostra Università, ma rafforza anche il legame tra il sapere accademico e le esigenze del territorio trevigiano. Le aule che abbiamo allestito all’interno dell'Ordine dei Medici e della sede della Caritas trevigiana offrono ulteriori spazi di apprendimento, a testimonianza della nostra volontà di integrarci pienamente nella comunità locale. Auguro a studentesse e studenti un percorso di studi ricco di scoperte e soddisfazioni, convinta che siano consapevoli del valore del loro impegno e dell'importanza del ruolo che saranno chiamati a svolgere nella società. Con il loro talento e la loro dedizione, costruiranno un futuro migliore per tutte e tutti noi".

 

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Ha commentato la rettrice: "Mentre apriamo queste porte, guardiamo con speranza e determinazione al futuro. Questo nuovo polo non solo arricchisce la nostra Università, ma rafforza anche il legame tra il sapere accademico e le esigenze del territorio trevigiano. Le aule che abbiamo allestito all’interno dell'Ordine dei Medici e della sede della Caritas trevigiana offrono ulteriori spazi di apprendimento, a testimonianza della nostra volontà di integrarci pienamente nella comunità locale. Auguro a studentesse e studenti un percorso di studi ricco di scoperte e soddisfazioni, convinta che siano consapevoli del valore del loro impegno e dell'importanza del ruolo che saranno chiamati a svolgere nella società. Con il loro talento e la loro dedizione, costruiranno un futuro migliore per tutte e tutti noi".

 

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2024PA182.4 - Allegato 4 - Verbale 1- Criteri

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2024RTT02_RISERVATO - Allegato 3 Verbale 3 - Giudizi analitici

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Scuola estiva di cultura italiana dal 24 giugno al 5 luglio: 100 studentesse e studenti australiani a Padova per un’esperienza immersiva nella cultura italiana

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Cento. Non si tratta di un’iperbole per dire “tanti”, ma è questo il numero esatto delle studentesse e degli studenti dell’Università di Sydney che arriverà la prossima settimana a Padova per frequentare la Scuola estiva di cultura italiana promossa dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e dal Dipartimento di Beni Culturali.

Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Cento. Non si tratta di un’iperbole per dire “tanti”, ma è questo il numero esatto delle studentesse e degli studenti dell’Università di Sydney che arriverà la prossima settimana a Padova per frequentare la Scuola estiva di cultura italiana promossa dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e dal Dipartimento di Beni Culturali.

Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Cento. Non si tratta di un’iperbole per dire “tanti”, ma è questo il numero esatto delle studentesse e degli studenti dell’Università di Sydney che arriverà la prossima settimana a Padova per frequentare la Scuola estiva di cultura italiana promossa dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e dal Dipartimento di Beni Culturali.

Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

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Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Cento. Non si tratta di un’iperbole per dire “tanti”, ma è questo il numero esatto delle studentesse e degli studenti dell’Università di Sydney che arriverà la prossima settimana a Padova per frequentare la Scuola estiva di cultura italiana promossa dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e dal Dipartimento di Beni Culturali.

Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Cento. Non si tratta di un’iperbole per dire “tanti”, ma è questo il numero esatto delle studentesse e degli studenti dell’Università di Sydney che arriverà la prossima settimana a Padova per frequentare la Scuola estiva di cultura italiana promossa dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e dal Dipartimento di Beni Culturali.

Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

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Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

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Cento. Non si tratta di un’iperbole per dire “tanti”, ma è questo il numero esatto delle studentesse e degli studenti dell’Università di Sydney che arriverà la prossima settimana a Padova per frequentare la Scuola estiva di cultura italiana promossa dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e dal Dipartimento di Beni Culturali.

Dal 24 giugno al 5 luglio cento studentesse e studenti frequentanti varie facoltà potranno vivere un’esperienza immersiva nella nostra cultura. A chi si è iscritto alla Scuola saranno offerte lezioni accademiche su lingua, letteratura, arte, cinema e teatro italiani, ma anche escursioni in città d’arte, nonché incontri e serate pensate come occasioni per socializzare con persone che frequentano a vario titolo l’Università patavina.

«La Scuola estiva è attiva sin dal 2018 senza interruzioni», spiega Francesca Gambino, professoressa di filologia romanza e co-direttrice dell’iniziativa insieme a Luigi Marfè e Zuleika Murat, che a Padova insegnano letteratura comparata e arte medioevale. «Anche durante gli anni del covid siamo riusciti a proporre una formula a distanza che ha ottenuto un buon successo, ma certo, quando l’anno scorso siamo ritornati ad avere studenti e studentesse in carne ed ossa, abbiamo potuto recuperare il senso profondo del progetto: far vivere a un gruppo internazionale di giovani un’esperienza immersiva in quanto di meglio ha da offrire la cultura e lo stile di vita italiani. Le motivazioni per chi si è iscritto negli anni scorsi sono state le più varie: c'era chi aspirava a divertirsi e mangiare bene, naturalmente, secondo gli stereoptipi più diffusi, ma anche chi aveva interessi culturali specifici (Tito Livio, ad esempio) oppure desiderava poter riuscire a parlare un po’ di italiano con i propri nonni. Alcuni dei nostri partecipanti sono, infatti, di lontana origine italiana».

Tra le novità di quest’anno spiccano le serate coreutiche dedicate alle danze rinascimentali il 27 giugno (“Il tappeto volante ASD”) e alla Pizzica (Terra tremula group) il 2 luglio nel chiostro antico del Complesso Beato Pellegrino, durante le quali i presenti potranno cimentarsi nei primi passi con il suono della musica dal vivo. Per il resto, si comincerà il 24 luglio in aula Nievo con i saluti istituzionali e la lezione inaugurale alle 10 di Francesco Borghesi (Università di Modena e Reggio Emilia) e Yixu Lu (Head of the School of Languages and Cultures, University of Sydney) dal titolo Sapere aude!, cui seguiranno le visite guidate a Palazzo Bo, alla Biblitoeca del polo Beato Pellegrino e i corsi di italiano, per finire alle 19,30 con uno spritz rinforzato in Piazza dei Signori.

Il 25 sarà la volta della lezione del prof. Tobia Zanon, A Brief History of the Italian Language e della prof.ssa Margarita Gleba, Archaeological Textiles of Italy and What We Can Learn from Them. Dopo le ore dedicate all’apprendimento della lingua italiana, la giornata si concluderà lungo i canali del Portello in compagnia di gruppi di studentesse e studenti italiani. Ed ecco le conferenze e le attività previste nei giorni successivi: il 26 giugno lezione della prof.ssa Maria Ferroni, Illuminating Days and Nights: Liturgical Manuscripts in Medieval Life e visita al Battistero del Duomo a cura della prof.ssa Cristina Guarnieri; il 27 giugno lezioni dei prof. Leonardo Bellomo, Varieties of Contemporary Italian e prof. Luca Zuliani, How Italian for Music Works; il 28 giugno escursioni a Verona e Venezia; il 30 giugno partecipazione al festival teatrale “Scene di Paglia” a cura della prof.ssa Cristina Grazioli e dell’Associazione Acta;  il primo luglio visita alla Cappella degli Scrovegni a cura del prof. Davide Tramarin, nonché lezioni delle professoresse Priscilla Manfren, Studioli of the Italian Renaissance, Small Rooms of Culture and Beauty e Laura Moure Cecchini, Futurism: A Paradoxical Avant; il 2 luglio lezione del prof. Marco Malvestio, Italian Science Fiction: An Overview e visita al Giardino Botanico con a seguire la lezione del prof. Denis Brotto, Cinema and Italian Identity; il 3 luglio escursioni a Verona e Venezia; il 4 luglio visita alla Basilica del Santo a cura delle prof.sse Eleonora Lombardo e Valentina Baradel; il 5 luglio lezione del prof. Enrico Zucchi, Italian Food and Literature con banchetto finale in giardino. Tutti i giorni sono, inoltre, previste le lezioni di lingua italiana tenute dalle prof.sse Alessia Cavalera, Elisa Crivellari, Annalisa Spinello, Loretta Bertelle e dal prof. Mattia Petricola.

Oltre a chi organizza e coordina gli eventi, a essere impegnati nella Scuola sono, quindi, numerosi docenti del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e del Dipartimento di Beni Culturali, il personale amminstrativo, dottorandi e assegnisti, tutti coinvolti nel garantire le numerose attività previste dal programma. Un buon numero di studentesse e di studenti italiani, inoltre, assumeranno come volontari il ruolo di tutor, contribuendo a rendere questa Scuola un’occasione non solo di apprendimento ma anche di costruzione di relazioni.

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B026 45% - Formazione iniziale insegnanti 2024

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