Scoperta l'origine microscopica della nematicità elettronica in un materiale kagome

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Un team di ricerca delle Università di Padova e Bologna ha pubblicato su «Nature Communications» il risultato di una ricerca che, per la prima volta dimostra come la nematicità elettronica in un materiale kagome nasca da un meccanismo puramente elettronico. Questa scoperta è un passo decisivo nella comprensione dei principi fondamentali dei materiali quantistici, fornendo una base solida per interpretare fenomeni come la superconduttività.

«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

I materiali kagome costituiscono una classe emergente di materiali quantistici in cui la particolare geometria del reticolo elettronico favorisce comportamenti collettivi degli elettroni. In questi sistemi, gli elettroni non si muovono in modo indipendente, ma tendono a organizzarsi dando origine a proprietà inattese. Tra questi fenomeni rientra la nematicità elettronica, una forma di auto-organizzazione in cui gli elettroni rompono spontaneamente la simmetria di rotazione del sistema, scegliendo una direzione privilegiata.

Studiando il composto CsTi3Bi5, i ricercatori hanno dimostrato che la nematicità elettronica nasce da un meccanismo puramente elettronico. Il gruppo ha combinato esperimenti avanzati di spettroscopia fotoelettronica e calcoli teorici per dimostrare che la nematicità in CsTi3Bi5 è il risultato di un'instabilità elettronica intrinseca, identificando una instabilità di Pomeranchuk. Questa riorganizzazione deforma la struttura elettronica del materiale e ne riduce la simmetria, senza modificare la disposizione degli atomi.

La scoperta suggerisce che instabilità elettroniche analoghe possano essere comuni in materiali con strutture di banda complesse, aprendo nuove prospettive per la progettazione di materiali quantistici con proprietà controllabili.

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«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

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«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

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«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

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«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

I materiali kagome costituiscono una classe emergente di materiali quantistici in cui la particolare geometria del reticolo elettronico favorisce comportamenti collettivi degli elettroni. In questi sistemi, gli elettroni non si muovono in modo indipendente, ma tendono a organizzarsi dando origine a proprietà inattese. Tra questi fenomeni rientra la nematicità elettronica, una forma di auto-organizzazione in cui gli elettroni rompono spontaneamente la simmetria di rotazione del sistema, scegliendo una direzione privilegiata.

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«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

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Un team di ricerca delle Università di Padova e Bologna ha pubblicato su «Nature Communications» il risultato di una ricerca che, per la prima volta dimostra come la nematicità elettronica in un materiale kagome nasca da un meccanismo puramente elettronico. Questa scoperta è un passo decisivo nella comprensione dei principi fondamentali dei materiali quantistici, fornendo una base solida per interpretare fenomeni come la superconduttività.

«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

I materiali kagome costituiscono una classe emergente di materiali quantistici in cui la particolare geometria del reticolo elettronico favorisce comportamenti collettivi degli elettroni. In questi sistemi, gli elettroni non si muovono in modo indipendente, ma tendono a organizzarsi dando origine a proprietà inattese. Tra questi fenomeni rientra la nematicità elettronica, una forma di auto-organizzazione in cui gli elettroni rompono spontaneamente la simmetria di rotazione del sistema, scegliendo una direzione privilegiata.

Studiando il composto CsTi3Bi5, i ricercatori hanno dimostrato che la nematicità elettronica nasce da un meccanismo puramente elettronico. Il gruppo ha combinato esperimenti avanzati di spettroscopia fotoelettronica e calcoli teorici per dimostrare che la nematicità in CsTi3Bi5 è il risultato di un'instabilità elettronica intrinseca, identificando una instabilità di Pomeranchuk. Questa riorganizzazione deforma la struttura elettronica del materiale e ne riduce la simmetria, senza modificare la disposizione degli atomi.

La scoperta suggerisce che instabilità elettroniche analoghe possano essere comuni in materiali con strutture di banda complesse, aprendo nuove prospettive per la progettazione di materiali quantistici con proprietà controllabili.

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Un team di ricerca delle Università di Padova e Bologna ha pubblicato su «Nature Communications» il risultato di una ricerca che, per la prima volta dimostra come la nematicità elettronica in un materiale kagome nasca da un meccanismo puramente elettronico. Questa scoperta è un passo decisivo nella comprensione dei principi fondamentali dei materiali quantistici, fornendo una base solida per interpretare fenomeni come la superconduttività.

«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», spiegano Federico Mazzola del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, e Domenico Di Sante del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna-. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un’instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».

I materiali kagome costituiscono una classe emergente di materiali quantistici in cui la particolare geometria del reticolo elettronico favorisce comportamenti collettivi degli elettroni. In questi sistemi, gli elettroni non si muovono in modo indipendente, ma tendono a organizzarsi dando origine a proprietà inattese. Tra questi fenomeni rientra la nematicità elettronica, una forma di auto-organizzazione in cui gli elettroni rompono spontaneamente la simmetria di rotazione del sistema, scegliendo una direzione privilegiata.

Studiando il composto CsTi3Bi5, i ricercatori hanno dimostrato che la nematicità elettronica nasce da un meccanismo puramente elettronico. Il gruppo ha combinato esperimenti avanzati di spettroscopia fotoelettronica e calcoli teorici per dimostrare che la nematicità in CsTi3Bi5 è il risultato di un'instabilità elettronica intrinseca, identificando una instabilità di Pomeranchuk. Questa riorganizzazione deforma la struttura elettronica del materiale e ne riduce la simmetria, senza modificare la disposizione degli atomi.

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RICERCA UNIPD/UNIBO - VAGLIATA PER LA PRIMA VOLTA L’ORIGINE MICROSCOPICA DELLA NEMATICITÀ ELETTRONICA IN UN MATERIALE KAGOME

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DR Nomina Commissioni giudicatrici ammissione ai Percorsi a.a.2025/2026 - 60 e 30 CFU - 2025-26

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Documenti - 2026S6

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Per partecipare al Concorso è necessario compilare e presentare la domanda attraverso la procedura online.
Leggere attentamente le istruzioni.

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2026S6 - Scheda riassuntiva

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Bando di Concorso n. 2026S6

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2026S6 - Decreto di indizione

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Prove - 2026S6

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Il Concorso è per esami. I punteggi per le prove d’esame sono complessivamente 90 e sono così ripartiti:

  • 30 punti per la prova scritta;
  • 30 punti per la prova pratica “a vista”;
  • 30 punti per il colloquio.

Le prove d’esame consistono in:
prova scritta a tema, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • tecniche di preparazione delle sezioni sottili di suolo/sedimento da contesti archeologici e pedologici,
  • modalità di raccolta, gestione, e conservazione dei campioni per sezioni sottili di suolo/sedimento,
  • conoscenza dell’approccio geoarcheologico allo scavo stratigrafico ed alla campionatura per analisi micromorfologiche di sezioni da suoli/sedimenti archeologici,
  • conoscenze di base della micromorfologia applicata all’archeologia e alla pedologia,
  • tecniche di preparazione delle sezioni sottili per analisi petrografica e di sezioni lucide per analisi al Microscopio elettronico nel campo della geologia, mineralogia e beni culturali,
  • tecniche di preparazione delle sezioni sottili doppio-lucide per lo studio delle inclusioni fluide,
  • conoscenza delle tecniche di inglobamento e lucidatura di cristalli singoli;

prova pratica “a vista”, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • preparazione e miscelazione delle resine epossidiche,
  • retrotaglio di un blocchetto di formato 60x90 mm mediante sega da retrotaglio Logitech GTS-1,
  • lappatura di una sezione sottile formato 60x90 mm fino allo spessore di 30 µm mediante lappatrice BROT - MULTIPLATE GRINDER 1.03.12 P (PEDOLOGY);

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • conoscenze teoriche circa la produzione di sezioni sottili di suoli/sedimenti sia da contesti archeologici che da contesti naturali,
  • preparazione circa i diversi tipi di campionature di suoli/sedimenti da svolgersi sia presso scavi archeologici, sia in contesti naturali (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, suoli e sequenze sedimentarie da profilo esposte, carotaggio),
  • tecniche di preparazione di sezioni sottili e di sezioni lucide nel campo della Petrografia, Minerografia, Mineralogia, Micropaleontologia e Beni Culturali.

Verranno, inoltre, accertate le conoscenze informatiche (Pacchetto Office) e la conoscenza della lingua inglese (livello di riferimento “B2”).

Le prove si intendono superate con una votazione di almeno 21/30 (equivalente a 7/10) in ciascuna di esse.


Calendario prove d’esame
A partire dalle ore 14 del giorno 20-02-2026 saranno resi noti il calendario e le sedi delle prove d’esame, nonché le modalità di svolgimento delle prove stesse, tramite la pubblicazione di apposito avviso all’Albo ufficiale di Ateneo e nella sezione documenti della presente pagina web.
La pubblicazione del suddetto calendario avrà valore di notifica a tutti gli effetti.

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Il Concorso è per esami. I punteggi per le prove d’esame sono complessivamente 90 e sono così ripartiti:

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Le prove si intendono superate con una votazione di almeno 21/30 (equivalente a 7/10) in ciascuna di esse.


Calendario prove d’esame
A partire dalle ore 14 del giorno 20-02-2026 saranno resi noti il calendario e le sedi delle prove d’esame, nonché le modalità di svolgimento delle prove stesse, tramite la pubblicazione di apposito avviso all’Albo ufficiale di Ateneo e nella sezione documenti della presente pagina web.
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Scheda - 2026S6

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Tipologia: tempo determinato
Area: Funzionari
Settore professionale: Scientifico-tecnologico
Posto: 1
Struttura: sedi dell’Università di Padova
Regime impegno: tempo pieno
Titolo di studio richiesto: laurea (le classi dei titoli di studio ammesse sono specificate nel Bando di Concorso)

La posizione da coprire prevede lo svolgimento delle seguenti attività:

  • preparazione ed essiccamento di campioni indisturbati di suolo/sedimento sciolto oppure di frammenti di roccia o di materiali archeologici (ceramica, osso, concotto, legni mineralizzati, ecc.);
  • inglobamento e consolidamento dei campioni suddetti mediante resine epossidiche, ricorrendo all’uso del vuoto e controllando la temperatura di polimerizzazione;
  • taglio dei campioni suddetti mediante troncatrici petrografiche e preparazione di “blocchetti” di dimensioni compatibili con i vetrini che verranno utilizzati (60x90 mm e 27x46 mm);
  • preparazione dei vetrini (“frosting”) e lappatura preliminare degli stessi, con conseguente montaggio dei blocchetti sui vetrini mediante pressa a molla utilizzando resine e colle epossidiche;
  • retrotaglio (“cutoff”) del blocchetto in eccesso mediante troncatrice per retrotaglio di precisione Logitech GTS1 o Buehler PetroThin;
  • lappatura di precisione dei campioni fino allo spessore standard di 30 micron mediante lappatrice a polvere abrasiva (Logitech LP70), lappatrice a mola diamantata “BROT - MULTIPLATE GRINDER 1.03.12 P (PEDOLOGY)” e lappatura manuale con polveri abrasive;
  • controllo dello spessore di 30 micron delle sezioni sottili così prodotte mediante microscopio polarizzatore a luce trasmessa;
  • montaggio (qualora richiesto) di vetrino coprioggetto incollato mediante balsamo del Canada;
  • eventuale lucidatura delle sezioni sottili mediante lucidatrici automatiche con sospensioni diamantate;
  • preparazione di inglobati di cristalli singoli per analisi SEM;
  • gestione dell’ingresso e l’uscita dei campioni dal laboratorio, con apposizione - ove richiesto - dei blocchetti di scorta per ulteriori analisi;
  • raccolta di campioni per analisi micromorfologiche di sezioni sottili di suolo/sedimento da siti archeologici direttamente sul campo durante lo svolgimento degli scavi;
  • gestione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie della strumentazione in dotazione;
  • gestione del materiale di consumo, richiesta preventivi e richiesta di ordine.

Per lo svolgimento di tali attività si richiedono le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:
conoscenza, anche mediante esperienza, di:

  • pratiche di metodi dello scavo archeologico stratigrafico e delle modalità di raccolta, documentazione, conservazione di campioni di terreno provenienti da tali scavi,
  • preparazione e delle applicazioni dell’analisi di sezioni sottili in studi di ambito archeologico, sedimentologico, pedologico, archeometrico, geologico, geomorfologico,
  • attività di laboratorio relativa alle scienze geologiche e alla geoarcheologia;

conoscenze di base di micromorfologia applicata all’archeologia e alla pedologia;
conoscenza delle:

  • tematiche di ricerca geoarcheologica,
  • tecniche di preparazione delle sezioni sottili per analisi petrografica e di sezioni lucide per analisi al Microscopio elettronico nel campo della geologia, mineralogia e beni culturali,
  • tecniche di preparazione delle sezioni sottili doppio-lucide per lo studio delle inclusioni fluide,
  • tecniche di inglobamento e lucidatura di cristalli singoli;

conoscenze informatiche di base (Pacchetto Office);
conoscenze della lingua inglese (livello di riferimento “B2”).

Benefits:
https://www.unipd.it/benessere-sport-personale-unipd
http://www.unipd.it/benessere-qualita-lavoro

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Tipologia: tempo determinato
Area: Funzionari
Settore professionale: Scientifico-tecnologico
Posto: 1
Struttura: sedi dell’Università di Padova
Regime impegno: tempo pieno
Titolo di studio richiesto: laurea (le classi dei titoli di studio ammesse sono specificate nel Bando di Concorso)

La posizione da coprire prevede lo svolgimento delle seguenti attività:

  • preparazione ed essiccamento di campioni indisturbati di suolo/sedimento sciolto oppure di frammenti di roccia o di materiali archeologici (ceramica, osso, concotto, legni mineralizzati, ecc.);
  • inglobamento e consolidamento dei campioni suddetti mediante resine epossidiche, ricorrendo all’uso del vuoto e controllando la temperatura di polimerizzazione;
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Per lo svolgimento di tali attività si richiedono le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:
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conoscenze della lingua inglese (livello di riferimento “B2”).

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La posizione da coprire prevede lo svolgimento delle seguenti attività:

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Per lo svolgimento di tali attività si richiedono le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:
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Settore professionale: Scientifico-tecnologico
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Titolo di studio richiesto: laurea (le classi dei titoli di studio ammesse sono specificate nel Bando di Concorso)

La posizione da coprire prevede lo svolgimento delle seguenti attività:

  • preparazione ed essiccamento di campioni indisturbati di suolo/sedimento sciolto oppure di frammenti di roccia o di materiali archeologici (ceramica, osso, concotto, legni mineralizzati, ecc.);
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Per lo svolgimento di tali attività si richiedono le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:
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Concorso pubblico n. 2026S6, per esami, per stipula di n. 1 contratto di lavoro a termine nell’Area dei Funzionari, Settore Scientifico-tecnologico, a tempo pieno, per n. 12 mesi, ai sensi del D.Lgs. 30.03.2001, n. 165 e s.m.i., del D.Lgs. 15.06.2015, n. 81, in quanto compatibile, e del C.C.N.L. del 23.12.2025, presso l’Università degli Studi di Padova.

Tecnico per il Laboratorio di Micromorfologia del suolo e per il Laboratorio di Sezioni sottili.

Scadenza: 2 marzo 2026, 14

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Ufficio Personale Tecnico Amministrativo

Palazzo Storione
riviera Tito Livio 6 - 35123 Padova
tel. 049.827 1562 / 3155
email: reclutamento.pta@unipd.it

Orario: lunedì-venerdì 10-13;
martedì e giovedì anche 15-16.30

Carta dei servizi

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Concorso pubblico n. 2026S6, per esami, per stipula di n. 1 contratto di lavoro a termine nell’Area dei Funzionari, Settore Scientifico-tecnologico, a tempo pieno, per n. 12 mesi, ai sensi del D.Lgs. 30.03.2001, n. 165 e s.m.i., del D.Lgs. 15.06.2015, n. 81, in quanto compatibile, e del C.C.N.L. del 23.12.2025, presso l’Università degli Studi di Padova.

Tecnico per il Laboratorio di Micromorfologia del suolo e per il Laboratorio di Sezioni sottili.

Scadenza: 2 marzo 2026, 14

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Concorso pubblico n. 2026S6, per esami, per stipula di n. 1 contratto di lavoro a termine nell’Area dei Funzionari, Settore Scientifico-tecnologico, a tempo pieno, per n. 12 mesi, ai sensi del D.Lgs. 30.03.2001, n. 165 e s.m.i., del D.Lgs. 15.06.2015, n. 81, in quanto compatibile, e del C.C.N.L. del 23.12.2025, presso l’Università degli Studi di Padova.

Tecnico per il Laboratorio di Micromorfologia del suolo e per il Laboratorio di Sezioni sottili.

Scadenza: 2 marzo 2026, 14

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Ufficio Personale Tecnico Amministrativo

Palazzo Storione
riviera Tito Livio 6 - 35123 Padova
tel. 049.827 1562 / 3155
email: reclutamento.pta@unipd.it

Orario: lunedì-venerdì 10-13;
martedì e giovedì anche 15-16.30

Carta dei servizi

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Ufficio Personale Tecnico Amministrativo

Palazzo Storione
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Palazzo Storione
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