Prove - Selezione n. 2020N49

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La selezione è per titoli, prova scritta e colloquio. 

Titoli valutabili (ulteriori informazioni sono specificate nell’avviso di selezione):

  • titoli di studio e formativi;
  • titoli professionali
  • altri titoli 

Prova scritta:

prova scritta, che prevede lo svolgimento di un tema, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
  • statistica e informatica di base;
  • sicurezza e norme di comportamento in un laboratorio di analisi e ricerca universitario

Colloquio:

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
  • statistica e informatica di base;
  • sicurezza e norme di comportamento in un laboratorio di analisi e ricerca universitari.

Verranno accertate le conoscenze informatiche e la conoscenza della lingua inglese.

Al colloquio tecnico seguirà il colloquio motivazionale.

 

Calendario prove d’esame:

PROVA SCRITTA: venerdì 18 SETTEMBRE 2020 - ORE 15:30

COLLOQUIO: venerdì 2 OTTOBRE 2020 - ORE 9:00 (e, se necessario, potrà proseguire nei giorni successivi)

Le SEDI delle prove d'esame verranno comunicate il giorno 16 settembre 2020, tramite pubblicazione all'Albo ufficiale di Ateneo, alla pagina: https://protocollo.unipd.it/albo/viewer, e in questa pagina.

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La selezione è per titoli, prova scritta e colloquio. 

Titoli valutabili (ulteriori informazioni sono specificate nell’avviso di selezione):

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  • altri titoli 

Prova scritta:

prova scritta, che prevede lo svolgimento di un tema, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
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  • sicurezza e norme di comportamento in un laboratorio di analisi e ricerca universitario

Colloquio:

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
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Verranno accertate le conoscenze informatiche e la conoscenza della lingua inglese.

Al colloquio tecnico seguirà il colloquio motivazionale.

 

Calendario prove d’esame:

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La selezione è per titoli, prova scritta e colloquio. 

Titoli valutabili (ulteriori informazioni sono specificate nell’avviso di selezione):

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Prova scritta:

prova scritta, che prevede lo svolgimento di un tema, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
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Colloquio:

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
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Verranno accertate le conoscenze informatiche e la conoscenza della lingua inglese.

Al colloquio tecnico seguirà il colloquio motivazionale.

 

Calendario prove d’esame:

PROVA SCRITTA: venerdì 18 SETTEMBRE 2020 - ORE 15:30

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La selezione è per titoli, prova scritta e colloquio. 

Titoli valutabili (ulteriori informazioni sono specificate nell’avviso di selezione):

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Prova scritta:

prova scritta, che prevede lo svolgimento di un tema, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
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Colloquio:

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • microbiologia e biologia molecolare applicate all’Igiene e alla Sanità Pubblica;
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Verranno accertate le conoscenze informatiche e la conoscenza della lingua inglese.

Al colloquio tecnico seguirà il colloquio motivazionale.

 

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PROVA SCRITTA: venerdì 18 SETTEMBRE 2020 - ORE 15:30

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Scheda - Selezione n. 2020N49

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Tipologia: tempo indeterminato
Categoria: C (posizione economica C1)
Area: area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati
Posti: 1
Struttura: sedi dell'Università di Padova
Regime impegno: tempo pieno

Titolo di studio richiesto: diploma di istruzione secondaria di secondo grado

La posizione prevede lo svolgimento delle seguenti attività:

  • supporto tecnico alla gestione, alla manutenzione e all'utilizzo delle principali apparecchiature di laboratorio, in particolare, strumentazione per biologia molecolare e apparecchiature informatiche;
  • supporto tecnico alla esecuzione di analisi microbiologiche (preparazione di campioni ed esecuzione di analisi microbiologiche);
  • supporto tecnico nella registrazione di campioni e nella gestione del magazzino, materiale e reagenti;
  • utilizzo dei pacchetti software comuni per la sorveglianza epidemiologica;
  • supporto tecnico alla analisi statistica dei dati ottenuti e presentazione dei risultati;
  • supporto tecnico alla gestione della sicurezza in laboratorio e allo smaltimento di rifiuti speciali;
  • assistenza tecnica e supporto tecnico a studenti magistrali e/o dottorandi, durante il periodo di tirocinio, per lo svolgimento di tesi sperimentali e/o progetti di ricerca.

Sono richieste inoltre le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:

  • conoscenze di base di microbiologia;
  • conoscenze, anche mediante esperienza, delle principali tecniche microbiologiche classiche e biomolecolari;
  • conoscenza, anche mediante esperienza, delle principali metodiche di sorveglianza epidemiologica e loro applicazione in ambito preventivo;
  • conoscenza, anche mediante esperienza, dei pacchetti software comuni per la sorveglianza epidemiologica e la georeferenziazione dei dati;
  • conoscenza di base della normativa vigente in materia di sicurezza in laboratori chimici e biologici e delle problematiche connesse alla sicurezza in un laboratorio; • conoscenza di base della normativa vigente in materia di smaltimento di rifiuti speciali e delle problematiche connesse;
  • conoscenza, anche mediante esperienza, dei principali strumenti informatici e delle nozioni informatiche di base, necessarie per l'utilizzo di applicativi e software scientifici di gestione di dati analitici prodotti in un laboratorio chimico-biologico;
  • conoscenza della lingua inglese (livello di riferimento "B1");
  • capacità, acquisita anche mediante esperienza, di gestire gli aspetti tecnico-operativi di un laboratorio;
  • buone capacità relazionali e capacità di lavorare in gruppo con spirito di iniziativa;
  • motivazione al ruolo e attitudini specifiche al profilo professionale richiesto.
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Titolo di studio richiesto: diploma di istruzione secondaria di secondo grado

La posizione prevede lo svolgimento delle seguenti attività:

  • supporto tecnico alla gestione, alla manutenzione e all'utilizzo delle principali apparecchiature di laboratorio, in particolare, strumentazione per biologia molecolare e apparecchiature informatiche;
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  • utilizzo dei pacchetti software comuni per la sorveglianza epidemiologica;
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Sono richieste inoltre le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:

  • conoscenze di base di microbiologia;
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  • conoscenza, anche mediante esperienza, delle principali metodiche di sorveglianza epidemiologica e loro applicazione in ambito preventivo;
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Sono richieste inoltre le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:

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Selezione n. 2020N49

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Selezione pubblica n. 2020N49 per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato.

Tecnico di laboratorio a supporto dell’attività di ricerca in biologia molecolare e analisi microbiologiche applicate al settore dell’Igiene generale e applicata

Scadenza 6 agosto 2020 ore 14

Avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale - 4^ serie speciale - n. 52 del 7.07.2020

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Ufficio Personale tecnico amministrativo

Palazzo Storione
riviera Tito Livio 6 - 35123 Padova
tel. 049.827 3155 / 3763 / 3183 / 3159 / 3539 / 1562
email: reclutamento.pta@unipd.it

Orario: lunedì-venerdì 10-13;
martedì e giovedì anche 15-16.30

Carta dei servizi

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Selezione pubblica n. 2020N49 per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato.

Tecnico di laboratorio a supporto dell’attività di ricerca in biologia molecolare e analisi microbiologiche applicate al settore dell’Igiene generale e applicata

Scadenza 6 agosto 2020 ore 14

Avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale - 4^ serie speciale - n. 52 del 7.07.2020

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Ufficio Personale tecnico amministrativo

Palazzo Storione
riviera Tito Livio 6 - 35123 Padova
tel. 049.827 3155 / 3763 / 3183 / 3159 / 3539 / 1562
email: reclutamento.pta@unipd.it

Orario: lunedì-venerdì 10-13;
martedì e giovedì anche 15-16.30

Carta dei servizi

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Ufficio Personale tecnico amministrativo

Palazzo Storione
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Carta dei servizi

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Ufficio Personale tecnico amministrativo

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2019RUB14 - Allegato 15 - DR approvazione atti

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2019RUB14 - Allegato 15 - Giudizi_Punteggi_Vincitore

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2019RUA12 - Allegato 10 - Verbale 2 - Elenco candidati

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Didattica Unipd all'avanguardia per Medicina e chirurgia: il cuore in uno smartphone

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Una tecnologia rivoluzionaria permette alle studentesse e agli studenti di Medicina e Chirurgia di tenere nelle proprie mani il cuore che devono curare.

Gli studenti e le studentesse all’Università di Padova imparano a curare il cuore navigando al suo interno: grazie a una rivoluzionaria tecnologia - Advanced 3D-Based Teaching Models in Congenital Cardiovascular Diseasechi studia può interagire con il modello di cuore e apprenderne i difetti anatomici navigando al suo interno visualizzando direttamente innanzi a sé il modello senza dover utilizzare oggetti fisici, semplicemente usando uno smartphone.

Le cardiopatie congenite (CHD: Congenital Heart Disease) sono caratterizzate da un’ampia variabilità di difetti anatomici che riflette la complessità dell’embriologia cardiovascolare di queste anomalie. La complessità morfologica e la tridimensionalità del cuore rendono difficile sia spiegare che apprendere le diverse forme di cardiopatie congenite. Per la peculiare natura morfologica dei difetti cardiaci e l'estrema variabilità di presentazione, l'insegnamento e l’apprendimento delle CHD sono da sempre una sfida, sia per docenti che per studentesse e studenti.

Tradizionalmente l'approccio educativo all'insegnamento delle CHD si avvale oltre che dell’uso di illustrazioni, quando possibile, di reperti patologici autoptici. Le immagini e le loro descrizioni, sebbene utili, sono spesso difficili da concettualizzare per lo studente di medicina poiché la tridimensionalità del cuore e dei suoi numerosi possibili difetti è impossibile da rendere efficacemente con illustrazioni bidimensionali e spesso viene richiesto lo sforzo di ricostruire mentalmente la tridimensionalità delle strutture anatomiche. Il gold standard a questo scopo è costituito dai preparati anatomici ricavati da pazienti trapiantati o deceduti, che, tuttavia, sono sempre più rari e preziosi, soprattutto i casi di cuori non operati in cui l’anatomia patologica è osservabile nel suo stato naturale e inalterato. Molti di questi reperti ormai possiedono un valore storico-museale, e la loro conservazione a lungo termine è di primaria importanza. La naturale deperibilità dei materiali biologici è infatti un grande problema di questi preparati, che ne ha sempre limitato l’uso ad un ristretto numero di utenti appositamente preparati alla loro manipolazione. Per queste stesse ragioni questi preziosi modelli non possono essere utilizzati per la simulazione di interventi chirurgici correttivi senza danneggiarli irreparabilmente; questo ne limita ulteriormente le opportunità didattiche.

E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
Di circa 40 casi di CHD abbiamo poi effettuato la stampa 3D con materiali rigidi e flessibili creando così anche un piccolo museo anatomico di cuori malformati non deperibili. Alcuni di questi modelli sono già stati efficacemente utilizzati a scopo didattico sia durante le lezioni frontali del corso di laurea in Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo che per la simulazione di interventi cardiochirurgici nel training chirurgico dei medici in formazione specialistica.»

«La necessità era di ottenere modelli quanto più fedeli all’originale ma nel contempo completamente analizzabili e sezionabili tra le mani di uno studente- continua Vida -. Erano quindi importanti non solo i modelli 3D di differenti varietà di cuori patologici ma anche concepire una modalità di interazione con i modelli stessi. Per rispondere a questa necessità abbiamo sviluppato, in collaborazione con la ditta Uqido srl, un’applicazione per android e iOS attraverso la quale lo studente di medicina dell’Università di Padova, può osservare ed interagire con modelli 3D di cuore patologico attraverso la realtà aumentata».

Per il progetto sono stati utilizzati i fondi messi a disposizione dall’Ateneo di Padova tramite i bandi “Infrastrutture immateriali di ricerca” e “Progetti di didattica innovativa e internazionalizzazione” che hanno respo possibile lo sviluppo di strumenti di didattica avanzata e innovativa volti al miglioramento dell’apprendimento delle cardiopatie congenite.

Siamo quindi davanti ad un’importante evoluzione nel mondo della formazione medica e specialistica, grazie alle potenzialità di una tecnologia con la quale è facile interagire: basta uno smartphone per posizionare oggetti virtuali nell’ambiente che ci circonda e interagirvi con semplici “tap” sullo schermo.

L’Università di Padova, prossima agli 800 anni di storia, ha abbracciato questa nuova tecnologia come strumento innovativo per migliorare la qualità dell’approccio didattico agli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia, testimoniando come la tecnologia davvero utile è quella che offre un reale beneficio e si inserisce in maniera fluida all’interno di processi messi a punto in anni e anni di lavoro.
Strumenti didattici avanzati basati sulla ricostruzione tridimensionale possono rendere l'apprendimento maggiormente interattivo, stimolante ed efficace e migliorare così la comprensione delle cardiopatie congenite (probabilmente anche di altre forme di malformazioni o patologie).

Questi strumenti didattici possono diventare la pratica standard dell'insegnamento delle anomalie congenite cardiache nel prossimo futuro.
«Il nostro lavoro da un importante contributo iniziale al crescente campo di applicazione medica delle tecnologie 3D, ed è nostro obiettivo espanderlo e svilupparlo ulteriormente nel prossimo futuro – spiega Vida -. Abbiamo già iniziato a sviluppare Cardiology AR 2.0, che coprirà l'intero spettro dello CHD e consentirà un'esperienza ancor più completa, simile ad un vero e proprio atlante anatomico. Stiamo inoltre valutando la possibilità di estendere l’offerta formativa anche ad altri Atenei italiani o esteri per dare l’opportunità ad un numero sempre maggiore di studenti di usufruire della nostra app e poter così “tenere nelle proprie mani” e letteralmente navigare all’interno dell’affascinante anatomia patologica di tutti i tipi di cardiopatie congenite semplici e complesse.»

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Una tecnologia rivoluzionaria permette alle studentesse e agli studenti di Medicina e Chirurgia di tenere nelle proprie mani il cuore che devono curare.

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Le cardiopatie congenite (CHD: Congenital Heart Disease) sono caratterizzate da un’ampia variabilità di difetti anatomici che riflette la complessità dell’embriologia cardiovascolare di queste anomalie. La complessità morfologica e la tridimensionalità del cuore rendono difficile sia spiegare che apprendere le diverse forme di cardiopatie congenite. Per la peculiare natura morfologica dei difetti cardiaci e l'estrema variabilità di presentazione, l'insegnamento e l’apprendimento delle CHD sono da sempre una sfida, sia per docenti che per studentesse e studenti.

Tradizionalmente l'approccio educativo all'insegnamento delle CHD si avvale oltre che dell’uso di illustrazioni, quando possibile, di reperti patologici autoptici. Le immagini e le loro descrizioni, sebbene utili, sono spesso difficili da concettualizzare per lo studente di medicina poiché la tridimensionalità del cuore e dei suoi numerosi possibili difetti è impossibile da rendere efficacemente con illustrazioni bidimensionali e spesso viene richiesto lo sforzo di ricostruire mentalmente la tridimensionalità delle strutture anatomiche. Il gold standard a questo scopo è costituito dai preparati anatomici ricavati da pazienti trapiantati o deceduti, che, tuttavia, sono sempre più rari e preziosi, soprattutto i casi di cuori non operati in cui l’anatomia patologica è osservabile nel suo stato naturale e inalterato. Molti di questi reperti ormai possiedono un valore storico-museale, e la loro conservazione a lungo termine è di primaria importanza. La naturale deperibilità dei materiali biologici è infatti un grande problema di questi preparati, che ne ha sempre limitato l’uso ad un ristretto numero di utenti appositamente preparati alla loro manipolazione. Per queste stesse ragioni questi preziosi modelli non possono essere utilizzati per la simulazione di interventi chirurgici correttivi senza danneggiarli irreparabilmente; questo ne limita ulteriormente le opportunità didattiche.

E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
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Siamo quindi davanti ad un’importante evoluzione nel mondo della formazione medica e specialistica, grazie alle potenzialità di una tecnologia con la quale è facile interagire: basta uno smartphone per posizionare oggetti virtuali nell’ambiente che ci circonda e interagirvi con semplici “tap” sullo schermo.

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Le cardiopatie congenite (CHD: Congenital Heart Disease) sono caratterizzate da un’ampia variabilità di difetti anatomici che riflette la complessità dell’embriologia cardiovascolare di queste anomalie. La complessità morfologica e la tridimensionalità del cuore rendono difficile sia spiegare che apprendere le diverse forme di cardiopatie congenite. Per la peculiare natura morfologica dei difetti cardiaci e l'estrema variabilità di presentazione, l'insegnamento e l’apprendimento delle CHD sono da sempre una sfida, sia per docenti che per studentesse e studenti.

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E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
Di circa 40 casi di CHD abbiamo poi effettuato la stampa 3D con materiali rigidi e flessibili creando così anche un piccolo museo anatomico di cuori malformati non deperibili. Alcuni di questi modelli sono già stati efficacemente utilizzati a scopo didattico sia durante le lezioni frontali del corso di laurea in Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo che per la simulazione di interventi cardiochirurgici nel training chirurgico dei medici in formazione specialistica.»

«La necessità era di ottenere modelli quanto più fedeli all’originale ma nel contempo completamente analizzabili e sezionabili tra le mani di uno studente- continua Vida -. Erano quindi importanti non solo i modelli 3D di differenti varietà di cuori patologici ma anche concepire una modalità di interazione con i modelli stessi. Per rispondere a questa necessità abbiamo sviluppato, in collaborazione con la ditta Uqido srl, un’applicazione per android e iOS attraverso la quale lo studente di medicina dell’Università di Padova, può osservare ed interagire con modelli 3D di cuore patologico attraverso la realtà aumentata».

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Gli studenti e le studentesse all’Università di Padova imparano a curare il cuore navigando al suo interno: grazie a una rivoluzionaria tecnologia - Advanced 3D-Based Teaching Models in Congenital Cardiovascular Diseasechi studia può interagire con il modello di cuore e apprenderne i difetti anatomici navigando al suo interno visualizzando direttamente innanzi a sé il modello senza dover utilizzare oggetti fisici, semplicemente usando uno smartphone.

Le cardiopatie congenite (CHD: Congenital Heart Disease) sono caratterizzate da un’ampia variabilità di difetti anatomici che riflette la complessità dell’embriologia cardiovascolare di queste anomalie. La complessità morfologica e la tridimensionalità del cuore rendono difficile sia spiegare che apprendere le diverse forme di cardiopatie congenite. Per la peculiare natura morfologica dei difetti cardiaci e l'estrema variabilità di presentazione, l'insegnamento e l’apprendimento delle CHD sono da sempre una sfida, sia per docenti che per studentesse e studenti.

Tradizionalmente l'approccio educativo all'insegnamento delle CHD si avvale oltre che dell’uso di illustrazioni, quando possibile, di reperti patologici autoptici. Le immagini e le loro descrizioni, sebbene utili, sono spesso difficili da concettualizzare per lo studente di medicina poiché la tridimensionalità del cuore e dei suoi numerosi possibili difetti è impossibile da rendere efficacemente con illustrazioni bidimensionali e spesso viene richiesto lo sforzo di ricostruire mentalmente la tridimensionalità delle strutture anatomiche. Il gold standard a questo scopo è costituito dai preparati anatomici ricavati da pazienti trapiantati o deceduti, che, tuttavia, sono sempre più rari e preziosi, soprattutto i casi di cuori non operati in cui l’anatomia patologica è osservabile nel suo stato naturale e inalterato. Molti di questi reperti ormai possiedono un valore storico-museale, e la loro conservazione a lungo termine è di primaria importanza. La naturale deperibilità dei materiali biologici è infatti un grande problema di questi preparati, che ne ha sempre limitato l’uso ad un ristretto numero di utenti appositamente preparati alla loro manipolazione. Per queste stesse ragioni questi preziosi modelli non possono essere utilizzati per la simulazione di interventi chirurgici correttivi senza danneggiarli irreparabilmente; questo ne limita ulteriormente le opportunità didattiche.

E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
Di circa 40 casi di CHD abbiamo poi effettuato la stampa 3D con materiali rigidi e flessibili creando così anche un piccolo museo anatomico di cuori malformati non deperibili. Alcuni di questi modelli sono già stati efficacemente utilizzati a scopo didattico sia durante le lezioni frontali del corso di laurea in Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo che per la simulazione di interventi cardiochirurgici nel training chirurgico dei medici in formazione specialistica.»

«La necessità era di ottenere modelli quanto più fedeli all’originale ma nel contempo completamente analizzabili e sezionabili tra le mani di uno studente- continua Vida -. Erano quindi importanti non solo i modelli 3D di differenti varietà di cuori patologici ma anche concepire una modalità di interazione con i modelli stessi. Per rispondere a questa necessità abbiamo sviluppato, in collaborazione con la ditta Uqido srl, un’applicazione per android e iOS attraverso la quale lo studente di medicina dell’Università di Padova, può osservare ed interagire con modelli 3D di cuore patologico attraverso la realtà aumentata».

Per il progetto sono stati utilizzati i fondi messi a disposizione dall’Ateneo di Padova tramite i bandi “Infrastrutture immateriali di ricerca” e “Progetti di didattica innovativa e internazionalizzazione” che hanno respo possibile lo sviluppo di strumenti di didattica avanzata e innovativa volti al miglioramento dell’apprendimento delle cardiopatie congenite.

Siamo quindi davanti ad un’importante evoluzione nel mondo della formazione medica e specialistica, grazie alle potenzialità di una tecnologia con la quale è facile interagire: basta uno smartphone per posizionare oggetti virtuali nell’ambiente che ci circonda e interagirvi con semplici “tap” sullo schermo.

L’Università di Padova, prossima agli 800 anni di storia, ha abbracciato questa nuova tecnologia come strumento innovativo per migliorare la qualità dell’approccio didattico agli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia, testimoniando come la tecnologia davvero utile è quella che offre un reale beneficio e si inserisce in maniera fluida all’interno di processi messi a punto in anni e anni di lavoro.
Strumenti didattici avanzati basati sulla ricostruzione tridimensionale possono rendere l'apprendimento maggiormente interattivo, stimolante ed efficace e migliorare così la comprensione delle cardiopatie congenite (probabilmente anche di altre forme di malformazioni o patologie).

Questi strumenti didattici possono diventare la pratica standard dell'insegnamento delle anomalie congenite cardiache nel prossimo futuro.
«Il nostro lavoro da un importante contributo iniziale al crescente campo di applicazione medica delle tecnologie 3D, ed è nostro obiettivo espanderlo e svilupparlo ulteriormente nel prossimo futuro – spiega Vida -. Abbiamo già iniziato a sviluppare Cardiology AR 2.0, che coprirà l'intero spettro dello CHD e consentirà un'esperienza ancor più completa, simile ad un vero e proprio atlante anatomico. Stiamo inoltre valutando la possibilità di estendere l’offerta formativa anche ad altri Atenei italiani o esteri per dare l’opportunità ad un numero sempre maggiore di studenti di usufruire della nostra app e poter così “tenere nelle proprie mani” e letteralmente navigare all’interno dell’affascinante anatomia patologica di tutti i tipi di cardiopatie congenite semplici e complesse.»

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Una tecnologia rivoluzionaria permette alle studentesse e agli studenti di Medicina e Chirurgia di tenere nelle proprie mani il cuore che devono curare.

Gli studenti e le studentesse all’Università di Padova imparano a curare il cuore navigando al suo interno: grazie a una rivoluzionaria tecnologia - Advanced 3D-Based Teaching Models in Congenital Cardiovascular Diseasechi studia può interagire con il modello di cuore e apprenderne i difetti anatomici navigando al suo interno visualizzando direttamente innanzi a sé il modello senza dover utilizzare oggetti fisici, semplicemente usando uno smartphone.

Le cardiopatie congenite (CHD: Congenital Heart Disease) sono caratterizzate da un’ampia variabilità di difetti anatomici che riflette la complessità dell’embriologia cardiovascolare di queste anomalie. La complessità morfologica e la tridimensionalità del cuore rendono difficile sia spiegare che apprendere le diverse forme di cardiopatie congenite. Per la peculiare natura morfologica dei difetti cardiaci e l'estrema variabilità di presentazione, l'insegnamento e l’apprendimento delle CHD sono da sempre una sfida, sia per docenti che per studentesse e studenti.

Tradizionalmente l'approccio educativo all'insegnamento delle CHD si avvale oltre che dell’uso di illustrazioni, quando possibile, di reperti patologici autoptici. Le immagini e le loro descrizioni, sebbene utili, sono spesso difficili da concettualizzare per lo studente di medicina poiché la tridimensionalità del cuore e dei suoi numerosi possibili difetti è impossibile da rendere efficacemente con illustrazioni bidimensionali e spesso viene richiesto lo sforzo di ricostruire mentalmente la tridimensionalità delle strutture anatomiche. Il gold standard a questo scopo è costituito dai preparati anatomici ricavati da pazienti trapiantati o deceduti, che, tuttavia, sono sempre più rari e preziosi, soprattutto i casi di cuori non operati in cui l’anatomia patologica è osservabile nel suo stato naturale e inalterato. Molti di questi reperti ormai possiedono un valore storico-museale, e la loro conservazione a lungo termine è di primaria importanza. La naturale deperibilità dei materiali biologici è infatti un grande problema di questi preparati, che ne ha sempre limitato l’uso ad un ristretto numero di utenti appositamente preparati alla loro manipolazione. Per queste stesse ragioni questi preziosi modelli non possono essere utilizzati per la simulazione di interventi chirurgici correttivi senza danneggiarli irreparabilmente; questo ne limita ulteriormente le opportunità didattiche.

E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
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«La necessità era di ottenere modelli quanto più fedeli all’originale ma nel contempo completamente analizzabili e sezionabili tra le mani di uno studente- continua Vida -. Erano quindi importanti non solo i modelli 3D di differenti varietà di cuori patologici ma anche concepire una modalità di interazione con i modelli stessi. Per rispondere a questa necessità abbiamo sviluppato, in collaborazione con la ditta Uqido srl, un’applicazione per android e iOS attraverso la quale lo studente di medicina dell’Università di Padova, può osservare ed interagire con modelli 3D di cuore patologico attraverso la realtà aumentata».

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Siamo quindi davanti ad un’importante evoluzione nel mondo della formazione medica e specialistica, grazie alle potenzialità di una tecnologia con la quale è facile interagire: basta uno smartphone per posizionare oggetti virtuali nell’ambiente che ci circonda e interagirvi con semplici “tap” sullo schermo.

L’Università di Padova, prossima agli 800 anni di storia, ha abbracciato questa nuova tecnologia come strumento innovativo per migliorare la qualità dell’approccio didattico agli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia, testimoniando come la tecnologia davvero utile è quella che offre un reale beneficio e si inserisce in maniera fluida all’interno di processi messi a punto in anni e anni di lavoro.
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Le cardiopatie congenite (CHD: Congenital Heart Disease) sono caratterizzate da un’ampia variabilità di difetti anatomici che riflette la complessità dell’embriologia cardiovascolare di queste anomalie. La complessità morfologica e la tridimensionalità del cuore rendono difficile sia spiegare che apprendere le diverse forme di cardiopatie congenite. Per la peculiare natura morfologica dei difetti cardiaci e l'estrema variabilità di presentazione, l'insegnamento e l’apprendimento delle CHD sono da sempre una sfida, sia per docenti che per studentesse e studenti.

Tradizionalmente l'approccio educativo all'insegnamento delle CHD si avvale oltre che dell’uso di illustrazioni, quando possibile, di reperti patologici autoptici. Le immagini e le loro descrizioni, sebbene utili, sono spesso difficili da concettualizzare per lo studente di medicina poiché la tridimensionalità del cuore e dei suoi numerosi possibili difetti è impossibile da rendere efficacemente con illustrazioni bidimensionali e spesso viene richiesto lo sforzo di ricostruire mentalmente la tridimensionalità delle strutture anatomiche. Il gold standard a questo scopo è costituito dai preparati anatomici ricavati da pazienti trapiantati o deceduti, che, tuttavia, sono sempre più rari e preziosi, soprattutto i casi di cuori non operati in cui l’anatomia patologica è osservabile nel suo stato naturale e inalterato. Molti di questi reperti ormai possiedono un valore storico-museale, e la loro conservazione a lungo termine è di primaria importanza. La naturale deperibilità dei materiali biologici è infatti un grande problema di questi preparati, che ne ha sempre limitato l’uso ad un ristretto numero di utenti appositamente preparati alla loro manipolazione. Per queste stesse ragioni questi preziosi modelli non possono essere utilizzati per la simulazione di interventi chirurgici correttivi senza danneggiarli irreparabilmente; questo ne limita ulteriormente le opportunità didattiche.

E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
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«La necessità era di ottenere modelli quanto più fedeli all’originale ma nel contempo completamente analizzabili e sezionabili tra le mani di uno studente- continua Vida -. Erano quindi importanti non solo i modelli 3D di differenti varietà di cuori patologici ma anche concepire una modalità di interazione con i modelli stessi. Per rispondere a questa necessità abbiamo sviluppato, in collaborazione con la ditta Uqido srl, un’applicazione per android e iOS attraverso la quale lo studente di medicina dell’Università di Padova, può osservare ed interagire con modelli 3D di cuore patologico attraverso la realtà aumentata».

Per il progetto sono stati utilizzati i fondi messi a disposizione dall’Ateneo di Padova tramite i bandi “Infrastrutture immateriali di ricerca” e “Progetti di didattica innovativa e internazionalizzazione” che hanno respo possibile lo sviluppo di strumenti di didattica avanzata e innovativa volti al miglioramento dell’apprendimento delle cardiopatie congenite.

Siamo quindi davanti ad un’importante evoluzione nel mondo della formazione medica e specialistica, grazie alle potenzialità di una tecnologia con la quale è facile interagire: basta uno smartphone per posizionare oggetti virtuali nell’ambiente che ci circonda e interagirvi con semplici “tap” sullo schermo.

L’Università di Padova, prossima agli 800 anni di storia, ha abbracciato questa nuova tecnologia come strumento innovativo per migliorare la qualità dell’approccio didattico agli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia, testimoniando come la tecnologia davvero utile è quella che offre un reale beneficio e si inserisce in maniera fluida all’interno di processi messi a punto in anni e anni di lavoro.
Strumenti didattici avanzati basati sulla ricostruzione tridimensionale possono rendere l'apprendimento maggiormente interattivo, stimolante ed efficace e migliorare così la comprensione delle cardiopatie congenite (probabilmente anche di altre forme di malformazioni o patologie).

Questi strumenti didattici possono diventare la pratica standard dell'insegnamento delle anomalie congenite cardiache nel prossimo futuro.
«Il nostro lavoro da un importante contributo iniziale al crescente campo di applicazione medica delle tecnologie 3D, ed è nostro obiettivo espanderlo e svilupparlo ulteriormente nel prossimo futuro – spiega Vida -. Abbiamo già iniziato a sviluppare Cardiology AR 2.0, che coprirà l'intero spettro dello CHD e consentirà un'esperienza ancor più completa, simile ad un vero e proprio atlante anatomico. Stiamo inoltre valutando la possibilità di estendere l’offerta formativa anche ad altri Atenei italiani o esteri per dare l’opportunità ad un numero sempre maggiore di studenti di usufruire della nostra app e poter così “tenere nelle proprie mani” e letteralmente navigare all’interno dell’affascinante anatomia patologica di tutti i tipi di cardiopatie congenite semplici e complesse.»

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E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
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«La necessità era di ottenere modelli quanto più fedeli all’originale ma nel contempo completamente analizzabili e sezionabili tra le mani di uno studente- continua Vida -. Erano quindi importanti non solo i modelli 3D di differenti varietà di cuori patologici ma anche concepire una modalità di interazione con i modelli stessi. Per rispondere a questa necessità abbiamo sviluppato, in collaborazione con la ditta Uqido srl, un’applicazione per android e iOS attraverso la quale lo studente di medicina dell’Università di Padova, può osservare ed interagire con modelli 3D di cuore patologico attraverso la realtà aumentata».

Per il progetto sono stati utilizzati i fondi messi a disposizione dall’Ateneo di Padova tramite i bandi “Infrastrutture immateriali di ricerca” e “Progetti di didattica innovativa e internazionalizzazione” che hanno respo possibile lo sviluppo di strumenti di didattica avanzata e innovativa volti al miglioramento dell’apprendimento delle cardiopatie congenite.

Siamo quindi davanti ad un’importante evoluzione nel mondo della formazione medica e specialistica, grazie alle potenzialità di una tecnologia con la quale è facile interagire: basta uno smartphone per posizionare oggetti virtuali nell’ambiente che ci circonda e interagirvi con semplici “tap” sullo schermo.

L’Università di Padova, prossima agli 800 anni di storia, ha abbracciato questa nuova tecnologia come strumento innovativo per migliorare la qualità dell’approccio didattico agli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia, testimoniando come la tecnologia davvero utile è quella che offre un reale beneficio e si inserisce in maniera fluida all’interno di processi messi a punto in anni e anni di lavoro.
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Una tecnologia rivoluzionaria permette alle studentesse e agli studenti di Medicina e Chirurgia di tenere nelle proprie mani il cuore che devono curare.

Gli studenti e le studentesse all’Università di Padova imparano a curare il cuore navigando al suo interno: grazie a una rivoluzionaria tecnologia - Advanced 3D-Based Teaching Models in Congenital Cardiovascular Diseasechi studia può interagire con il modello di cuore e apprenderne i difetti anatomici navigando al suo interno visualizzando direttamente innanzi a sé il modello senza dover utilizzare oggetti fisici, semplicemente usando uno smartphone.

Le cardiopatie congenite (CHD: Congenital Heart Disease) sono caratterizzate da un’ampia variabilità di difetti anatomici che riflette la complessità dell’embriologia cardiovascolare di queste anomalie. La complessità morfologica e la tridimensionalità del cuore rendono difficile sia spiegare che apprendere le diverse forme di cardiopatie congenite. Per la peculiare natura morfologica dei difetti cardiaci e l'estrema variabilità di presentazione, l'insegnamento e l’apprendimento delle CHD sono da sempre una sfida, sia per docenti che per studentesse e studenti.

Tradizionalmente l'approccio educativo all'insegnamento delle CHD si avvale oltre che dell’uso di illustrazioni, quando possibile, di reperti patologici autoptici. Le immagini e le loro descrizioni, sebbene utili, sono spesso difficili da concettualizzare per lo studente di medicina poiché la tridimensionalità del cuore e dei suoi numerosi possibili difetti è impossibile da rendere efficacemente con illustrazioni bidimensionali e spesso viene richiesto lo sforzo di ricostruire mentalmente la tridimensionalità delle strutture anatomiche. Il gold standard a questo scopo è costituito dai preparati anatomici ricavati da pazienti trapiantati o deceduti, che, tuttavia, sono sempre più rari e preziosi, soprattutto i casi di cuori non operati in cui l’anatomia patologica è osservabile nel suo stato naturale e inalterato. Molti di questi reperti ormai possiedono un valore storico-museale, e la loro conservazione a lungo termine è di primaria importanza. La naturale deperibilità dei materiali biologici è infatti un grande problema di questi preparati, che ne ha sempre limitato l’uso ad un ristretto numero di utenti appositamente preparati alla loro manipolazione. Per queste stesse ragioni questi preziosi modelli non possono essere utilizzati per la simulazione di interventi chirurgici correttivi senza danneggiarli irreparabilmente; questo ne limita ulteriormente le opportunità didattiche.

E se potessimo avere modelli anatomici precisi, non deperibili, da ogni paziente vivente ed in grande quantità?

Questa è la domanda che ha guidato il progetto ideato da Vladimiro Vida, professore del Dipartimento di Scienze cardio-toraco- vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova, e direttore dell’UOC Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale/Università di Padova.

«Abbiamo costruito un database di oltre 50 modelli digitali tridimensionali di altrettante differenti malformazioni cardiache ricostruiti a partire da diversi tipi di “imaging” radiologico – spiega Vida -, quali immagini da TAC, da risonanza magnetica nucleare e persino dall’ecografia ostetrica fetale. Abbiamo così creato una libreria virtuale dei molteplici differenti casi di CHD utilizzabili sia a scopo didattico che clinico, per una migliore pianificazione chirurgica e una maggior qualità del counseling preoperatorio e prenatale.
Di circa 40 casi di CHD abbiamo poi effettuato la stampa 3D con materiali rigidi e flessibili creando così anche un piccolo museo anatomico di cuori malformati non deperibili. Alcuni di questi modelli sono già stati efficacemente utilizzati a scopo didattico sia durante le lezioni frontali del corso di laurea in Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo che per la simulazione di interventi cardiochirurgici nel training chirurgico dei medici in formazione specialistica.»

«La necessità era di ottenere modelli quanto più fedeli all’originale ma nel contempo completamente analizzabili e sezionabili tra le mani di uno studente- continua Vida -. Erano quindi importanti non solo i modelli 3D di differenti varietà di cuori patologici ma anche concepire una modalità di interazione con i modelli stessi. Per rispondere a questa necessità abbiamo sviluppato, in collaborazione con la ditta Uqido srl, un’applicazione per android e iOS attraverso la quale lo studente di medicina dell’Università di Padova, può osservare ed interagire con modelli 3D di cuore patologico attraverso la realtà aumentata».

Per il progetto sono stati utilizzati i fondi messi a disposizione dall’Ateneo di Padova tramite i bandi “Infrastrutture immateriali di ricerca” e “Progetti di didattica innovativa e internazionalizzazione” che hanno respo possibile lo sviluppo di strumenti di didattica avanzata e innovativa volti al miglioramento dell’apprendimento delle cardiopatie congenite.

Siamo quindi davanti ad un’importante evoluzione nel mondo della formazione medica e specialistica, grazie alle potenzialità di una tecnologia con la quale è facile interagire: basta uno smartphone per posizionare oggetti virtuali nell’ambiente che ci circonda e interagirvi con semplici “tap” sullo schermo.

L’Università di Padova, prossima agli 800 anni di storia, ha abbracciato questa nuova tecnologia come strumento innovativo per migliorare la qualità dell’approccio didattico agli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia, testimoniando come la tecnologia davvero utile è quella che offre un reale beneficio e si inserisce in maniera fluida all’interno di processi messi a punto in anni e anni di lavoro.
Strumenti didattici avanzati basati sulla ricostruzione tridimensionale possono rendere l'apprendimento maggiormente interattivo, stimolante ed efficace e migliorare così la comprensione delle cardiopatie congenite (probabilmente anche di altre forme di malformazioni o patologie).

Questi strumenti didattici possono diventare la pratica standard dell'insegnamento delle anomalie congenite cardiache nel prossimo futuro.
«Il nostro lavoro da un importante contributo iniziale al crescente campo di applicazione medica delle tecnologie 3D, ed è nostro obiettivo espanderlo e svilupparlo ulteriormente nel prossimo futuro – spiega Vida -. Abbiamo già iniziato a sviluppare Cardiology AR 2.0, che coprirà l'intero spettro dello CHD e consentirà un'esperienza ancor più completa, simile ad un vero e proprio atlante anatomico. Stiamo inoltre valutando la possibilità di estendere l’offerta formativa anche ad altri Atenei italiani o esteri per dare l’opportunità ad un numero sempre maggiore di studenti di usufruire della nostra app e poter così “tenere nelle proprie mani” e letteralmente navigare all’interno dell’affascinante anatomia patologica di tutti i tipi di cardiopatie congenite semplici e complesse.»

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Prove - Selezione n. 2020N44

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La selezione è per titoli e colloquio. 

La prova d’esame consiste in un colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • conoscenze metalinguistiche della lingua francese;
  • metodologie dell’insegnamento delle lingue;
  • il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue del Consiglio d’Europa;
  • l’autonomia del discente nell’apprendimento linguistico;
  • la valutazione delle competenze linguistiche;
  • la collaborazione nell’apprendimento linguistico;
  • approcci innovativi nell’insegnamento delle lingue straniere;
  • l’insegnamento della grammatica;
  • sviluppo delle abilità linguistiche;
  • la progettazione del sillabo per corsi di lingua straniera;
  • la creazione di materiali per l’apprendimento linguistico;
  • la competenza comunicativa interculturale.

Verrà inoltre verificato l’utilizzo delle nuove tecnologie nell’insegnamento linguistico.

Verrà accertata la buona conoscenza della lingua inglese.

 

Calendario prove d’esame:

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La selezione è per titoli e colloquio. 

La prova d’esame consiste in un colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

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Verrà inoltre verificato l’utilizzo delle nuove tecnologie nell’insegnamento linguistico.

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Calendario prove d’esame:

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La selezione è per titoli e colloquio. 

La prova d’esame consiste in un colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

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Verrà inoltre verificato l’utilizzo delle nuove tecnologie nell’insegnamento linguistico.

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Calendario prove d’esame:

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La selezione è per titoli e colloquio. 

La prova d’esame consiste in un colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

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Verrà accertata la buona conoscenza della lingua inglese.

 

Calendario prove d’esame:

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La selezione è per titoli e colloquio. 

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