Quando e come iscriversi - GC - Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti

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Le iscrizioni al corso singolo sono aperte da mercoledì 14 febbraio 2024 a venerdì 31 maggio 2024. La richiesta per l’iscrizione deve essere effettuata esclusivamente per via telematica inviando una email all’indirizzo carriere.studenti@unipd.it e allegando i documenti indicati nella sezione “Modalità di iscrizione” nella pagina dedicata.

Il contributo di iscrizione al corso singolo è di 200,00 euro + 16 euro per il perfezionamento della pratica + 6,5 euro quale quota di assicurazione annuale.

Le persone con disabilità superiore al 66% o con disabilità riconosciuta dalla legge n. 104/1992, versano un contributo pari a 22,50 euro per l’iscrizione fino ad un massimo di cinque corsi singoli. Per maggiori informazioni: inclusione.studenti@unipd.it.

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Il GC è un corso trasversale, aperto alle studentesse e agli studenti di tutti i corsi di laurea e di laurea magistrale e al personale dell’Ateneo. Si presenta come un esame a libera scelta di 6 crediti formativi universitari (45 ore), al termine del quale è previsto un esame.

È anche un “corso singolo”, al quale possono iscriversi tutte le persone interessate al proprio aggiornamento culturale e all’integrazione delle competenze professionali: neolaureati, insegnanti, amministratori locali, volontari, giovani in servizio civile universale, cittadine e cittadini ecc.

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È anche un “corso singolo”, al quale possono iscriversi tutte le persone interessate al proprio aggiornamento culturale e all’integrazione delle competenze professionali: neolaureati, insegnanti, amministratori locali, volontari, giovani in servizio civile universale, cittadine e cittadini ecc.

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Il GC è un corso trasversale, aperto alle studentesse e agli studenti di tutti i corsi di laurea e di laurea magistrale e al personale dell’Ateneo. Si presenta come un esame a libera scelta di 6 crediti formativi universitari (45 ore), al termine del quale è previsto un esame.

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Il GC è un corso trasversale, aperto alle studentesse e agli studenti di tutti i corsi di laurea e di laurea magistrale e al personale dell’Ateneo. Si presenta come un esame a libera scelta di 6 crediti formativi universitari (45 ore), al termine del quale è previsto un esame.

È anche un “corso singolo”, al quale possono iscriversi tutte le persone interessate al proprio aggiornamento culturale e all’integrazione delle competenze professionali: neolaureati, insegnanti, amministratori locali, volontari, giovani in servizio civile universale, cittadine e cittadini ecc.

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Il programma - GC - Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti

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Il GC si sviluppa attorno a sei tematiche principali:

  • Studi per la pace
  • Pace, nonviolenza, disarmo
  • Comprendere e analizzare il conflitto
  • Interventi di pace e sicurezza umana
  • Approccio di genere in situazioni di conflitto
  • Educare alla pace e ai diritti umani

Ogni incontro è articolato in momenti di presentazione di specifiche tematiche attraverso lezioni frontali, l’utilizzo di un approccio dialogico-partecipativo, casi studio e simulazioni.

Il carattere multidisciplinare del GC è assicurato dalla collaborazione di docenti afferenti ai Dipartimenti di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI), Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), Studi Linguistici e Letterari (DISLL), Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

Il GC sarà l’occasione per conoscere le idee e le proposte della Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità, le attività di Operazione Colomba, il corpo non armato e nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, la Campagna per un Ministero della Pace, il Progetto di Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la Campagna “Italia, ripensaci”, la diplomazia di Sant’Egidio, la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, l’esperienza del Centro Anti-Violenza di Padova, i progetti educativi della Rete Nazionale delle Scuole di pace e del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la leadership di Leymah Gbowee nella lotta nonviolenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace in Liberia.

Sarà anche l’occasione per apprendere l’importante ruolo che gli Enti locali svolgono per la costruzione della pace a livello locale e internazionale.

Con la frequenza del GC i partecipanti potranno acquisire le conoscenze di base secondo un approccio multidisciplinare relative ai modelli e paradigmi principali negli studi per la pace; alle teorie e pratiche di pace, nonviolenza attiva, disarmo; al diritto e organizzazione internazionale per la pace e i diritti umani; ai metodi di analisi e trasformazione dei conflitti per evitare una loro degenerazione violenta; agli interventi di pace e sicurezza umana; all’approccio di genere in situazione di conflitto e ai programmi di educazione alla pace e ai diritti umani.

Studentesse e studenti saranno invitati a dare vita a specifici approfondimenti e a predisporre un paper o un progetto individuale o di gruppo da presentare nell’ultima giornata del corso.

Il programma completo del GC

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  • Pace, nonviolenza, disarmo
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  • Educare alla pace e ai diritti umani

Ogni incontro è articolato in momenti di presentazione di specifiche tematiche attraverso lezioni frontali, l’utilizzo di un approccio dialogico-partecipativo, casi studio e simulazioni.

Il carattere multidisciplinare del GC è assicurato dalla collaborazione di docenti afferenti ai Dipartimenti di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI), Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), Studi Linguistici e Letterari (DISLL), Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

Il GC sarà l’occasione per conoscere le idee e le proposte della Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità, le attività di Operazione Colomba, il corpo non armato e nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, la Campagna per un Ministero della Pace, il Progetto di Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la Campagna “Italia, ripensaci”, la diplomazia di Sant’Egidio, la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, l’esperienza del Centro Anti-Violenza di Padova, i progetti educativi della Rete Nazionale delle Scuole di pace e del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la leadership di Leymah Gbowee nella lotta nonviolenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace in Liberia.

Sarà anche l’occasione per apprendere l’importante ruolo che gli Enti locali svolgono per la costruzione della pace a livello locale e internazionale.

Con la frequenza del GC i partecipanti potranno acquisire le conoscenze di base secondo un approccio multidisciplinare relative ai modelli e paradigmi principali negli studi per la pace; alle teorie e pratiche di pace, nonviolenza attiva, disarmo; al diritto e organizzazione internazionale per la pace e i diritti umani; ai metodi di analisi e trasformazione dei conflitti per evitare una loro degenerazione violenta; agli interventi di pace e sicurezza umana; all’approccio di genere in situazione di conflitto e ai programmi di educazione alla pace e ai diritti umani.

Studentesse e studenti saranno invitati a dare vita a specifici approfondimenti e a predisporre un paper o un progetto individuale o di gruppo da presentare nell’ultima giornata del corso.

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Il carattere multidisciplinare del GC è assicurato dalla collaborazione di docenti afferenti ai Dipartimenti di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI), Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), Studi Linguistici e Letterari (DISLL), Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

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Sarà anche l’occasione per apprendere l’importante ruolo che gli Enti locali svolgono per la costruzione della pace a livello locale e internazionale.

Con la frequenza del GC i partecipanti potranno acquisire le conoscenze di base secondo un approccio multidisciplinare relative ai modelli e paradigmi principali negli studi per la pace; alle teorie e pratiche di pace, nonviolenza attiva, disarmo; al diritto e organizzazione internazionale per la pace e i diritti umani; ai metodi di analisi e trasformazione dei conflitti per evitare una loro degenerazione violenta; agli interventi di pace e sicurezza umana; all’approccio di genere in situazione di conflitto e ai programmi di educazione alla pace e ai diritti umani.

Studentesse e studenti saranno invitati a dare vita a specifici approfondimenti e a predisporre un paper o un progetto individuale o di gruppo da presentare nell’ultima giornata del corso.

Il programma completo del GC

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Il GC si sviluppa attorno a sei tematiche principali:

  • Studi per la pace
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Ogni incontro è articolato in momenti di presentazione di specifiche tematiche attraverso lezioni frontali, l’utilizzo di un approccio dialogico-partecipativo, casi studio e simulazioni.

Il carattere multidisciplinare del GC è assicurato dalla collaborazione di docenti afferenti ai Dipartimenti di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI), Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), Studi Linguistici e Letterari (DISLL), Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

Il GC sarà l’occasione per conoscere le idee e le proposte della Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità, le attività di Operazione Colomba, il corpo non armato e nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, la Campagna per un Ministero della Pace, il Progetto di Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la Campagna “Italia, ripensaci”, la diplomazia di Sant’Egidio, la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, l’esperienza del Centro Anti-Violenza di Padova, i progetti educativi della Rete Nazionale delle Scuole di pace e del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la leadership di Leymah Gbowee nella lotta nonviolenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace in Liberia.

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Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

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Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

Il GC sarà l’occasione per conoscere le idee e le proposte della Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità, le attività di Operazione Colomba, il corpo non armato e nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, la Campagna per un Ministero della Pace, il Progetto di Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la Campagna “Italia, ripensaci”, la diplomazia di Sant’Egidio, la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, l’esperienza del Centro Anti-Violenza di Padova, i progetti educativi della Rete Nazionale delle Scuole di pace e del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la leadership di Leymah Gbowee nella lotta nonviolenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace in Liberia.

Sarà anche l’occasione per apprendere l’importante ruolo che gli Enti locali svolgono per la costruzione della pace a livello locale e internazionale.

Con la frequenza del GC i partecipanti potranno acquisire le conoscenze di base secondo un approccio multidisciplinare relative ai modelli e paradigmi principali negli studi per la pace; alle teorie e pratiche di pace, nonviolenza attiva, disarmo; al diritto e organizzazione internazionale per la pace e i diritti umani; ai metodi di analisi e trasformazione dei conflitti per evitare una loro degenerazione violenta; agli interventi di pace e sicurezza umana; all’approccio di genere in situazione di conflitto e ai programmi di educazione alla pace e ai diritti umani.

Studentesse e studenti saranno invitati a dare vita a specifici approfondimenti e a predisporre un paper o un progetto individuale o di gruppo da presentare nell’ultima giornata del corso.

Il programma completo del GC

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Il GC si sviluppa attorno a sei tematiche principali:

  • Studi per la pace
  • Pace, nonviolenza, disarmo
  • Comprendere e analizzare il conflitto
  • Interventi di pace e sicurezza umana
  • Approccio di genere in situazioni di conflitto
  • Educare alla pace e ai diritti umani

Ogni incontro è articolato in momenti di presentazione di specifiche tematiche attraverso lezioni frontali, l’utilizzo di un approccio dialogico-partecipativo, casi studio e simulazioni.

Il carattere multidisciplinare del GC è assicurato dalla collaborazione di docenti afferenti ai Dipartimenti di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI), Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), Studi Linguistici e Letterari (DISLL), Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

Il GC sarà l’occasione per conoscere le idee e le proposte della Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità, le attività di Operazione Colomba, il corpo non armato e nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, la Campagna per un Ministero della Pace, il Progetto di Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la Campagna “Italia, ripensaci”, la diplomazia di Sant’Egidio, la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, l’esperienza del Centro Anti-Violenza di Padova, i progetti educativi della Rete Nazionale delle Scuole di pace e del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la leadership di Leymah Gbowee nella lotta nonviolenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace in Liberia.

Sarà anche l’occasione per apprendere l’importante ruolo che gli Enti locali svolgono per la costruzione della pace a livello locale e internazionale.

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Il carattere multidisciplinare del GC è assicurato dalla collaborazione di docenti afferenti ai Dipartimenti di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI), Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), Studi Linguistici e Letterari (DISLL), Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

Il GC sarà l’occasione per conoscere le idee e le proposte della Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità, le attività di Operazione Colomba, il corpo non armato e nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, la Campagna per un Ministero della Pace, il Progetto di Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la Campagna “Italia, ripensaci”, la diplomazia di Sant’Egidio, la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, l’esperienza del Centro Anti-Violenza di Padova, i progetti educativi della Rete Nazionale delle Scuole di pace e del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la leadership di Leymah Gbowee nella lotta nonviolenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace in Liberia.

Sarà anche l’occasione per apprendere l’importante ruolo che gli Enti locali svolgono per la costruzione della pace a livello locale e internazionale.

Con la frequenza del GC i partecipanti potranno acquisire le conoscenze di base secondo un approccio multidisciplinare relative ai modelli e paradigmi principali negli studi per la pace; alle teorie e pratiche di pace, nonviolenza attiva, disarmo; al diritto e organizzazione internazionale per la pace e i diritti umani; ai metodi di analisi e trasformazione dei conflitti per evitare una loro degenerazione violenta; agli interventi di pace e sicurezza umana; all’approccio di genere in situazione di conflitto e ai programmi di educazione alla pace e ai diritti umani.

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Il carattere multidisciplinare del GC è assicurato dalla collaborazione di docenti afferenti ai Dipartimenti di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI), Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), Studi Linguistici e Letterari (DISLL), Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione.

Grazie alla collaborazione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, del Centro Studi Difesa Civile e di altre realtà associative, particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace.

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Il supporto del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e della Cattedra UNESCO Diritti umani, democrazia e pace - GC - Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti

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Il GC si avvale del supporto scientifico ed organizzativo del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e della Cattedra UNESCO Diritti umani, democrazia e pace dell’Università di Padova. Un centro di eccellenza nel campo della formazione e della ricerca sui diritti umani e la pace con una forte presenza nel mondo della società civile organizzata e dei movimenti sociali transnazionali. Nel 2012 ha lanciato una campagna in Italia e in Europa a sostegno dell’iniziativa del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite per il riconoscimento della pace quale diritto fondamentale della persona e dei popoli. L’iniziativa si è conclusa il 19 dicembre 2016 con l’adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione sul “Diritto alla Pace”. Fin dall’inizio partecipa al monitoraggio della sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, un’iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri, su mandato del Parlamento, avviata nel 2015 e tuttora in atto. Il Centro fornisce da tempo supporto scientifico ai promotori della storica Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità ed è all’origine del Global Campus of Human Rights, la più grande rete globale nel campo della formazione ai diritti umani e alla democrazia sostenuta dalla Commissione europea e dall’Unesco che riunisce oltre 100 università.

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Il GC si avvale del supporto scientifico ed organizzativo del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e della Cattedra UNESCO Diritti umani, democrazia e pace dell’Università di Padova. Un centro di eccellenza nel campo della formazione e della ricerca sui diritti umani e la pace con una forte presenza nel mondo della società civile organizzata e dei movimenti sociali transnazionali. Nel 2012 ha lanciato una campagna in Italia e in Europa a sostegno dell’iniziativa del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite per il riconoscimento della pace quale diritto fondamentale della persona e dei popoli. L’iniziativa si è conclusa il 19 dicembre 2016 con l’adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione sul “Diritto alla Pace”. Fin dall’inizio partecipa al monitoraggio della sperimentazione dei Corpi Civili di Pace, un’iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri, su mandato del Parlamento, avviata nel 2015 e tuttora in atto. Il Centro fornisce da tempo supporto scientifico ai promotori della storica Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità ed è all’origine del Global Campus of Human Rights, la più grande rete globale nel campo della formazione ai diritti umani e alla democrazia sostenuta dalla Commissione europea e dall’Unesco che riunisce oltre 100 università.

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Perché questo general course - GC - Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti

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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.

Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.

Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.

La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

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Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

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Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
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La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

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Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
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La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.

Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.

Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.

La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.

Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.

Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.

La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.

Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.

Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.

La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.

Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.

Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.

La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.

In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.

Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
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La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

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In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.

Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.

Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.

Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.

La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.

La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.

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General course - Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti

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A.A. 2025-2026 (secondo semestre, marzo-maggio 2026) - 6 CFU (45 ore)

Il general course Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti è un insegnamento rivolto a studentesse e studenti di tutti i corsi di laurea e di laurea magistrale dell’Università di Padova e al personale dell’Ateneo.
Si presenta come un esame a libera scelta di 6 crediti formativi universitari, al termine del quale è previsto un esame.

Il corso si inserisce nel quadro delle iniziative promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace), creata su iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). In un’epoca in cui dilagano le guerre e vengono violati i diritti umani a livello globale e con una regressione mai nota nel passato, il GC è una risposta concreta dell’Ateneo nel voler contribuire a dare attuazione agli obiettivi 16 Pace, giustizia e istituzioni forti e 4.7 dell’Agenda 2030, offrendo conoscenze e competenze necessarie per promuovere la cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità globale.

L’insegnamento ha un impianto interdisciplinare e transdisciplinare e si avvale della collaborazione di docenti afferenti a diversi dipartimenti dell'Ateneo e a RUniPace. Il corso si sviluppa attorno a sei tematiche principali:

  • Studi per la pace;
  • Pace, nonviolenza, disarmo;
  • Comprendere e analizzare il conflitto;
  • Interventi di pace e sicurezza umana;
  • Educare alla pace;
  • Sport e pace: la tregua olimpica.


Particolarmente significativa sarà la partecipazione di esperti e testimoni di organizzazioni della società civile e di enti locali impegnati in processi di costruzione della pace "dal quartiere all'Onu".
Il corso è l’occasione per conoscere le idee e le proposte della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, della Rete Nazionale delle Scuole di Pace e del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani; le azioni di interposizione nonviolenta di Operazione Colomba, la Campagna per un Ministero della Pace, il Progetto di Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), le Campagne “Italia, ripensaci” e “Fermiamo il riarmo”, la sperimentazione dei Corpi Civili di Pace. Inoltre, è occasione per apprendere l’importante ruolo che le Città svolgono per la costruzione della pace a livello locale e internazionale.

Nel quadro delle attività di terza missione dell’Università di Padova, il GC è anche offerto come “corso singolo” a tutte le persone interessate al proprio aggiornamento culturale indipendentemente dal titolo di studio posseduto.

Il general course si svolge in presenza nel periodo marzo-maggio 2026, nell’aula L di Palazzo Bo, di solito il venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30. Inizio delle lezioni: 6 marzo 2026.

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A.A. 2025-2026 (secondo semestre, marzo-maggio 2026) - 6 CFU (45 ore)

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Il general course si svolge in presenza nel periodo marzo-maggio 2026, nell’aula L di Palazzo Bo, di solito il venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30. Inizio delle lezioni: 6 marzo 2026.

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2023S65 - Esito prova scritta - candidati ammessi al colloquio

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2023S65 - Comunicazione calendario e sede colloquio

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RICERCA - IL PRIMO SUCCESSO AL MONDO NEL TRASFERIMENTO DI EMBRIONI NEI RINOCERONTI APRE LA STRADA PER SALVARE I RINOCERONTI BIANCHI SETTENTRIONALI DALL'ESTINZIONE

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