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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).
Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.
In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.
Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.
Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:
“È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.
La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.
La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.
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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).
Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.
In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.
Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.
Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:
“È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.
La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.
La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.
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Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
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Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
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“È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
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“È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).
Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.
In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.
Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.
Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:
“È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.
La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.
La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.
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L’iniziativa dell’Università di Padova di attivare un General Course (GC) sul tema “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, il primo in Italia, si inserisce nel quadro delle attività promosse e sostenute dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) creata per iniziativa della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).
Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.
In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.
Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
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Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:
“È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.
La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.
La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.
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Uno dei compiti fondamentali di RUniPace, che riunisce 71 Atenei, è indicato nell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e cioè garantire a tutte le studentesse e gli studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di nonviolenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale. Questo obiettivo si intreccia anche con gli sforzi collettivi per raggiungere tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e garantire i diritti umani di tutti.
In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.
Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
Il multilateralismo, che ha generato il diritto internazionale dei diritti umani e della pace e i sistemi di garanzia universale e regionali e al quale gli stati dopo la seconda guerra mondiale hanno affidato il compito di mantenere pace e sicurezza internazionale, è stato abbandonato a sè stesso, diventando un insignificante foro di intergovernativismo autoreferenziale nelle mani degli stati più forti.
Ma le diagnosi non devono esaurirsi in sè stesse e costituire alibi per non impegnarsi a intraprendere azioni conseguenti in tutti gli ambiti della società, per trasformare il presente e il futuro prendendosi concretamente cura di tutti i diritti umani per tutti.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:
“È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità della pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.
Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone. Per conseguire pace non è sufficiente far tacere le armi. Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace”.
La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani viene proclamata “come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”.
La Commissione Internazionale sui Futuri dell'Educazione promossa dall’Unesco denuncia che “un ordine mondiale ancorato ai valori comuni espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani si sta indebolendo” e sostiene che un nuovo contratto sociale per l’educazione “deve essere fondato sui diritti umani e comprendere un'etica della cura”.
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In questa cornice, l’attivazione del GC è una delle risposte concrete che l’Università di Padova, insieme a RUniPace, ha voluto dare di fronte al dilagare delle guerre, ai rigurgiti di nazionalismo, alla crisi dello stato di diritto e dei principi democratici, all’aumento delle diseguaglianze e della violenza di genere. In un’epoca in cui la produzione di armi ha raggiunto i livelli più alti dalla caduta del Muro di Berlino, i migranti continuano a morire nel Mar Mediterraneo e lungo la rotta balcanica, la guerra in Ucraina continua inesorabilmente, si è infiammato il Medio Oriente. Insomma, in un’epoca in cui la protezione dei diritti umani a livello globale non solo ha subito una battuta d’arresto, ma ha fatto una regressione come mai era accaduto nel passato recente.
Con il GC “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, l’Università di Padova intende riaccendere lo spirito della Dichiarazione universale dando concreta attuazione agli indirizzi del Presidente della Repubblica e dell’Unesco anche in attuazione di quanto sancito nell’art. 1 del suo Statuto: “L’Università, in conformità ai principi della Costituzione e alla propria tradizione che data dal 1222 ed è riassunta nel motto “Universa Universis Patavina Libertas”, (…) promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”.
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno indica la strada, lanciando un forte monito alla Scuola e all’Università:
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