In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste che si celebra dal 2012 ogni 21 marzo con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza delle foreste per le persone e per le generazioni future nonché per il ruolo vitale che queste hanno nell'eradicazione della povertà, per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza alimentare, l'Università di Padova rilancia la campagna 'Emergenza parassita bostrico'.
L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
Il nostro dipartimento – sostiene Emanuele Lingua del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova – sta cercando di affrontare questo enorme problema da più lati. Come gestire i popolamenti attaccati dal bostrico e quelli schiantati? Quali saranno le foreste del futuro? Come ripristinare la copertura forestale su questo territorio? Quali specie dobbiamo andare a inserire con i rimboschimenti, quali facilitare con la rinnovazione naturale? Dobbiamo cambiare la composizione specifica se vogliamo un popolamento più resiliente e più resistente in futuro anche lavorando nell'utilizzo di diverse tipologie, cercando di aumentare la biodiversità dei popolamenti forestali che saranno diversi da quelli che siamo abituati ad osservare o che abbiamo sempre visto nelle cartoline delle nostre vallate alpine».
Purtroppo gli interventi che possiamo mettere in atto ora sono limitati e per questo è fondamentale investire nello studio e nella ricerca sul fenomeno, al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita, killer dei boschi.
«Il motivo per cui siamo stati entusiasti di abbracciare questa iniziativa proposta da AKQA è semplice – dice Andrea Compiano, Export Manager di Dal Negro –. Vedere un territorio a noi così caro, come la provincia di Belluno, affrontare le sfide del bostrico ci ha spinto a un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e della comunità locale. La storia delle carte da gioco risale a tempi antichi, quando le civiltà le utilizzavano per narrare storie, rappresentare personaggi e diffondere idee. Le carte da gioco hanno attraversato epoche e culture, ma soprattutto, sono state portatrici di significati profondi. Il progetto "Le Bellunesi" rappresenta il nostro tentativo di rendere omaggio a questa tradizione. Non stiamo solo creando un mazzo di carte; stiamo modellando un messaggio che va oltre il tavolo da gioco. Ogni elemento di design, ogni scelta di colore e ogni dettaglio de “Le Bellunesi” è stato pensato per trasmettere il nostro impegno per la causa ambientale».
“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
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L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
Il nostro dipartimento – sostiene Emanuele Lingua del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova – sta cercando di affrontare questo enorme problema da più lati. Come gestire i popolamenti attaccati dal bostrico e quelli schiantati? Quali saranno le foreste del futuro? Come ripristinare la copertura forestale su questo territorio? Quali specie dobbiamo andare a inserire con i rimboschimenti, quali facilitare con la rinnovazione naturale? Dobbiamo cambiare la composizione specifica se vogliamo un popolamento più resiliente e più resistente in futuro anche lavorando nell'utilizzo di diverse tipologie, cercando di aumentare la biodiversità dei popolamenti forestali che saranno diversi da quelli che siamo abituati ad osservare o che abbiamo sempre visto nelle cartoline delle nostre vallate alpine».
Purtroppo gli interventi che possiamo mettere in atto ora sono limitati e per questo è fondamentale investire nello studio e nella ricerca sul fenomeno, al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita, killer dei boschi.
«Il motivo per cui siamo stati entusiasti di abbracciare questa iniziativa proposta da AKQA è semplice – dice Andrea Compiano, Export Manager di Dal Negro –. Vedere un territorio a noi così caro, come la provincia di Belluno, affrontare le sfide del bostrico ci ha spinto a un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e della comunità locale. La storia delle carte da gioco risale a tempi antichi, quando le civiltà le utilizzavano per narrare storie, rappresentare personaggi e diffondere idee. Le carte da gioco hanno attraversato epoche e culture, ma soprattutto, sono state portatrici di significati profondi. Il progetto "Le Bellunesi" rappresenta il nostro tentativo di rendere omaggio a questa tradizione. Non stiamo solo creando un mazzo di carte; stiamo modellando un messaggio che va oltre il tavolo da gioco. Ogni elemento di design, ogni scelta di colore e ogni dettaglio de “Le Bellunesi” è stato pensato per trasmettere il nostro impegno per la causa ambientale».
“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
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L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
Il nostro dipartimento – sostiene Emanuele Lingua del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova – sta cercando di affrontare questo enorme problema da più lati. Come gestire i popolamenti attaccati dal bostrico e quelli schiantati? Quali saranno le foreste del futuro? Come ripristinare la copertura forestale su questo territorio? Quali specie dobbiamo andare a inserire con i rimboschimenti, quali facilitare con la rinnovazione naturale? Dobbiamo cambiare la composizione specifica se vogliamo un popolamento più resiliente e più resistente in futuro anche lavorando nell'utilizzo di diverse tipologie, cercando di aumentare la biodiversità dei popolamenti forestali che saranno diversi da quelli che siamo abituati ad osservare o che abbiamo sempre visto nelle cartoline delle nostre vallate alpine».
Purtroppo gli interventi che possiamo mettere in atto ora sono limitati e per questo è fondamentale investire nello studio e nella ricerca sul fenomeno, al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita, killer dei boschi.
«Il motivo per cui siamo stati entusiasti di abbracciare questa iniziativa proposta da AKQA è semplice – dice Andrea Compiano, Export Manager di Dal Negro –. Vedere un territorio a noi così caro, come la provincia di Belluno, affrontare le sfide del bostrico ci ha spinto a un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e della comunità locale. La storia delle carte da gioco risale a tempi antichi, quando le civiltà le utilizzavano per narrare storie, rappresentare personaggi e diffondere idee. Le carte da gioco hanno attraversato epoche e culture, ma soprattutto, sono state portatrici di significati profondi. Il progetto "Le Bellunesi" rappresenta il nostro tentativo di rendere omaggio a questa tradizione. Non stiamo solo creando un mazzo di carte; stiamo modellando un messaggio che va oltre il tavolo da gioco. Ogni elemento di design, ogni scelta di colore e ogni dettaglio de “Le Bellunesi” è stato pensato per trasmettere il nostro impegno per la causa ambientale».
“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
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L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
Il nostro dipartimento – sostiene Emanuele Lingua del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova – sta cercando di affrontare questo enorme problema da più lati. Come gestire i popolamenti attaccati dal bostrico e quelli schiantati? Quali saranno le foreste del futuro? Come ripristinare la copertura forestale su questo territorio? Quali specie dobbiamo andare a inserire con i rimboschimenti, quali facilitare con la rinnovazione naturale? Dobbiamo cambiare la composizione specifica se vogliamo un popolamento più resiliente e più resistente in futuro anche lavorando nell'utilizzo di diverse tipologie, cercando di aumentare la biodiversità dei popolamenti forestali che saranno diversi da quelli che siamo abituati ad osservare o che abbiamo sempre visto nelle cartoline delle nostre vallate alpine».
Purtroppo gli interventi che possiamo mettere in atto ora sono limitati e per questo è fondamentale investire nello studio e nella ricerca sul fenomeno, al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita, killer dei boschi.
«Il motivo per cui siamo stati entusiasti di abbracciare questa iniziativa proposta da AKQA è semplice – dice Andrea Compiano, Export Manager di Dal Negro –. Vedere un territorio a noi così caro, come la provincia di Belluno, affrontare le sfide del bostrico ci ha spinto a un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e della comunità locale. La storia delle carte da gioco risale a tempi antichi, quando le civiltà le utilizzavano per narrare storie, rappresentare personaggi e diffondere idee. Le carte da gioco hanno attraversato epoche e culture, ma soprattutto, sono state portatrici di significati profondi. Il progetto "Le Bellunesi" rappresenta il nostro tentativo di rendere omaggio a questa tradizione. Non stiamo solo creando un mazzo di carte; stiamo modellando un messaggio che va oltre il tavolo da gioco. Ogni elemento di design, ogni scelta di colore e ogni dettaglio de “Le Bellunesi” è stato pensato per trasmettere il nostro impegno per la causa ambientale».
“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste che si celebra dal 2012 ogni 21 marzo con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza delle foreste per le persone e per le generazioni future nonché per il ruolo vitale che queste hanno nell'eradicazione della povertà, per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza alimentare, l'Università di Padova rilancia la campagna 'Emergenza parassita bostrico'.
In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste che si celebra dal 2012 ogni 21 marzo con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza delle foreste per le persone e per le generazioni future nonché per il ruolo vitale che queste hanno nell'eradicazione della povertà, per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza alimentare, l'Università di Padova rilancia la campagna 'Emergenza parassita bostrico'.
L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
Il nostro dipartimento – sostiene Emanuele Lingua del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova – sta cercando di affrontare questo enorme problema da più lati. Come gestire i popolamenti attaccati dal bostrico e quelli schiantati? Quali saranno le foreste del futuro? Come ripristinare la copertura forestale su questo territorio? Quali specie dobbiamo andare a inserire con i rimboschimenti, quali facilitare con la rinnovazione naturale? Dobbiamo cambiare la composizione specifica se vogliamo un popolamento più resiliente e più resistente in futuro anche lavorando nell'utilizzo di diverse tipologie, cercando di aumentare la biodiversità dei popolamenti forestali che saranno diversi da quelli che siamo abituati ad osservare o che abbiamo sempre visto nelle cartoline delle nostre vallate alpine».
Purtroppo gli interventi che possiamo mettere in atto ora sono limitati e per questo è fondamentale investire nello studio e nella ricerca sul fenomeno, al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita, killer dei boschi.
«Il motivo per cui siamo stati entusiasti di abbracciare questa iniziativa proposta da AKQA è semplice – dice Andrea Compiano, Export Manager di Dal Negro –. Vedere un territorio a noi così caro, come la provincia di Belluno, affrontare le sfide del bostrico ci ha spinto a un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e della comunità locale. La storia delle carte da gioco risale a tempi antichi, quando le civiltà le utilizzavano per narrare storie, rappresentare personaggi e diffondere idee. Le carte da gioco hanno attraversato epoche e culture, ma soprattutto, sono state portatrici di significati profondi. Il progetto "Le Bellunesi" rappresenta il nostro tentativo di rendere omaggio a questa tradizione. Non stiamo solo creando un mazzo di carte; stiamo modellando un messaggio che va oltre il tavolo da gioco. Ogni elemento di design, ogni scelta di colore e ogni dettaglio de “Le Bellunesi” è stato pensato per trasmettere il nostro impegno per la causa ambientale».
“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
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L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
Il nostro dipartimento – sostiene Emanuele Lingua del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova – sta cercando di affrontare questo enorme problema da più lati. Come gestire i popolamenti attaccati dal bostrico e quelli schiantati? Quali saranno le foreste del futuro? Come ripristinare la copertura forestale su questo territorio? Quali specie dobbiamo andare a inserire con i rimboschimenti, quali facilitare con la rinnovazione naturale? Dobbiamo cambiare la composizione specifica se vogliamo un popolamento più resiliente e più resistente in futuro anche lavorando nell'utilizzo di diverse tipologie, cercando di aumentare la biodiversità dei popolamenti forestali che saranno diversi da quelli che siamo abituati ad osservare o che abbiamo sempre visto nelle cartoline delle nostre vallate alpine».
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“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste che si celebra dal 2012 ogni 21 marzo con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza delle foreste per le persone e per le generazioni future nonché per il ruolo vitale che queste hanno nell'eradicazione della povertà, per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza alimentare, l'Università di Padova rilancia la campagna 'Emergenza parassita bostrico'.
L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
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“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
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L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
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L'uragano Vaia, che nell'ottobre del 2018 ha distrutto 16 milioni di metri cubi di intere foreste in tutta l’Italia nordorientale, ha avuto come grave conseguenza anche la proliferazione del bostrico, piccolo insetto presente naturalmente nei boschi, che si nutre soprattutto delle piante danneggiate o indebolite di abete rosso. La grande disponibilità di materiale legnoso presente sul terreno dopo Vaia e i recenti andamenti climatici hanno consentito alle popolazioni di bostrico di passare da una fase endemica a una epidemica sul nostro territorio con il rischio di creare danni maggiori rispetto a quelli creati da Vaia.
Il nostro dipartimento – sostiene Emanuele Lingua del Dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova – sta cercando di affrontare questo enorme problema da più lati. Come gestire i popolamenti attaccati dal bostrico e quelli schiantati? Quali saranno le foreste del futuro? Come ripristinare la copertura forestale su questo territorio? Quali specie dobbiamo andare a inserire con i rimboschimenti, quali facilitare con la rinnovazione naturale? Dobbiamo cambiare la composizione specifica se vogliamo un popolamento più resiliente e più resistente in futuro anche lavorando nell'utilizzo di diverse tipologie, cercando di aumentare la biodiversità dei popolamenti forestali che saranno diversi da quelli che siamo abituati ad osservare o che abbiamo sempre visto nelle cartoline delle nostre vallate alpine».
Purtroppo gli interventi che possiamo mettere in atto ora sono limitati e per questo è fondamentale investire nello studio e nella ricerca sul fenomeno, al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita, killer dei boschi.
«Il motivo per cui siamo stati entusiasti di abbracciare questa iniziativa proposta da AKQA è semplice – dice Andrea Compiano, Export Manager di Dal Negro –. Vedere un territorio a noi così caro, come la provincia di Belluno, affrontare le sfide del bostrico ci ha spinto a un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e della comunità locale. La storia delle carte da gioco risale a tempi antichi, quando le civiltà le utilizzavano per narrare storie, rappresentare personaggi e diffondere idee. Le carte da gioco hanno attraversato epoche e culture, ma soprattutto, sono state portatrici di significati profondi. Il progetto "Le Bellunesi" rappresenta il nostro tentativo di rendere omaggio a questa tradizione. Non stiamo solo creando un mazzo di carte; stiamo modellando un messaggio che va oltre il tavolo da gioco. Ogni elemento di design, ogni scelta di colore e ogni dettaglio de “Le Bellunesi” è stato pensato per trasmettere il nostro impegno per la causa ambientale».
“Le Bellunesi”, ideate da AKQA e prodotte da Dal Negro, sono dedicate alla città di Belluno. Questa versione di carte regionali ha la caratteristica particolare di raccontare nelle 10 carte che compongono il seme di bastoni, l'evoluzione del parassita e la sua azione di distruzione dell’abete rosso. Le carte dall’uno al sette mostrano infatti i danni progressivi dell’infestazione, che possono essere sanati e contrastati dalle carte dal 7 al 10, raffiguranti gli aiuti umani concreti rappresentati dal boscaiolo (fante), la guardaboschi (cavallo) e il botanico (re).
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Purtroppo gli interventi che possiamo mettere in atto ora sono limitati e per questo è fondamentale investire nello studio e nella ricerca sul fenomeno, al fine di prevenire, in futuro, nuove proliferazioni del parassita, killer dei boschi.
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The cinema of Alice Rohrwacher is the title of the seminar realized by the Bachelor's Degree Program in Disciplines of Arts, Music and Performing Arts of the University of Padua which takes place on 21 and 22 March in the Aula G of Palazzo Maldura, Piazzetta Folena 1, Padova.
The event, by Silvia Angeli (University of Manchester), is organized into two moments: March 21, 2.30-4 p.m. “Exploring Alice Rohrwacher’s Cinematic World” and March 22, 2.30-4 p.m. “Collaborations”.
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The cinema of Alice Rohrwacher is the title of the seminar realized by the Bachelor's Degree Program in Disciplines of Arts, Music and Performing Arts of the University of Padua which takes place on 21 and 22 March in the Aula G of Palazzo Maldura, Piazzetta Folena 1, Padova.
The event, by Silvia Angeli (University of Manchester), is organized into two moments: March 21, 2.30-4 p.m. “Exploring Alice Rohrwacher’s Cinematic World” and March 22, 2.30-4 p.m. “Collaborations”.
The cinema of Alice Rohrwacher is the title of the seminar realized by the Bachelor's Degree Program in Disciplines of Arts, Music and Performing Arts of the University of Padua which takes place on 21 and 22 March in the Aula G of Palazzo Maldura, Piazzetta Folena 1, Padova.
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