Metodo per la valutazione automatica del movimento del sistema fasciale in differenti condizioni cliniche

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Nuove indagini e scoperte sulla vita nascosta degli insetti del legno

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Il legno, tutt'altro che un ambiente inerte, ospita una ricca biodiversità. Al suo interno vivono coleotteri che scavano complesse gallerie e coltivano funghi simbionti, fondamentali per nutrire la prole. Queste gallerie sono state a lungo considerate unità familiari isolate, fondate da una singola femmina, anche se alcune osservazioni suggerivano possibili interazioni tra di esse, difficili da studiare senza strumenti avanzati.

Lo studio Three-dimensional gallery system reconstruction reveals more frequent intraspecific than interspecific interactions in ambrosia beetles, pubblicato su «Proceedings of the Royal Society B», è stato condotto dal Dipartimento DAFNAE dell'Università di Padova con partner nazionali e internazionali. La ricerca ha indagato le interazioni tra gallerie scavate da individui della stessa specie e di specie diverse.

Per analizzare queste interazioni, i ricercatori hanno applicato la tomografia a raggi X a tronchi colonizzati da coleotteri. Alberi coltivati in vaso sono stati sottoposti a stress (allagamento o iniezione di etanolo) per favorire la colonizzazione; dopo un mese, i tronchi sono stati analizzati senza danneggiare il legno. La tecnica ha permesso di ricostruire in 3D le gallerie, identificarne le connessioni e attribuirle alle diverse specie.

«I nostri risultati mostrano che le gallerie di questi importanti insetti del legno non sono affatto sistemi isolati, come si pensava finora – spiega Davide Rassati, coordinatore del team di ricerca e docente dell'Ateneo patavino –. Al contrario, queste gallerie si intersecano frequentemente, dando origine a una rete di interazioni ecologiche sorprendenti. Le connessioni più comuni avvengono tra individui della stessa specie, aumentando le possibilità di riproduzione tra nuclei familiari diversi e, di conseguenza, il potenziale incremento della diversità genetica. Più rare, ma non assenti, sono invece le interazioni tra specie diverse, che potrebbero favorire lo scambio di microrganismi simbionti e avere importanti ripercussioni ecologiche, soprattutto quando specie native entrano in contatto con specie esotiche provenienti da altri continenti».

I risultati dimostrano come la tomografia a raggi X possa rivelare interazioni ecologiche finora invisibili. Nel caso dei coleotteri del legno, queste scoperte aprono nuove prospettive sui meccanismi che favoriscono la diversità genetica e riducono i rischi di predazione, offrendo una nuova chiave di lettura sulla "vita segreta" degli insetti del legno e sugli equilibri delle loro comunità.

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Per analizzare queste interazioni, i ricercatori hanno applicato la tomografia a raggi X a tronchi colonizzati da coleotteri. Alberi coltivati in vaso sono stati sottoposti a stress (allagamento o iniezione di etanolo) per favorire la colonizzazione; dopo un mese, i tronchi sono stati analizzati senza danneggiare il legno. La tecnica ha permesso di ricostruire in 3D le gallerie, identificarne le connessioni e attribuirle alle diverse specie.

«I nostri risultati mostrano che le gallerie di questi importanti insetti del legno non sono affatto sistemi isolati, come si pensava finora – spiega Davide Rassati, coordinatore del team di ricerca e docente dell'Ateneo patavino –. Al contrario, queste gallerie si intersecano frequentemente, dando origine a una rete di interazioni ecologiche sorprendenti. Le connessioni più comuni avvengono tra individui della stessa specie, aumentando le possibilità di riproduzione tra nuclei familiari diversi e, di conseguenza, il potenziale incremento della diversità genetica. Più rare, ma non assenti, sono invece le interazioni tra specie diverse, che potrebbero favorire lo scambio di microrganismi simbionti e avere importanti ripercussioni ecologiche, soprattutto quando specie native entrano in contatto con specie esotiche provenienti da altri continenti».

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Lo studio Three-dimensional gallery system reconstruction reveals more frequent intraspecific than interspecific interactions in ambrosia beetles, pubblicato su «Proceedings of the Royal Society B», è stato condotto dal Dipartimento DAFNAE dell'Università di Padova con partner nazionali e internazionali. La ricerca ha indagato le interazioni tra gallerie scavate da individui della stessa specie e di specie diverse.

Per analizzare queste interazioni, i ricercatori hanno applicato la tomografia a raggi X a tronchi colonizzati da coleotteri. Alberi coltivati in vaso sono stati sottoposti a stress (allagamento o iniezione di etanolo) per favorire la colonizzazione; dopo un mese, i tronchi sono stati analizzati senza danneggiare il legno. La tecnica ha permesso di ricostruire in 3D le gallerie, identificarne le connessioni e attribuirle alle diverse specie.

«I nostri risultati mostrano che le gallerie di questi importanti insetti del legno non sono affatto sistemi isolati, come si pensava finora – spiega Davide Rassati, coordinatore del team di ricerca e docente dell'Ateneo patavino –. Al contrario, queste gallerie si intersecano frequentemente, dando origine a una rete di interazioni ecologiche sorprendenti. Le connessioni più comuni avvengono tra individui della stessa specie, aumentando le possibilità di riproduzione tra nuclei familiari diversi e, di conseguenza, il potenziale incremento della diversità genetica. Più rare, ma non assenti, sono invece le interazioni tra specie diverse, che potrebbero favorire lo scambio di microrganismi simbionti e avere importanti ripercussioni ecologiche, soprattutto quando specie native entrano in contatto con specie esotiche provenienti da altri continenti».

I risultati dimostrano come la tomografia a raggi X possa rivelare interazioni ecologiche finora invisibili. Nel caso dei coleotteri del legno, queste scoperte aprono nuove prospettive sui meccanismi che favoriscono la diversità genetica e riducono i rischi di predazione, offrendo una nuova chiave di lettura sulla "vita segreta" degli insetti del legno e sugli equilibri delle loro comunità.

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Il legno, tutt'altro che un ambiente inerte, ospita una ricca biodiversità. Al suo interno vivono coleotteri che scavano complesse gallerie e coltivano funghi simbionti, fondamentali per nutrire la prole. Queste gallerie sono state a lungo considerate unità familiari isolate, fondate da una singola femmina, anche se alcune osservazioni suggerivano possibili interazioni tra di esse, difficili da studiare senza strumenti avanzati.

Lo studio Three-dimensional gallery system reconstruction reveals more frequent intraspecific than interspecific interactions in ambrosia beetles, pubblicato su «Proceedings of the Royal Society B», è stato condotto dal Dipartimento DAFNAE dell'Università di Padova con partner nazionali e internazionali. La ricerca ha indagato le interazioni tra gallerie scavate da individui della stessa specie e di specie diverse.

Per analizzare queste interazioni, i ricercatori hanno applicato la tomografia a raggi X a tronchi colonizzati da coleotteri. Alberi coltivati in vaso sono stati sottoposti a stress (allagamento o iniezione di etanolo) per favorire la colonizzazione; dopo un mese, i tronchi sono stati analizzati senza danneggiare il legno. La tecnica ha permesso di ricostruire in 3D le gallerie, identificarne le connessioni e attribuirle alle diverse specie.

«I nostri risultati mostrano che le gallerie di questi importanti insetti del legno non sono affatto sistemi isolati, come si pensava finora – spiega Davide Rassati, coordinatore del team di ricerca e docente dell'Ateneo patavino –. Al contrario, queste gallerie si intersecano frequentemente, dando origine a una rete di interazioni ecologiche sorprendenti. Le connessioni più comuni avvengono tra individui della stessa specie, aumentando le possibilità di riproduzione tra nuclei familiari diversi e, di conseguenza, il potenziale incremento della diversità genetica. Più rare, ma non assenti, sono invece le interazioni tra specie diverse, che potrebbero favorire lo scambio di microrganismi simbionti e avere importanti ripercussioni ecologiche, soprattutto quando specie native entrano in contatto con specie esotiche provenienti da altri continenti».

I risultati dimostrano come la tomografia a raggi X possa rivelare interazioni ecologiche finora invisibili. Nel caso dei coleotteri del legno, queste scoperte aprono nuove prospettive sui meccanismi che favoriscono la diversità genetica e riducono i rischi di predazione, offrendo una nuova chiave di lettura sulla "vita segreta" degli insetti del legno e sugli equilibri delle loro comunità.

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Il legno, tutt'altro che un ambiente inerte, ospita una ricca biodiversità. Al suo interno vivono coleotteri che scavano complesse gallerie e coltivano funghi simbionti, fondamentali per nutrire la prole. Queste gallerie sono state a lungo considerate unità familiari isolate, fondate da una singola femmina, anche se alcune osservazioni suggerivano possibili interazioni tra di esse, difficili da studiare senza strumenti avanzati.

Lo studio Three-dimensional gallery system reconstruction reveals more frequent intraspecific than interspecific interactions in ambrosia beetles, pubblicato su «Proceedings of the Royal Society B», è stato condotto dal Dipartimento DAFNAE dell'Università di Padova con partner nazionali e internazionali. La ricerca ha indagato le interazioni tra gallerie scavate da individui della stessa specie e di specie diverse.

Per analizzare queste interazioni, i ricercatori hanno applicato la tomografia a raggi X a tronchi colonizzati da coleotteri. Alberi coltivati in vaso sono stati sottoposti a stress (allagamento o iniezione di etanolo) per favorire la colonizzazione; dopo un mese, i tronchi sono stati analizzati senza danneggiare il legno. La tecnica ha permesso di ricostruire in 3D le gallerie, identificarne le connessioni e attribuirle alle diverse specie.

«I nostri risultati mostrano che le gallerie di questi importanti insetti del legno non sono affatto sistemi isolati, come si pensava finora – spiega Davide Rassati, coordinatore del team di ricerca e docente dell'Ateneo patavino –. Al contrario, queste gallerie si intersecano frequentemente, dando origine a una rete di interazioni ecologiche sorprendenti. Le connessioni più comuni avvengono tra individui della stessa specie, aumentando le possibilità di riproduzione tra nuclei familiari diversi e, di conseguenza, il potenziale incremento della diversità genetica. Più rare, ma non assenti, sono invece le interazioni tra specie diverse, che potrebbero favorire lo scambio di microrganismi simbionti e avere importanti ripercussioni ecologiche, soprattutto quando specie native entrano in contatto con specie esotiche provenienti da altri continenti».

I risultati dimostrano come la tomografia a raggi X possa rivelare interazioni ecologiche finora invisibili. Nel caso dei coleotteri del legno, queste scoperte aprono nuove prospettive sui meccanismi che favoriscono la diversità genetica e riducono i rischi di predazione, offrendo una nuova chiave di lettura sulla "vita segreta" degli insetti del legno e sugli equilibri delle loro comunità.

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RICERCA - LA “VITA SEGRETA” DEGLI INSETTI DEL LEGNO

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2026N5 - Decreto di indizione

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2026N5 - Scheda riassuntiva

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Documenti - 2026N5

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Avviso di Selezione n. 2026N5

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Prove - 2026N5

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Il Concorso è per prova scritta, prova pratica a vista e colloquio.
Le prove d’esame consistono in:
prova scritta con quesiti a risposta aperta, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • chimica generale inorganica, organica e analitica;
  • conoscenza di base di tecniche analitiche quantitative (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: determinazione pH, titolazioni), spettrometriche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: UV/Vis, ICP-OES, XRF), cromatografiche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: GC, HPLC);
  • normativa in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla sicurezza nei laboratori universitari (Decreto Ministeriale n. 363 del 05/08/1998: Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni. – Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., recante “Attuazione dell’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro”);

prova pratica a vista, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • preparazione di campioni e procedure tecniche per le analisi chimiche, bromatologiche, spettrometriche, cromatografiche, elettrochimiche e reologiche per la caratterizzazione di matrici provenienti da attività agronomiche, zootecniche e ambientali;
  • verifica dell’adeguata funzionalità della strumentazione di laboratorio (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: dosatori volumetrici, bilance, pHmetri, spettrofotometri UV-Vis, ICP-OES, XRF, cromatografici HPLC, GC);

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • utilizzo e manutenzione ordinaria di strumentazioni cromatografiche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: GC, HPLC), spettrometriche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: UV/Vis, ICP-OES, XRF) impiegate nella valutazione delle matrici provenienti da attività agronomiche, zootecniche e ambientali (prodotti vegetali, animali, acque e suoli);
  • conoscenza del funzionamento di impianti relativi alla produzione di acqua demineralizzata e ultra-pura;
  • conoscenza del funzionamento di impianti di distribuzione di gas tecnici;
  • normativa in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla sicurezza nei laboratori universitari (Decreto Ministeriale n. 363 del 05/08/1998: Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni. – Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., recante “Attuazione dell’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro”).

Verranno, inoltre, accertate la conoscenza della lingua inglese (livello di riferimento B1) e le conoscenze informatiche (pacchetto Office).

Le prove si intendono superate con una votazione di almeno 21/30 (equivalente a 7/10) in ciascuna di esse.


Calendario prove d’esame

prova scritta: 1° aprile 2026, ore 14 presso il LAB 2E del Centro Linguistico di Ateneo (CLA) Via Venezia n. 16, Padova
prova pratica a vista: 9 aprile 2026, ore 13 (e, se necessario, potrà proseguire nei giorni successivi) presso il Laboratorio di Chimica 13P – I° piano Edificio Pentagono Complesso Agripolis, Viale dell'Università n. 16 - 35020 Legnaro PD
colloquio: 16 aprile 2026, ore 10 (e, se necessario, potrà proseguire nei giorni successivi) presso Aula Multimediale - I° piano Edificio Seconda Stecca del Complesso Agripolis Viale dell'Università n. 16 - 35020 Legnaro (PD)

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Verranno, inoltre, accertate la conoscenza della lingua inglese (livello di riferimento B1) e le conoscenze informatiche (pacchetto Office).

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  • preparazione di campioni e procedure tecniche per le analisi chimiche, bromatologiche, spettrometriche, cromatografiche, elettrochimiche e reologiche per la caratterizzazione di matrici provenienti da attività agronomiche, zootecniche e ambientali;
  • verifica dell’adeguata funzionalità della strumentazione di laboratorio (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: dosatori volumetrici, bilance, pHmetri, spettrofotometri UV-Vis, ICP-OES, XRF, cromatografici HPLC, GC);

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • utilizzo e manutenzione ordinaria di strumentazioni cromatografiche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: GC, HPLC), spettrometriche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: UV/Vis, ICP-OES, XRF) impiegate nella valutazione delle matrici provenienti da attività agronomiche, zootecniche e ambientali (prodotti vegetali, animali, acque e suoli);
  • conoscenza del funzionamento di impianti relativi alla produzione di acqua demineralizzata e ultra-pura;
  • conoscenza del funzionamento di impianti di distribuzione di gas tecnici;
  • normativa in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla sicurezza nei laboratori universitari (Decreto Ministeriale n. 363 del 05/08/1998: Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni. – Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., recante “Attuazione dell’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro”).

Verranno, inoltre, accertate la conoscenza della lingua inglese (livello di riferimento B1) e le conoscenze informatiche (pacchetto Office).

Le prove si intendono superate con una votazione di almeno 21/30 (equivalente a 7/10) in ciascuna di esse.


Calendario prove d’esame

prova scritta: 1° aprile 2026, ore 14 presso il LAB 2E del Centro Linguistico di Ateneo (CLA) Via Venezia n. 16, Padova
prova pratica a vista: 9 aprile 2026, ore 13 (e, se necessario, potrà proseguire nei giorni successivi) presso il Laboratorio di Chimica 13P – I° piano Edificio Pentagono Complesso Agripolis, Viale dell'Università n. 16 - 35020 Legnaro PD
colloquio: 16 aprile 2026, ore 10 (e, se necessario, potrà proseguire nei giorni successivi) presso Aula Multimediale - I° piano Edificio Seconda Stecca del Complesso Agripolis Viale dell'Università n. 16 - 35020 Legnaro (PD)

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Il Concorso è per prova scritta, prova pratica a vista e colloquio.
Le prove d’esame consistono in:
prova scritta con quesiti a risposta aperta, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • chimica generale inorganica, organica e analitica;
  • conoscenza di base di tecniche analitiche quantitative (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: determinazione pH, titolazioni), spettrometriche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: UV/Vis, ICP-OES, XRF), cromatografiche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: GC, HPLC);
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prova pratica a vista, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • preparazione di campioni e procedure tecniche per le analisi chimiche, bromatologiche, spettrometriche, cromatografiche, elettrochimiche e reologiche per la caratterizzazione di matrici provenienti da attività agronomiche, zootecniche e ambientali;
  • verifica dell’adeguata funzionalità della strumentazione di laboratorio (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: dosatori volumetrici, bilance, pHmetri, spettrofotometri UV-Vis, ICP-OES, XRF, cromatografici HPLC, GC);

colloquio, che potrà vertere sui seguenti argomenti:

  • utilizzo e manutenzione ordinaria di strumentazioni cromatografiche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: GC, HPLC), spettrometriche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: UV/Vis, ICP-OES, XRF) impiegate nella valutazione delle matrici provenienti da attività agronomiche, zootecniche e ambientali (prodotti vegetali, animali, acque e suoli);
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Verranno, inoltre, accertate la conoscenza della lingua inglese (livello di riferimento B1) e le conoscenze informatiche (pacchetto Office).

Le prove si intendono superate con una votazione di almeno 21/30 (equivalente a 7/10) in ciascuna di esse.

Calendario prove d’esame

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Struttura: sedi dell’Università degli Studi di Padova
Regime impegno: tempo pieno
Titolo di studio richiesto: Diploma di istruzione secondaria di secondo grado


Le posizioni da coprire prevedono lo svolgimento delle seguenti attività:
supporto tecnico a:

  • utilizzo delle attrezzature scientifiche presenti nel laboratorio analitico chimico del Dipartimento, inclusa la manutenzione ordinaria, con particolare riferimento al settore analisi spettrometrica e cromatografica;
  • registrazione dei campioni e gestione del magazzino materiali e reagenti;
  • gestione degli impianti di produzione dell’acqua demineralizzata e ultra-pura, inclusa la manutenzione ordinaria;
  • gestione degli impianti dei gas tecnici, inclusa la movimentazione delle bombole (peso possibile fino a 15 kg);
  • calibrazione e validazione dei metodi di analisi;
  • preparazione dei campioni ed esecuzione delle analisi chimiche;
  • analisi statistica dei dati ottenuti e presentazione dei risultati;
  • gestione, etichettatura, confezionamento e conferimento al centro di raccolta degli scarti di laboratorio chimico.

Per lo svolgimento di tali attività si richiedono le seguenti capacità professionali, conoscenze e competenze:

  • conoscenza in merito a chimica generale inorganica, organica e analitica;
  • conoscenza di base, anche mediante esperienza, di tecniche analitiche quantitative (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: determinazione pH, titolazioni), spettrometriche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: UV/Vis, fluorescenza, ICP-OES, XRF), cromatografiche (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: GC, HPLC), relativa strumentazione e sua manutenzione ordinaria;
  • preparazione di campioni provenienti da attività agronomiche, zootecniche e ambientali (prodotti vegetali, animali, acque e suoli) per la caratterizzazione della tabella nutrizionale;
  • conoscenza dei principi generali della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla sicurezza nei laboratori universitari (Decreto Ministeriale n. 363 del 05/08/1998: Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni. – Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., recante “Attuazione dell’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro”);
  • conoscenza, anche mediante esperienza, del funzionamento della strumentazione di laboratorio (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: dosatori volumetrici, bilance, pHmetri, spettrofotometri UV-Vis, ICP-OES, XRF, cromatografici HPLC, GC);
  • conoscenza del funzionamento di:
    • impianti relativi alla produzione di acqua demineralizzata e ultra-pura;
    • impianti di distribuzione di gas tecnici;
  • capacità di interazione con l’utenza: personale docente, collaboratori di ricerca, studenti, personale tecnico-amministrativo;
  • capacità di portare a termine le proprie attività nel rispetto delle scadenze fissate;
  • capacità di lavorare in team;
  • conoscenza della lingua inglese (livello di riferimento B1);
  • competenze informatiche di base (pacchetto Office).

Benefits:
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