Nemmeno il Covid-19 ha frenato la voglia di studenti e studentesse italiane di iscriversi all’università e così, nel 2019, negli atenei italiani da sud a nord, è boom di immatricolazioni con una crescita generale del 6% rispetto all’anno scorso. In particolare, per le sole lauree triennali, le nuove matricole sono più di 322.000 contro le 307.000 dell’anno precedente (in salita del 4,8%) e, includendo anche i corsi di laurea magistrale e a ciclo unico, dalle 448.000 dell’anno scorso, nell’anno accademico 2020-2021, si arriva a 475.000 (+6,1%).
Lo conferma una rilevazione del Ministero dell’università e della ricerca che data 15 novembre 2020.
L’Università di Padova, si inserisce in questa classifica, posizionandosi al terzo posto in Italia per numero assoluto di nuovi iscritti e iscritte, 20.631 in totale, dietro all’Ateneo di Bologna con 24.722 nuove matricole (+ 3% sul 2019) e La Sapienza con 25.610 nuove matricole (in calo però dell’8%). Almeno in percentuale il podio è occupato dall’Università della Tuscia, da Perugia e dall’Orientale di Napoli, che salgono, rispettivamente, del 56, del 35 e del 32 per cento sull’anno prima mentre, in valore assoluto, il saldo migliore spetta di nuovo a Perugia (con un +2.365) davanti a Padova (con un +2.091).
A contribuire all’importante risultato è sicuramente stato anche il trasferimento di gran parte delle attività online, condizione che ha permesso a molti di restare nella propria città senza doversi trasferire altrove. Il Mezzogiorno registra, infatti, ottomila matricole in più (+6,6%) rispetto al 2019 - 2020, il Nord il 5,5% in più e il Centro il 5,1% in più. Per quanto riguarda le regioni, invece, spiccano le performance dell’Umbria (+32,9%), della Sicilia (+15%) e del Veneto (+11,8%).
Anche le università private, nonostante la crisi, mostrano percentuali in crescita: Luiss +6,4%, Bocconi +3,1%, Cattolica + 2,5% e così gli atenei che puntano tutto o quasi su medicina (per la quale ci sono stati 1.500 posti in più), come Humanitas o il San Raffaele.
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A contribuire all’importante risultato è sicuramente stato anche il trasferimento di gran parte delle attività online, condizione che ha permesso a molti di restare nella propria città senza doversi trasferire altrove. Il Mezzogiorno registra, infatti, ottomila matricole in più (+6,6%) rispetto al 2019 - 2020, il Nord il 5,5% in più e il Centro il 5,1% in più. Per quanto riguarda le regioni, invece, spiccano le performance dell’Umbria (+32,9%), della Sicilia (+15%) e del Veneto (+11,8%).
Anche le università private, nonostante la crisi, mostrano percentuali in crescita: Luiss +6,4%, Bocconi +3,1%, Cattolica + 2,5% e così gli atenei che puntano tutto o quasi su medicina (per la quale ci sono stati 1.500 posti in più), come Humanitas o il San Raffaele.
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