Prosegue a Palazzo del Bo il restauro delle tele e dei labari della Sala dai Quaranta. Grazie alla generosità di molti donor gran parte di questi sono già in avanzata fase di restauro o del tutto ritornati all’antico splendore. Mancano però ancora sette tele e tre labari in cerca di adozione.
Sono in cerca di generosi mecenati innamorati della bellezza le tele di:
- Pier Giov. Resenius, consigliere di stato e storico danese (1625-1688)
- Petr Vasiljevic Postnikov, medico e filosofo russo (sec. XVIII)
- Stefano Bathory, re di Polonia, unghere e (1533-1586)
- Marko Gerbec, medico sloveno (1658-1718)
- Georgius Benignus, filosofo e teologo bosniaco (?-1540)
- Marino Becichemo, umanista albanese (1468-1526)
- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
e i 3 labari:
- Facoltà di Filosofia e Lettere;
- Facoltà Fisico-Matematica;
- Facoltà di Magistero.
L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
Il labaro delle donne triestine è dedicato alla Facoltà medica e porta l’immagine d’Igea; il labaro delle donne trentine è dedicato alla Facoltà di Filosofia e Lettere e porta l’immagine de “L’ala d’aquila”; il labaro delle donne fiumane è dedicato alla Facoltà di Giurisprudenza e porta l’immagine de “La Giustizia”; il labaro delle donne vicentine è dedicato alla Facoltà Fisico-Matematica e porta l’immagine de “La civetta”; il labaro delle donne udinesi è dedicato alla Scuola per gli Ingegneri e porta l’immagine de “Il genio”; il labaro delle donne veronesi è dedicato alla Scuola di Farmacia e porta l’immagine del serpente avvolto intorno ad una patena. Il settimo labaro rappresentate la Facoltà di Magistero è stato probabilmente realizzato in epoca successiva visto che la Facoltà prende il suo avvio dal 1951.
Il costo per ogni tela è di 4.300 euro, mentre il costo per il restauro di un ogni labaro è di 4.500 euro.
Questo progetto beneficia delle agevolazioni fiscali dell’Art Bonus che prevede un credito d’imposta del 65%.
Per informazioni: Ufficio Fundraising Area Comunicazione e Marketing
+39 049 827 3498 fundraising@unipd.it
Prosegue a Palazzo del Bo il restauro delle tele e dei labari della Sala dai Quaranta. Grazie alla generosità di molti donor gran parte di questi sono già in avanzata fase di restauro o del tutto ritornati all’antico splendore. Mancano però ancora sette tele e tre labari in cerca di adozione.
Sono in cerca di generosi mecenati innamorati della bellezza le tele di:
- Pier Giov. Resenius, consigliere di stato e storico danese (1625-1688)
- Petr Vasiljevic Postnikov, medico e filosofo russo (sec. XVIII)
- Stefano Bathory, re di Polonia, unghere e (1533-1586)
- Marko Gerbec, medico sloveno (1658-1718)
- Georgius Benignus, filosofo e teologo bosniaco (?-1540)
- Marino Becichemo, umanista albanese (1468-1526)
- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
e i 3 labari:
- Facoltà di Filosofia e Lettere;
- Facoltà Fisico-Matematica;
- Facoltà di Magistero.
L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
Il labaro delle donne triestine è dedicato alla Facoltà medica e porta l’immagine d’Igea; il labaro delle donne trentine è dedicato alla Facoltà di Filosofia e Lettere e porta l’immagine de “L’ala d’aquila”; il labaro delle donne fiumane è dedicato alla Facoltà di Giurisprudenza e porta l’immagine de “La Giustizia”; il labaro delle donne vicentine è dedicato alla Facoltà Fisico-Matematica e porta l’immagine de “La civetta”; il labaro delle donne udinesi è dedicato alla Scuola per gli Ingegneri e porta l’immagine de “Il genio”; il labaro delle donne veronesi è dedicato alla Scuola di Farmacia e porta l’immagine del serpente avvolto intorno ad una patena. Il settimo labaro rappresentate la Facoltà di Magistero è stato probabilmente realizzato in epoca successiva visto che la Facoltà prende il suo avvio dal 1951.
Il costo per ogni tela è di 4.300 euro, mentre il costo per il restauro di un ogni labaro è di 4.500 euro.
Questo progetto beneficia delle agevolazioni fiscali dell’Art Bonus che prevede un credito d’imposta del 65%.
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Prosegue a Palazzo del Bo il restauro delle tele e dei labari della Sala dai Quaranta. Grazie alla generosità di molti donor gran parte di questi sono già in avanzata fase di restauro o del tutto ritornati all’antico splendore. Mancano però ancora sette tele e tre labari in cerca di adozione.
Sono in cerca di generosi mecenati innamorati della bellezza le tele di:
- Pier Giov. Resenius, consigliere di stato e storico danese (1625-1688)
- Petr Vasiljevic Postnikov, medico e filosofo russo (sec. XVIII)
- Stefano Bathory, re di Polonia, unghere e (1533-1586)
- Marko Gerbec, medico sloveno (1658-1718)
- Georgius Benignus, filosofo e teologo bosniaco (?-1540)
- Marino Becichemo, umanista albanese (1468-1526)
- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
e i 3 labari:
- Facoltà di Filosofia e Lettere;
- Facoltà Fisico-Matematica;
- Facoltà di Magistero.
L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
Il labaro delle donne triestine è dedicato alla Facoltà medica e porta l’immagine d’Igea; il labaro delle donne trentine è dedicato alla Facoltà di Filosofia e Lettere e porta l’immagine de “L’ala d’aquila”; il labaro delle donne fiumane è dedicato alla Facoltà di Giurisprudenza e porta l’immagine de “La Giustizia”; il labaro delle donne vicentine è dedicato alla Facoltà Fisico-Matematica e porta l’immagine de “La civetta”; il labaro delle donne udinesi è dedicato alla Scuola per gli Ingegneri e porta l’immagine de “Il genio”; il labaro delle donne veronesi è dedicato alla Scuola di Farmacia e porta l’immagine del serpente avvolto intorno ad una patena. Il settimo labaro rappresentate la Facoltà di Magistero è stato probabilmente realizzato in epoca successiva visto che la Facoltà prende il suo avvio dal 1951.
Il costo per ogni tela è di 4.300 euro, mentre il costo per il restauro di un ogni labaro è di 4.500 euro.
Questo progetto beneficia delle agevolazioni fiscali dell’Art Bonus che prevede un credito d’imposta del 65%.
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Sono in cerca di generosi mecenati innamorati della bellezza le tele di:
- Pier Giov. Resenius, consigliere di stato e storico danese (1625-1688)
- Petr Vasiljevic Postnikov, medico e filosofo russo (sec. XVIII)
- Stefano Bathory, re di Polonia, unghere e (1533-1586)
- Marko Gerbec, medico sloveno (1658-1718)
- Georgius Benignus, filosofo e teologo bosniaco (?-1540)
- Marino Becichemo, umanista albanese (1468-1526)
- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
e i 3 labari:
- Facoltà di Filosofia e Lettere;
- Facoltà Fisico-Matematica;
- Facoltà di Magistero.
L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
Il labaro delle donne triestine è dedicato alla Facoltà medica e porta l’immagine d’Igea; il labaro delle donne trentine è dedicato alla Facoltà di Filosofia e Lettere e porta l’immagine de “L’ala d’aquila”; il labaro delle donne fiumane è dedicato alla Facoltà di Giurisprudenza e porta l’immagine de “La Giustizia”; il labaro delle donne vicentine è dedicato alla Facoltà Fisico-Matematica e porta l’immagine de “La civetta”; il labaro delle donne udinesi è dedicato alla Scuola per gli Ingegneri e porta l’immagine de “Il genio”; il labaro delle donne veronesi è dedicato alla Scuola di Farmacia e porta l’immagine del serpente avvolto intorno ad una patena. Il settimo labaro rappresentate la Facoltà di Magistero è stato probabilmente realizzato in epoca successiva visto che la Facoltà prende il suo avvio dal 1951.
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- Pier Giov. Resenius, consigliere di stato e storico danese (1625-1688)
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- Stefano Bathory, re di Polonia, unghere e (1533-1586)
- Marko Gerbec, medico sloveno (1658-1718)
- Georgius Benignus, filosofo e teologo bosniaco (?-1540)
- Marino Becichemo, umanista albanese (1468-1526)
- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
e i 3 labari:
- Facoltà di Filosofia e Lettere;
- Facoltà Fisico-Matematica;
- Facoltà di Magistero.
L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
Il labaro delle donne triestine è dedicato alla Facoltà medica e porta l’immagine d’Igea; il labaro delle donne trentine è dedicato alla Facoltà di Filosofia e Lettere e porta l’immagine de “L’ala d’aquila”; il labaro delle donne fiumane è dedicato alla Facoltà di Giurisprudenza e porta l’immagine de “La Giustizia”; il labaro delle donne vicentine è dedicato alla Facoltà Fisico-Matematica e porta l’immagine de “La civetta”; il labaro delle donne udinesi è dedicato alla Scuola per gli Ingegneri e porta l’immagine de “Il genio”; il labaro delle donne veronesi è dedicato alla Scuola di Farmacia e porta l’immagine del serpente avvolto intorno ad una patena. Il settimo labaro rappresentate la Facoltà di Magistero è stato probabilmente realizzato in epoca successiva visto che la Facoltà prende il suo avvio dal 1951.
Il costo per ogni tela è di 4.300 euro, mentre il costo per il restauro di un ogni labaro è di 4.500 euro.
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- Pier Giov. Resenius, consigliere di stato e storico danese (1625-1688)
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- Stefano Bathory, re di Polonia, unghere e (1533-1586)
- Marko Gerbec, medico sloveno (1658-1718)
- Georgius Benignus, filosofo e teologo bosniaco (?-1540)
- Marino Becichemo, umanista albanese (1468-1526)
- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
e i 3 labari:
- Facoltà di Filosofia e Lettere;
- Facoltà Fisico-Matematica;
- Facoltà di Magistero.
L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
Il labaro delle donne triestine è dedicato alla Facoltà medica e porta l’immagine d’Igea; il labaro delle donne trentine è dedicato alla Facoltà di Filosofia e Lettere e porta l’immagine de “L’ala d’aquila”; il labaro delle donne fiumane è dedicato alla Facoltà di Giurisprudenza e porta l’immagine de “La Giustizia”; il labaro delle donne vicentine è dedicato alla Facoltà Fisico-Matematica e porta l’immagine de “La civetta”; il labaro delle donne udinesi è dedicato alla Scuola per gli Ingegneri e porta l’immagine de “Il genio”; il labaro delle donne veronesi è dedicato alla Scuola di Farmacia e porta l’immagine del serpente avvolto intorno ad una patena. Il settimo labaro rappresentate la Facoltà di Magistero è stato probabilmente realizzato in epoca successiva visto che la Facoltà prende il suo avvio dal 1951.
Il costo per ogni tela è di 4.300 euro, mentre il costo per il restauro di un ogni labaro è di 4.500 euro.
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- Pier Giov. Resenius, consigliere di stato e storico danese (1625-1688)
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- Stefano Bathory, re di Polonia, unghere e (1533-1586)
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- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
e i 3 labari:
- Facoltà di Filosofia e Lettere;
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L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
Il labaro delle donne triestine è dedicato alla Facoltà medica e porta l’immagine d’Igea; il labaro delle donne trentine è dedicato alla Facoltà di Filosofia e Lettere e porta l’immagine de “L’ala d’aquila”; il labaro delle donne fiumane è dedicato alla Facoltà di Giurisprudenza e porta l’immagine de “La Giustizia”; il labaro delle donne vicentine è dedicato alla Facoltà Fisico-Matematica e porta l’immagine de “La civetta”; il labaro delle donne udinesi è dedicato alla Scuola per gli Ingegneri e porta l’immagine de “Il genio”; il labaro delle donne veronesi è dedicato alla Scuola di Farmacia e porta l’immagine del serpente avvolto intorno ad una patena. Il settimo labaro rappresentate la Facoltà di Magistero è stato probabilmente realizzato in epoca successiva visto che la Facoltà prende il suo avvio dal 1951.
Il costo per ogni tela è di 4.300 euro, mentre il costo per il restauro di un ogni labaro è di 4.500 euro.
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- Niccolò Leonico Tomeo, umanista albanese (1456-1531)
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- Facoltà di Filosofia e Lettere;
- Facoltà Fisico-Matematica;
- Facoltà di Magistero.
L’affascinante storia dei labari
Nella Sala dei Quaranta sono esposti sette labari rappresentanti le Facoltà o Scuole a lungo utilizzati negli eventi di alta rappresentanza. In occasione dei 700 anni dell’Ateneo, nel 1922, un comitato di «Signore e Signorine» delle città di Trieste, Trento, Fiume, Vicenza, Udine e Verona ha donato sei labari in seta, dipinti e con ricami in oro. Ciascun labaro corrisponde al colore dalle Facoltà con un’immagine ad essa dedicata.
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