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A seguito della promulgazione delle leggi razziste, nell’autunno 1938 Leopold venne schedato come appartenente alla «razza ebraica», ma riuscì comunque a proseguire gli studi e laurearsi, nonostante le discriminazioni. Venne arrestato a Padova dalle SS il 21 settembre 1944.
A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
La retttrice Mapelli: "Il Giorno della Memoria non è mai un rito formale. È un appuntamento che interpella le nostre coscienze, che ci chiede di misurarci con uno dei punti più bui della storia europea e italiana, e di farlo non solo con lo sguardo rivolto al passato, ma con una responsabilità pienamente rivolta al presente e al futuro.
Le pietre d’inciampo, sparse ormai in decine di migliaia di luoghi in Europa, hanno proprio questa forza: ci sottraggono alla distanza astratta dei grandi numeri e restituiscono alla storia il volto delle persone. Ogni nome inciso è una vita concreta, fatta di relazioni, di studio, di lavoro, di speranze. Ed è anche un monito: ciò che è accaduto non è stato inevitabile, né improvviso".
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A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

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La retttrice Mapelli: "Il Giorno della Memoria non è mai un rito formale. È un appuntamento che interpella le nostre coscienze, che ci chiede di misurarci con uno dei punti più bui della storia europea e italiana, e di farlo non solo con lo sguardo rivolto al passato, ma con una responsabilità pienamente rivolta al presente e al futuro.
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A seguito della promulgazione delle leggi razziste, nell’autunno 1938 Leopold venne schedato come appartenente alla «razza ebraica», ma riuscì comunque a proseguire gli studi e laurearsi, nonostante le discriminazioni. Venne arrestato a Padova dalle SS il 21 settembre 1944.
A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
La retttrice Mapelli: "Il Giorno della Memoria non è mai un rito formale. È un appuntamento che interpella le nostre coscienze, che ci chiede di misurarci con uno dei punti più bui della storia europea e italiana, e di farlo non solo con lo sguardo rivolto al passato, ma con una responsabilità pienamente rivolta al presente e al futuro.
Le pietre d’inciampo, sparse ormai in decine di migliaia di luoghi in Europa, hanno proprio questa forza: ci sottraggono alla distanza astratta dei grandi numeri e restituiscono alla storia il volto delle persone. Ogni nome inciso è una vita concreta, fatta di relazioni, di studio, di lavoro, di speranze. Ed è anche un monito: ciò che è accaduto non è stato inevitabile, né improvviso".
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A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
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Leopold Götz era nato a Merano nel marzo del '19 e nel 1941 si era laureato in Chimica pura a Padova con 110/110 e la lode. Morì ad Auschwitz dopo esservi stato deportato nel '44.
A seguito della promulgazione delle leggi razziste, nell’autunno 1938 Leopold venne schedato come appartenente alla «razza ebraica», ma riuscì comunque a proseguire gli studi e laurearsi, nonostante le discriminazioni. Venne arrestato a Padova dalle SS il 21 settembre 1944.
A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
La retttrice Mapelli: "Il Giorno della Memoria non è mai un rito formale. È un appuntamento che interpella le nostre coscienze, che ci chiede di misurarci con uno dei punti più bui della storia europea e italiana, e di farlo non solo con lo sguardo rivolto al passato, ma con una responsabilità pienamente rivolta al presente e al futuro.
Le pietre d’inciampo, sparse ormai in decine di migliaia di luoghi in Europa, hanno proprio questa forza: ci sottraggono alla distanza astratta dei grandi numeri e restituiscono alla storia il volto delle persone. Ogni nome inciso è una vita concreta, fatta di relazioni, di studio, di lavoro, di speranze. Ed è anche un monito: ciò che è accaduto non è stato inevitabile, né improvviso".
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A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
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Leopold Götz era nato a Merano nel marzo del '19 e nel 1941 si era laureato in Chimica pura a Padova con 110/110 e la lode. Morì ad Auschwitz dopo esservi stato deportato nel '44.
A seguito della promulgazione delle leggi razziste, nell’autunno 1938 Leopold venne schedato come appartenente alla «razza ebraica», ma riuscì comunque a proseguire gli studi e laurearsi, nonostante le discriminazioni. Venne arrestato a Padova dalle SS il 21 settembre 1944.
A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
La retttrice Mapelli: "Il Giorno della Memoria non è mai un rito formale. È un appuntamento che interpella le nostre coscienze, che ci chiede di misurarci con uno dei punti più bui della storia europea e italiana, e di farlo non solo con lo sguardo rivolto al passato, ma con una responsabilità pienamente rivolta al presente e al futuro.
Le pietre d’inciampo, sparse ormai in decine di migliaia di luoghi in Europa, hanno proprio questa forza: ci sottraggono alla distanza astratta dei grandi numeri e restituiscono alla storia il volto delle persone. Ogni nome inciso è una vita concreta, fatta di relazioni, di studio, di lavoro, di speranze. Ed è anche un monito: ciò che è accaduto non è stato inevitabile, né improvviso".
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Leopold Götz era nato a Merano nel marzo del '19 e nel 1941 si era laureato in Chimica pura a Padova con 110/110 e la lode. Morì ad Auschwitz dopo esservi stato deportato nel '44.
A seguito della promulgazione delle leggi razziste, nell’autunno 1938 Leopold venne schedato come appartenente alla «razza ebraica», ma riuscì comunque a proseguire gli studi e laurearsi, nonostante le discriminazioni. Venne arrestato a Padova dalle SS il 21 settembre 1944.
A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
La retttrice Mapelli: "Il Giorno della Memoria non è mai un rito formale. È un appuntamento che interpella le nostre coscienze, che ci chiede di misurarci con uno dei punti più bui della storia europea e italiana, e di farlo non solo con lo sguardo rivolto al passato, ma con una responsabilità pienamente rivolta al presente e al futuro.
Le pietre d’inciampo, sparse ormai in decine di migliaia di luoghi in Europa, hanno proprio questa forza: ci sottraggono alla distanza astratta dei grandi numeri e restituiscono alla storia il volto delle persone. Ogni nome inciso è una vita concreta, fatta di relazioni, di studio, di lavoro, di speranze. Ed è anche un monito: ciò che è accaduto non è stato inevitabile, né improvviso".
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Leopold Götz era nato a Merano nel marzo del '19 e nel 1941 si era laureato in Chimica pura a Padova con 110/110 e la lode. Morì ad Auschwitz dopo esservi stato deportato nel '44.
A seguito della promulgazione delle leggi razziste, nell’autunno 1938 Leopold venne schedato come appartenente alla «razza ebraica», ma riuscì comunque a proseguire gli studi e laurearsi, nonostante le discriminazioni. Venne arrestato a Padova dalle SS il 21 settembre 1944.
A Leopold dedichiamo una pietra d'inciampo di fronte al Palazzo del Bo nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio. Per non dimenticare la sua storia e quella di tutte le persone vittime dell'Olocausto, ostracizzate, perseguitate e uccise.

Alla cerimonia di posa (ore 9) introdotta da Giulia Simone, del Centro per la Storia dell'Università di Padova, partecipa la rettrice, Daniela Mapelli, con un discorso. A seguire, studentesse e studenti della scuola superiore "Calvi" di Padova leggono alcune note biografiche su Leopold Götz.
La retttrice Mapelli: "Il Giorno della Memoria non è mai un rito formale. È un appuntamento che interpella le nostre coscienze, che ci chiede di misurarci con uno dei punti più bui della storia europea e italiana, e di farlo non solo con lo sguardo rivolto al passato, ma con una responsabilità pienamente rivolta al presente e al futuro.
Le pietre d’inciampo, sparse ormai in decine di migliaia di luoghi in Europa, hanno proprio questa forza: ci sottraggono alla distanza astratta dei grandi numeri e restituiscono alla storia il volto delle persone. Ogni nome inciso è una vita concreta, fatta di relazioni, di studio, di lavoro, di speranze. Ed è anche un monito: ciò che è accaduto non è stato inevitabile, né improvviso".
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