Il restauro della “Spirale per Galileo Galilei”
Nel 1992, quarto centenario dell'arrivo di Galilei nella città del Santo, là dove trascorse i diciotto migliori anni della sua vita, Fidia Farmaceutici ha sostenuto il restauro del primo Teatro Anatomico stabile al mondo e dell'Aula Magna di Palazzo del Bo, intitolata al grande scienziato pisano. Di più, ha voluto omaggiarne la memoria donando all'Università di Padova un capolavoro del maestro Giò Pomodoro: la “Spirale per Galileo Galilei”, una monumentale stele in bronzo e granito, costruita a partire da quelle stesse figure e formule matematiche, che secondo Galileo costituivano l'alfabeto con cui è scritto l’Universo.
L’opera ridisegna sul fronte una spirale logaritmica, un tipo di spirale che si ritrova spesso in natura. Si tratta di una ideale citazione dell’affermazione di Galileo Galilei nella sua opera Il Saggiatore: «La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo). [...] Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche». Le date incise ricordano l’anniversario celebrato dall’Anno Galileiano (1592-1992) e gli anni di permanenza di Galileo a Padova (1592-1610).
Sul retro è riportata una rielaborazione del frontespizio del Sidereus Nuncius, l’opera pubblicata da Galileo nel 1610 al termine del suo periodo padovano. In quest’opera Galileo racconta di una Luna “imperfetta” con rilievi e crateri, e riporta l’esistenza di quattro piccoli pianetini mai osservati prima – i satelliti di Giove.
Sulla stele è inoltre incisa, in modo stilizzato, la sezione ideale di un cannocchiale, lo strumento migliorato e utilizzato da Galileo nelle sue osservazioni notturne della volta celeste.
Collocata inizialmente lungo il Listòn padovano, tra Palazzo del Bo e Palazzo Moroni, a simboleggiare l'indissolubile legame fra città e Ateneo nel segno della tolleranza come valore morale e civile, la stele venne spostata alcuni anni più tardi nel Cortile Nuovo della sede centrale universitaria, dove si trova ancora oggi.

L'operazione è resa possibile grazie alla generosa donazione di Fidia Farmaceutici.
Il progetto di restauro è finalizzato alla rimozione dei fenomeni di corrosione superficiale e al recupero dei danni causati dalla prolungata esposizione agli agenti atmosferici e si sviluppa in diverse fasi: una fase preliminare di studio e di raccolta della documentazione, seguita dall'esecuzione di campioni di pulitura, indispensabili per individuare le metodologie e i prodotti più idonei, nonché i relativi tempi di posa. Infine si procede con gli interventi di pulitura e con i trattamenti conservativi direttamente sull'opera.
Tutte le attività sono svolte sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, in collaborazione con il Centro di Ateneo per i Musei (CAM). Questo progetto fa parte degli interventi Art Bonus - MiC, destinati alla tutela e al restauro del patrimonio culturale.
Grazie a Fidia Farmaceutici per aver scelto, in occasione dell’80° anniversario della sua fondazione, di rinnovare lo storico legame con l’Università di Padova, confermando il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico dell’Ateneo.
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