Complesso di via Campagnola
Si è concluso il percorso avviato nel 2020 con la presentazione del progetto della rigenerazione di tutta la porzione di terreno del complesso ex Seef – Ente Servizi per l’Età Evolutiva e la Famiglia – compresa tra via Pietro Canal, la laterale di via Beato Pellegrino e via Campagnola. Questa zona, nel cuore della città e collocata tra due cimiteri ebraici in un contesto urbano di origine medievale, è stata scelta dall’Università di Padova per un importante investimento orientato all’architettura sostenibile. Il progetto prevede anche la restituzione alla cittadinanza di un’ampia area verde, permeabile e liberamente fruibile, pensata come nuovo spazio aperto per tutti.
Questo intervento edilizio, iniziato materialmente nell’ottobre 2022, rientra in una più ampia politica dell'Ateneo che, oltre a incrementare e innovare gli spazi per la ricerca, ha l'obiettivo di mettere progressivamente a disposizione di studenti e studentesse nuove aule didattiche e ammodernare quelle esistenti. L'area diventerà riferimento per un distretto umanistico sempre più in espansione in questa porzione di città, in dialogo con Palazzo Maldura e gli spazi rinnovati di via Beato Pellegrino.
Per la realizzazione dell’intervento complessivo sono state necessarie opere propedeutiche complesse che hanno previsto dapprima la demolizione delle superfetazioni, la bonifica bellica e infine quella ambientale con la rimozione di cisterne di gasolio interrate e bonifica terreni superficiali. Non solo: i lavori hanno portato alla luce la più ricca necropoli romana della città di Padova (220 tombe), risalente ad un periodo compreso tra l’età augustea e i primi decenni del secondo secolo dopo Cristo.
Il piano complessivo (fasi 1, 2 e 3), che sarà realizzato entro il 2027, oltre alle tre aule da 250 posti ciascuna, prevede il recupero degli edifici esistenti di tre piani fuori terra, posti lungo via Campagnola, per la realizzazione di spazi per la didattica a piano terra, 76 posti letto, relativi spazi di servizio-locali tecnici e aree scoperte di pertinenza.
Il nuovo fabbricato (fasi 1 e 2), destinato alla didattica, non ha previsto l'utilizzo di combustibili fossili e si compone, come detto, di tre aule da 250 posti ciascuna, uno spazio comune, aule studio, common room, spazi per co-working, una portineria con locali di servizio annessi e locali tecnici. Sul fabbricato è installato l’impianto fotovoltaico ad oggi più potente tra quelli presenti negli edifici di ateneo (86 kW), mentre all’esterno sono disponibili percorsi esterni, parcheggi autoveicoli e biciclette e alcune aree a verde. In particolare, nelle aree in questione sono previsti la sistemazione dell’area verso via Campagnola come piccolo allargamento della strada, eliminando la recinzione esistente, un percorso pubblico pedonale in continuità con i camminamenti interni all’area, che consentirà di mettere in collegamento via Campagnola con via Canal (tale assetto modificherà l’attuale condizione di interclusione dell’area e la permeabilità ai flussi pubblici oltre a migliorare la viabilità pedonale urbana del quartiere) e il completamento delle aree a verde, con percorsi attrezzati di attraversamento.
Le aule di via Campagnola sono state allestite secondo gli ultimi standard audiovideo disponibili in ambito didattico e adottati dall’Università di Padova. L’aula si controlla con un sistema touchscreen da 7’’ in cattedra. È pienamente supportato il BYOD (bring your own device) che permette di collegare con un semplice cavetto il proprio laptop o anche tablet, oltre che l’uso di un PC di sala. Al posto della lavagna classica, è stata prevista una lavagna elettronica 55” con carrello a movimentazione elettronica che permette di alzare o abbassare facilmente la superficie di scrittura e quindi consentirne l’utilizzo a persone con disabilità. Tramite il touchscreen è possibile decidere quale dispositivo proiettare, gestire i volumi e modificare l’inquadratura della telecamera di Aula, telecamera che può essere utilizzata per registrare la lezione o per effettuare collegamenti in remoto con interventi via Zoom, Teams o altri software di Unified Communication.
Dal punto di vista dell’inclusività, oltre all’installazione di una movimentazione per la lavagna elettronica per garantirne l’accesso a tutti gli utenti, l’uscita audio della sala è anche a disposizione per il personale di stenotipia incaricato dal Settore Inclusione dell’Ateneo che può acquisire l’audio della sala per fornire una trascrizione in tempo reale del parlato dedicata a utenti con disabilità uditive.
I segnali video e audio di entrambe le aule sono digitali e in alta definizione e viaggiano con tecnologia “Over IP”. In particolare il sistema audio multicanale con processamento elettronico. Il videoproiettore full HD è a tecnologia laser con una luminosità molto elevata per un’aula didattica: ben 16.000 ansi lumens, studiati per essere perfettamente visibili anche in un ambiente luminoso e confortevole. Lo schermo di visione pretensionato è di dimensione 165” ed è stato installato un sistema con monitor led a metà sala 65” per garantire l’ottima visibilità anche nelle postazioni a fondo sala.











