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Silvia Giambrone, “Mirror n. 12”

L’opera appartiene alla serie dei Mirrors, tra le più note e apprezzate dell’artista, avviata nel 2018. 

Lo specchio, strumento di conoscenza del sé, sovverte la propria funzione originaria, trasformandosi in un oggetto da cui tendiamo automaticamente ad allontanarci temendo possa ferirci. La canonica superficie specchiante è stata infatti sostituita da uno strato di cera dal quale fuoriescono spine di acacia, due materiali che creano due spinte contrastanti, di attrazione e repulsione. 

Centrale nella pratica dell’artista è l’indagine sulla violenza di genere e sull’addomesticamento, dinamica con cui si normalizzano forme di violenza, spesso invisibili, insite nelle dinamiche relazionali, nei gesti, nella cultura patriarcale. 

L’opera è conservata nella biblioteca Beato Pellegrino dell’Università di Padova (via Beato Pellegrino, 28 – Padova) e appartiene alla collezione di arte contemporanea dell’Ateneo dedicata alla produzione artistica femminile Silenzi eloquenti”.

Silvia Giambrone (Agrigento, 1981) è una delle artiste italiane della nuova generazione più sensibili alle riflessioni sulla violenza, sulle discriminazioni di genere e le pratiche e politiche del corpo. Vive e lavora tra Roma e Londra; collabora con la galleria Richard Saltoun di Londra, lo Studio Stefania Miscetti di Roma, Prometeo Gallery di Milano. Tra le partecipazioni espositive più significative si ricordano: Sexually Explicit Content, (PAC, Milano, 2023); Io dico io (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2021); Hall of Shadows, commissionato da Mariagrazia Chiuri per la sfilata Dior FW2021 (Reggia Versailles, Francia 2021).