Resistenza e Liberazione

Unico Ateneo ad aver ricevuto nel 1945 la Medaglia d’oro al valore militare, l’Università di Padova scelse di celebrare i cinquant’anni dalla Liberazione con un monumento commissionato all’artista greco di fama internazionale Jannis Kounellis. Inizialmente Senza Titolo e poi denominata Resistenza e Liberazione, l'opera è dedicata a tre docenti Unipd protagonisti della Resistenza partigiana, Concetto Marchesi, Egidio Meneghetti, Ezio Franceschini, nonché, come ricorda la targa commemorativa, a “quanti nell’Università seppero unire diversi ideali e culture in concorde lotta di popolo per riconquistare all’Italia la libertà”.
Il monumento, posizionato sotto gli archi del Cortile Nuovo di Palazzo del Bo a Padova a riempire l’intera parete fino al soffitto, è stato realizzato utilizzando principalmente vecchie assi di legno, recuperate per lo più in edifici abbandonati: l’artista ha in questo modo inteso omaggiare la figura di Galileo Galilei, la cui cattedra, conservata all’interno dello stesso complesso del Bo, fu realizzata dagli studenti usando materiali di scarto.
Nello stesso tempo, le assi rovinate e, nella parte inferiore dell’opera, ammassate in maniera apparentemente disordinata e caotica rimandano agli effetti distruttivi del conflitto e ci ricordano come l’atto di resistenza sia all’inizio esso stesso disorganizzato e per certi versi confuso: un moto spesso individuale, dal cuore, che piano piano trova intorno a sé risonanze, alleati, arrivando a coordinarsi, come avviene nella parte superiore del monumento, in forme più omogenee, metafora di un presente finalmente sereno, anche se costruito sui sacrifici di tante persone.
Resistenza e Liberazione è stata oggetto di un importante restauro nel 2021, sostenuto da Fondazione Alberto Peruzzo in occasione dell’Ottocentenario dell’Ateneo.

Gli studi preparatori della grande installazione Resistenza e Liberazione, sono racchiusi in cinque fogli, oggi conservati presso l’Archivio Generale dell'Università di Padova, che consentono di ripercorrere le dinamiche dell’officina creativa kounellisiana. Con pochi tratti corsivi, dal sentore già fisico, l’artista mette in forma la sua visione e la elabora mirando a una struttura poderosa. Quattro fogli sono a matita, il quinto a china con limitati interventi ad acquerelli colorati.
Jannis Kounellis (Pireo, 1936 – Roma, 2017)
Artista greco che ha operato in Italia, esponente di primo piano “dell’Arte Povera”. Ventenne, lascia la Grecia e si trasferisce a Roma. Risalgono a fine anni ‘60 le prime mostre vicine al movimento dell’Arte Povera. L’Arte Povera è una tendenza artistica che, facendo ricorso a materiali, ‘antiartistici’ (stracci, carbone, legno, ferro, corpi e animali vivi, ecc.), si pone come presa di coscienza delle possibilità espressive insite nella materiavegetale, animale, minerale o persino in un processo mentale elementare. Un tale orientamento ha dato luogo a manifestazioni diversissime e tra loro autonome, espresse da artisti come J. Kounellis, M. Pistoletto, G. Anselmo, A. Boetti, L. Fabro, G. Paolini, G. Zorio, M. Merz.