Servizi

I palazzi settecenteschi

Studenti a Palazzo Maldura

Palazzo Maldura
Piazzetta Gianfranco Folena, 1 – Padova
Costruito (su preesistenze) prima del 1769 da Giambattista Novello per il giurista Andrea Maldura, il palazzo costituisce uno dei casi più interessanti ed eloquenti della pittura monumentale ad affresco a Padova nel periodo fra tardo Settecento e primo Ottocento. Tra i maestri impegnati nella ricca ed estremamente variegata decorazione dei suoi ambienti si ricordano Cedini, Mengardi e Canal. Dopo un periodo di abbandono, il palazzo viene acquistato dall’Università nel 1970. 

Scopri di più

Palazzo Dottori
Via del Santo, 28 – Padova
Costruito nel 1775 da Andrea Zorzi per la famiglia Dottori, ha avuto nel corso del tempo diversi proprietari: nei primi dell’Ottocento passa ai Lion, poi ai Wollemborg che lo affittano alla Banca d’Italia, e infine nel 1964 viene acquisito dall’Università. All’interno del Palazzo è possibile ammirare l’elegante scalone monumentale con balaustre scolpite e decori in stucco.

Ca’ Borin
Via del Santo, 22 –  Padova
Oggi sede delle Biblioteche di economia e geografia – Emeroteca, Ca’ Borin è un palazzo nobiliare di origine settecentesca, abitato fino ai primi del Novecento dai conti Borini e poi passato ai Wollemborg, che nel 1968 lo cedono all’Ateneo. Notevoli al piano nobile il fastoso Salone e la Sala del caminetto, con raffinate decorazioni in stucco della seconda metà del XVIII secolo.

Palazzina del Prefetto dell’Orto
Via Orto Botanico, 15 – Padova
L’edificio cinquecentesco, fino al 1970 adibito ad abitazione del direttore dell’Orto botanico (tradizionalmente denominato “prefetto”), è stato profondamente rinnovato nel corso del Settecento. La facciata principale risulta caratterizzata da una serliana centrale con balcone balaustrato in corrispondenza del primo piano. Di grande pregio i pavimenti in terrazzo alla veneziana del piano nobile e le travature lignee originali, conservate quasi integralmente. È invece dispersa l’importante quadreria, ricordata nelle fonti storiche.

Palazzo de’ Claricini
Via Cesarotti, 10/12 – Padova
Il complesso edilizio, legato all’estinta famiglia bolognese de Claricini, comprende un palazzetto settecentesco a T su tre livelli e interrato con un’ala secondaria sul giardino interno, un fabbricato ottocentesco a due livelli e, sul versante sud, due giardini con un “castelletto” novecentesco dotato di torrette merlate. Di interesse le decorazioni parietali nei vani interni, specie al piano nobile del palazzetto settecentesco.

Palazzetto Costruzioni Marittime
Via Marzolo, 9 – Padova
Il palazzetto settecentesco, con funzioni abitative fino alla prima metà dell’Ottocento, poi sede dei Padri Armeni di Venezia e dal 1925 proprietà dell’Università, che vi insedia dapprima l’Orto Agrario e quindi l’Istituto di Costruzioni Marittime dell’allora Facoltà di Ingegneria, è connotato da un grande portico sul fronte strada in pietra lavorata, con pilastri quadrati binati a formare tre campate e mascheroni in chiave di volta. L’interno è articolato sui tre piani attorno a un grande salone passante, con solaio in travi lignee.

Palazzo Duodo (ex Disegno)
Via Jappelli, 1 – 35121 Padova
Già proprietà dei nobili veneziani Michiel, negli anni venti del Settecento il Palazzo viene acquistato dai Duodo, che ne attuano una profonda ristrutturazione, intervenendo in particolare sulla facciata: all’epoca il complesso risulta costituito dal palazzo principale, una piccola corte sul canale di Santa Sofia e un giardino, oltre a vari annessi. Nell’Ottocento la proprietà passa alla famiglia Sceriman e quindi all’Istituto di Pubblica Beneficenza Manin di Venezia, che lo mantiene fino agli inizi del Novecento, quando viene acquisito dall’Università. Il complesso si presenta oggi composto da due edifici con autonoma configurazione, separati da un cortile aperto sulla strada e uniti da un corpo edilizio a due piani fuori terra, con a piano terra una loggia a tre fornici.

Palazzo Wollemborg
Via del Santo, 28 – Padova
L’aspetto del palazzo è l’esito del rifacimento della precedente dimora Capodilista compiuto da Antonio Noale nel corso dell’Ottocento per la famiglia Wollemborg. Anche in seguito il palazzo subisce profonde trasformazioni, soprattutto quando, nel primo Novecento, la famiglia decide di rinnovare il piano nobile secondo un gusto liberty. Del decoro più antico rimane solo il fregio in stucco, mentre in gran parte del palazzo si osserva la facies di fine XIX – inizio XX secolo. Diviene patrimonio dell’Università di Padova nel 1966.
Attualmente ospita gli studi della sezione di Geografia, aule didattiche e sale di lettura, il Museo di Geografia, la Biblioteca di Geografia e il MobiLab (Digital Laboratory for Mobility Research).

Scopri di più