Monitoraggio del Piano strategico di Ateneo e Riesame del Sistema di Governo dell’Ateneo
Il monitoraggio 2026 del Piano Strategico 2023-2027 restituisce un quadro complessivamente positivo dell’avanzamento degli obiettivi di Ateneo. L’analisi considera l’andamento degli indicatori nel periodo 2023-2025 e il loro posizionamento rispetto ai target programmati.
La maggior parte degli indicatori risulta in crescita o sostanzialmente stabile e le criticità rilevate nel precedente monitoraggio appaiono in larga misura superate o in significativo miglioramento.
Risultati particolarmente positivi emergono nella Terza Missione, nei servizi rivolti alle persone e nell’inclusione, nella qualità della ricerca e nell’innovazione della didattica. Restano alcuni ambiti sui quali proseguire le azioni di miglioramento, in particolare l’internazionalizzazione in ingresso e alcuni aspetti della transizione ecologica.
Il monitoraggio costituisce uno strumento essenziale per verificare l’efficacia delle politiche adottate e orientare le priorità dell’ultima fase di attuazione del Piano Strategico.
La maggior parte degli indicatori risulta in crescita o sostanzialmente stabile e le criticità rilevate nel precedente monitoraggio appaiono in larga misura superate o in significativo miglioramento.
Risultati particolarmente positivi emergono nella Terza Missione, nei servizi rivolti alle persone e nell’inclusione, nella qualità della ricerca e nell’innovazione della didattica. Restano alcuni ambiti sui quali proseguire le azioni di miglioramento, in particolare l’internazionalizzazione in ingresso e alcuni aspetti della transizione ecologica.
Il monitoraggio costituisce uno strumento essenziale per verificare l’efficacia delle politiche adottate e orientare le priorità dell’ultima fase di attuazione del Piano Strategico.
Il Riesame del sistema di governo rappresenta un processo sistematico all’interno del Sistema di Assicurazione della Qualità e delle Linee Guida AVA3 di ANVUR, attraverso il quale gli organi di governo dell’Ateneo valutano l’efficacia e la coerenza dell’assetto di governo e dei processi decisionali nell’attuazione delle politiche strategiche e nel conseguimento degli obiettivi previsti dalla propria mission istituzionale, individuando eventuali azioni di miglioramento a livello di governance e organizzazione.
Il processo, giunto al terzo anno di attuazione, coinvolge una pluralità di attori che operano a diversi livelli, ciascuno con specifiche responsabilità e funzioni, in un quadro unitario e integrato.
L’attuale documento di riesame analizza l’attività svolta tra dicembre 2024 e dicembre 2025 sulla base del Piano Strategico 2023–2027 e definisce gli interventi di miglioramento programmati per il 2026.
Piano Audit 2026-2028
L’attività di audit interno rappresenta uno strumento di supporto all’organizzazione finalizzato al miglioramento continuo dei processi, al rafforzamento del Sistema di Controllo Interno (SCI) e alla diffusione di una cultura orientata alla gestione consapevole dei rischi.
Il Piano costituisce il primo passo verso la progressiva implementazione di un sistema strutturato di Audit interno in Ateneo.
Le attività di audit saranno svolte secondo un approccio sistematico e proporzionato, attraverso l’analisi dei dati disponibili, verifiche documentali e, se necessario, approfondimenti presso le strutture interessate, in uno spirito di collaborazione e trasparenza. Saranno inoltre applicati criteri di rotazione tra Dipartimenti, Centri e Aree dell’Amministrazione Centrale.
A fronte di una sostanziale solidità del Sistema di Controllo Interno dell’Ateneo, come evidenziato dal consuntivo del Registro dei Controlli, il Comitato di Controllo e Audit ha individuato come ambiti prioritari il processo di acquisto e il processo di gestione delle missioni, alla luce della loro rilevanza economica, della diffusione organizzativa e dei relativi profili di rischio.
Per quanto concerne gli acquisti, il monitoraggio sarà prevalentemente orientato alle procedure sottosoglia, che costituiscono la componente prevalente in termini di numero di procedure e godono di maggiore flessibilità operativa.
Sul fronte delle missioni, l'attività di audit è orientata a valutare l'adeguatezza e l'efficacia complessiva del sistema dei controlli interni attraverso l'analisi di un campione di pratiche o di situazioni ritenute significative.
Il Piano è accompagnato da un cronoprogramma per assicurare una pianificazione organica delle attività.
L’attuazione del Piano sarà oggetto di monitoraggio da parte del Comitato di Controllo e Audit.
Borse di studio internazionali
L’Università di Padova stanzia 1.432.200 euro di fondi propri per l’edizione 2027/2028 del bando “Padua International Excellence Scholarship”, che consentirà di mettere a disposizione fino a 76 borse di studio, destinate al candidato più meritevole di ciascun corso di studio / curriculum erogato in inglese, inclusi quelli di nuova attivazione. Ciascuna borsa garantisce 8.000 euro all'anno (lordo percipiente) e l'esonero dal pagamento delle tasse universitarie, ed è rinnovabile per il secondo e per il terzo anno (nel caso di studenti iscritti a corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico).
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo a favore dell’attrattività internazionale, che affianca agli interventi finanziati con risorse proprie la partecipazione a programmi di finanziamento ministeriali quali “Invest Your Talent in Italy” (46 nuove assegnazioni e 14 rinnovi per l’a.a. 2026/2027 corrispondenti al 23% delle borse nazionali) e l'accordo con il MAECI per le borse destinate a studenti stranieri e italiani residenti all'estero (1.152.000 euro per finanziare sino a 128 borse per studentesse e studenti iscritti ai corsi di studio Unipd nell’a.a. 2025/2026).
Cybersecurity: completato il sistema di governance con il presidio per la sicurezza informatica di Ateneo e i piani operativi in materia di cybersecurity
L’Ateneo compie un ulteriore passo nel rafforzamento delle proprie difese digitali. In linea con il Decreto Legislativo 138/2024 (che recepisce la Direttiva UE NIS2) e in attuazione del Modello organizzativo già adottato dal Consiglio di Amministrazione, vengono definite nuove misure strategiche per la gestione del rischio cyber.
È istituita l’Organizzazione per la Sicurezza Informatica di Ateneo (OSI), che opererà nell’ambito dell’assetto di ruoli, responsabilità e competenze già definito dal Modello organizzativo e costituirà un presidio organizzativo permanente per il coordinamento delle attività in materia di sicurezza delle informazioni, cybersicurezza, gestione del rischio cyber e adempimenti derivanti dalla normativa NIS2.
La documentazione principale in materia di cybersicurezza definisce il quadro operativo e metodologico dell’Ateneo, ricomprendendo la Politica di sicurezza, le Procedure di Gestione dei rischi e delle Vulnerabilità, i Piani di continuità operativa e Disaster Recovery, il Piano per la gestione delle crisi informatiche, l'aggiornamento del Piano di risposta agli incidenti, il Piano di adeguamento NIS2 e il Piano di formazione del personale.
Il quadro documentale e organizzativo definisce l'indirizzo degli Organi direttivi sulla gestione dei rischi e l'adeguamento degli strumenti operativi rispetto alle evoluzioni tecnologiche, normative e delle minacce. L’assetto sarà progressivamente aggiornato attraverso monitoraggi e riesami periodici, nell'ambito dell'attuazione del Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni (SGSI).
Valorizzazione della ricerca: avvio di un’asta pubblica per la cessione di brevetti
L’Università di Padova avvia la cessione mediante asta pubblica di 19 famiglie brevettuali di titolarità esclusiva dell’Ateneo, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle tecnologie da parte delle imprese.
Le famiglie brevettuali, individuate attraverso una ricognizione del portafoglio d'Ateneo, hanno data di priorità anteriore al 1° gennaio 2020 e non sono state oggetto di licenze o accordi commerciali, nonostante le attività di promozione sui canali dedicati (tra cui il portale nazionale Knowledge Share) e la gestione tramite la Fondazione Unismart.
Acquisito il parere favorevole della Commissione Brevetti e informati gli inventori interessati, la cessione avverrà con aggiudicazione al maggior prezzo offerto. La base d'asta sarà determinata sulla base delle spese sostenute dall'Ateneo per i titoli attivi, maggiorate del 30% e arrotondate al migliaio di euro superiore, con una soglia minima di 10.000 euro.
Adeguamento del trattamento economico del personale non contrattualizzato (DPCM 13 luglio 2026) e revisione del trattamento economico dei titolari di contratti di ricerca e incarichi post-doc
Il provvedimento ministeriale dispone un incremento pari al 2,48% delle misure degli stipendi, dell'indennità integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi spettanti a professori e ricercatori universitari, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026. In stretta analogia con l’aggiornamento dei parametri della docenza, si rende necessario adeguare i livelli del trattamento economico annuo omnicomprensivo spettante ai titolari di contratti di ricerca e di incarichi post-doc, ai sensi degli articoli 22 e 22-bis della Legge n. 240/2010 e in coerenza con il Regolamento di Ateneo. A seguito della rimodulazione, il trattamento economico minimo (corrispondente al livello base del ricercatore a tempo definito) viene rideterminato in 29.162 euro lordo dipendente (pari a 41.407,12 euro lordo ente). Il massimale previsto (corrispondente al ricercatore a tempo pieno) si attesta invece a 40.197 euro lordo dipendente (pari a 57.075,72 euro lordo ente). Resta confermata la facoltà per le Strutture proponenti di individuare, tramite motivata delibera, i previsti livelli economici intermedi (pari a 31.162, 33.162, 35.162, 37.162 e 39.162 euro lordo dipendente) in base alla complessità e all'impegno richiesti dai singoli progetti. I nuovi importi aggiornati avranno effetto e troveranno applicazione per tutti i contratti e gli incarichi post-doc la cui attivazione o proposta di conferimento diretto sia deliberata dalle Strutture a decorrere dal 15 ottobre 2026.
Fondi salario accessorio PTA 2026
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la costituzione dei fondi per il salario accessorio del personale tecnico-amministrativo per l’anno 2026, stanziando risorse complessive per 6.778.834 euro (8.835.282 euro lordo ente), in crescita di 1,25 milioni di euro circa rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio, il Fondo per le Risorse Decentrate delle Aree Operatori, Collaboratori e Funzionari (OCF) si attesta a 4.782.716 euro (2.663.352 euro di parte stabile e 2.119.364 euro di parte variabile); il Fondo relativo all’Area delle Elevate Professionalità (EP) ammonta a 1.546.118 euro (1.187.260 euro di parte stabile e 358.858 euro di parte variabile). Risulta confermata a 450.000 euro la dotazione del Fondo per il lavoro straordinario.
Per la prima volta, in coerenza con la contrattazione integrativa (CCIL 2025-2027) e con la Legge di Bilancio 2025, è stata applicata la norma che consente di utilizzare i risparmi permanenti ottenuti a seguito di assunzioni di personale a tempo indeterminato in misura inferiore a quella prevista in base al turnover per incrementare i fondi per il trattamento accessorio del personale, fino al 10% del valore dei fondi come determinato per l'anno 2016.
Il Fondo OCF e il Fondo EP hanno quindi registrato un incremento in via permanente rispettivamente pari a 440.000 euro e a 40.000 euro (636.960 euro lordo ente), equivalenti a 5,40 punti organico.
Inoltre, in applicazione del CCNL 2022-2024, la parte variabile dei Fondi OCF ed EP è stata incrementata dello 0,22% del monte salari 2021.
Sulla base del contratto integrativo triennale 2025-2027, parte delle risorse del Fondo Comune di Ateneo viene utilizzata per finanziare la componente variabile del fondo OCF, il quale cresce dai 500.000 euro del 2025 a 990.000 euro. Contestualmente, 104.162,45 euro (138.223,57 euro lordo ente) vanno a integrare il Fondo Comune d’Ateneo 2026 per riallinearlo al valore del 2025. Il fondo dell'Area EP riceve 268.594 euro a titolo una tantum, provenienti dai risparmi di gestione dell'esercizio 2024.
University Corporate Wellness Service dell’Ateneo: attivazione nuovi servizi di valutazione metabolica e consulenza nutrizionale
Il servizio, attivato nel 2017 con attività erogate dal Dipartimento di Scienze biomediche consistenti in una valutazione posturale globale, a seguito della quale si fornisce un programma di attività motoria personalizzata, viene ora implementato, in via sperimentale per un anno, con servizi di consulenza nutrizionale e di misurazione del metabolismo basale. Gli oneri a carico dell’Ateneo per l’avvio dell’iniziativa, pari a 65.000 euro, trovano copertura nel budget assegnato nel 2026 per il Servizio University Corporate Wellness. Viene inoltre stabilito il contributo agevolato per prestazione a carico dell’utenza universitaria: 25 euro per la sola analisi del metabolismo, 48 euro per la prima visita nutrizionale con analisi composizione corporea e analisi metabolismo e 30 euro per le visite successive con analisi composizione corporea.
Per ulteriori decisioni prese dal Consiglio di Amministrazione si rimanda al resoconto.
Consiglio di Amministrazione del 29 settembre 2026

Monitoraggio del Piano strategico di Ateneo e Riesame del Sistema di Governo dell’Ateneo
Il monitoraggio 2026 del Piano Strategico 2023-2027 restituisce un quadro complessivamente positivo dell’avanzamento degli obiettivi di Ateneo. L’analisi considera l’andamento degli indicatori nel periodo 2023-2025 e il loro posizionamento rispetto ai target programmati.
La maggior parte degli indicatori risulta in crescita o sostanzialmente stabile e le criticità rilevate nel precedente monitoraggio appaiono in larga misura superate o in significativo miglioramento.
Risultati particolarmente positivi emergono nella Terza Missione, nei servizi rivolti alle persone e nell’inclusione, nella qualità della ricerca e nell’innovazione della didattica. Restano alcuni ambiti sui quali proseguire le azioni di miglioramento, in particolare l’internazionalizzazione in ingresso e alcuni aspetti della transizione ecologica.
Il Riesame del sistema di governo rappresenta un processo sistematico all’interno del Sistema di Assicurazione della Qualità e delle Linee Guida AVA3 di ANVUR, attraverso il quale gli organi di governo dell’Ateneo valutano l’efficacia e la coerenza dell’assetto di governo e dei processi decisionali nell’attuazione delle politiche strategiche e nel conseguimento degli obiettivi previsti dalla propria mission istituzionale, individuando eventuali azioni di miglioramento a livello di governance e organizzazione.
Il processo, giunto al terzo anno di attuazione, coinvolge una pluralità di attori che operano a diversi livelli, ciascuno con specifiche responsabilità e funzioni, in un quadro unitario e integrato.
L’attuale documento di riesame analizza l’attività svolta tra dicembre 2024 e dicembre 2025 sulla base del Piano Strategico 2023–2027 e definisce gli interventi di miglioramento programmati per il 2026.
Piano Audit 2026-2028
L’attività di audit interno rappresenta uno strumento di supporto all’organizzazione finalizzato al miglioramento continuo dei processi, al rafforzamento del Sistema di Controllo Interno (SCI) e alla diffusione di una cultura orientata alla gestione consapevole dei rischi.
Il Piano costituisce il primo passo verso la progressiva implementazione di un sistema strutturato di Audit interno in Ateneo.
Le attività di audit saranno svolte secondo un approccio sistematico e proporzionato, attraverso l’analisi dei dati disponibili, verifiche documentali e, se necessario, approfondimenti presso le strutture interessate, in uno spirito di collaborazione e trasparenza. Saranno inoltre applicati criteri di rotazione tra Dipartimenti, Centri e Aree dell’Amministrazione Centrale.
A fronte di una sostanziale solidità del Sistema di Controllo Interno dell’Ateneo, come evidenziato dal consuntivo del Registro dei Controlli, il Comitato di Controllo e Audit ha individuato come ambiti prioritari il processo di acquisto e il processo di gestione delle missioni, alla luce della loro rilevanza economica, della diffusione organizzativa e dei relativi profili di rischio.
Per quanto concerne gli acquisti, il monitoraggio sarà prevalentemente orientato alle procedure sottosoglia, che costituiscono la componente prevalente in termini di numero di procedure e godono di maggiore flessibilità operativa.
Sul fronte delle missioni, l'attività di audit è orientata a valutare l'adeguatezza e l'efficacia complessiva del sistema dei controlli interni attraverso l'analisi di un campione di pratiche o di situazioni ritenute significative.
Il Piano è accompagnato da un cronoprogramma per assicurare una pianificazione organica delle attività.
L’attuazione del Piano sarà oggetto di monitoraggio da parte del Comitato di Controllo e Audit.
Borse di studio internazionali
L’Università di Padova stanzia 1.432.200 euro di fondi propri per l’edizione 2027/2028 del bando “Padua International Excellence Scholarship”, che consentirà di mettere a disposizione fino a 76 borse di studio, destinate al candidato più meritevole di ciascun corso di studio / curriculum erogato in inglese, inclusi quelli di nuova attivazione. Ciascuna borsa garantisce 8.000 euro all'anno (lordo percipiente) e l'esonero dal pagamento delle tasse universitarie, ed è rinnovabile per il secondo e per il terzo anno (nel caso di studenti iscritti a corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico).
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo a favore dell’attrattività internazionale, che affianca agli interventi finanziati con risorse proprie la partecipazione a programmi di finanziamento ministeriali quali “Invest Your Talent in Italy” (46 nuove assegnazioni e 14 rinnovi per l’a.a. 2026/2027 corrispondenti al 23% delle borse nazionali) e l'accordo con il MAECI per le borse destinate a studenti stranieri e italiani residenti all'estero (1.152.000 euro per finanziare sino a 128 borse per studentesse e studenti iscritti ai corsi di studio Unipd nell’a.a. 2025/2026).
Cybersecurity: completato il sistema di governance con il presidio per la sicurezza informatica di Ateneo e i piani operativi in materia di cybersecurity
L’Ateneo compie un ulteriore passo nel rafforzamento delle proprie difese digitali. In linea con il Decreto Legislativo 138/2024 (che recepisce la Direttiva UE NIS2) e in attuazione del Modello organizzativo già adottato dal Consiglio di Amministrazione, vengono definite nuove misure strategiche per la gestione del rischio cyber.
È istituita l’Organizzazione per la Sicurezza Informatica di Ateneo (OSI), che opererà nell’ambito dell’assetto di ruoli, responsabilità e competenze già definito dal Modello organizzativo e costituirà un presidio organizzativo permanente per il coordinamento delle attività in materia di sicurezza delle informazioni, cybersicurezza, gestione del rischio cyber e adempimenti derivanti dalla normativa NIS2.
La documentazione principale in materia di cybersicurezza definisce il quadro operativo e metodologico dell’Ateneo, ricomprendendo la Politica di sicurezza, le Procedure di Gestione dei rischi e delle Vulnerabilità, i Piani di continuità operativa e Disaster Recovery, il Piano per la gestione delle crisi informatiche, l'aggiornamento del Piano di risposta agli incidenti, il Piano di adeguamento NIS2 e il Piano di formazione del personale.
Il quadro documentale e organizzativo definisce l'indirizzo degli Organi direttivi sulla gestione dei rischi e l'adeguamento degli strumenti operativi rispetto alle evoluzioni tecnologiche, normative e delle minacce. L’assetto sarà progressivamente aggiornato attraverso monitoraggi e riesami periodici, nell'ambito dell'attuazione del Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni (SGSI).
Valorizzazione della ricerca: avvio di un’asta pubblica per la cessione di brevetti
L’Università di Padova avvia la cessione mediante asta pubblica di 19 famiglie brevettuali di titolarità esclusiva dell’Ateneo, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle tecnologie da parte delle imprese.
Le famiglie brevettuali, individuate attraverso una ricognizione del portafoglio d'Ateneo, hanno data di priorità anteriore al 1° gennaio 2020 e non sono state oggetto di licenze o accordi commerciali, nonostante le attività di promozione sui canali dedicati (tra cui il portale nazionale Knowledge Share) e la gestione tramite la Fondazione Unismart.
Acquisito il parere favorevole della Commissione Brevetti e informati gli inventori interessati, la cessione avverrà con aggiudicazione al maggior prezzo offerto. La base d'asta sarà determinata sulla base delle spese sostenute dall'Ateneo per i titoli attivi, maggiorate del 30% e arrotondate al migliaio di euro superiore, con una soglia minima di 10.000 euro.
Adeguamento del trattamento economico del personale non contrattualizzato (DPCM 13 luglio 2026) e revisione del trattamento economico dei titolari di contratti di ricerca e incarichi post-doc
Il provvedimento ministeriale dispone un incremento pari al 2,48% delle misure degli stipendi, dell'indennità integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi spettanti a professori e ricercatori universitari, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026. In stretta analogia con l’aggiornamento dei parametri della docenza, si rende necessario adeguare i livelli del trattamento economico annuo omnicomprensivo spettante ai titolari di contratti di ricerca e di incarichi post-doc, ai sensi degli articoli 22 e 22-bis della Legge n. 240/2010 e in coerenza con il Regolamento di Ateneo. A seguito della rimodulazione, il trattamento economico minimo (corrispondente al livello base del ricercatore a tempo definito) viene rideterminato in 29.162 euro lordo dipendente (pari a 41.407,12 euro lordo ente). Il massimale previsto (corrispondente al ricercatore a tempo pieno) si attesta invece a 40.197 euro lordo dipendente (pari a 57.075,72 euro lordo ente). Resta confermata la facoltà per le Strutture proponenti di individuare, tramite motivata delibera, i previsti livelli economici intermedi (pari a 31.162, 33.162, 35.162, 37.162 e 39.162 euro lordo dipendente) in base alla complessità e all'impegno richiesti dai singoli progetti. I nuovi importi aggiornati avranno effetto e troveranno applicazione per tutti i contratti e gli incarichi post-doc la cui attivazione o proposta di conferimento diretto sia deliberata dalle Strutture a decorrere dal 15 ottobre 2026.
Fondi salario accessorio PTA 2026
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la costituzione dei fondi per il salario accessorio del personale tecnico-amministrativo per l’anno 2026, stanziando risorse complessive per 6.778.834 euro (8.835.282 euro lordo ente), in crescita di 1,25 milioni di euro circa rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio, il Fondo per le Risorse Decentrate delle Aree Operatori, Collaboratori e Funzionari (OCF) si attesta a 4.782.716 euro (2.663.352 euro di parte stabile e 2.119.364 euro di parte variabile); il Fondo relativo all’Area delle Elevate Professionalità (EP) ammonta a 1.546.118 euro (1.187.260 euro di parte stabile e 358.858 euro di parte variabile). Risulta confermata a 450.000 euro la dotazione del Fondo per il lavoro straordinario.
Per la prima volta, in coerenza con la contrattazione integrativa (CCIL 2025-2027) e con la Legge di Bilancio 2025, è stata applicata la norma che consente di utilizzare i risparmi permanenti ottenuti a seguito di assunzioni di personale a tempo indeterminato in misura inferiore a quella prevista in base al turnover per incrementare i fondi per il trattamento accessorio del personale, fino al 10% del valore dei fondi come determinato per l'anno 2016.
Il Fondo OCF e il Fondo EP hanno quindi registrato un incremento in via permanente rispettivamente pari a 440.000 euro e a 40.000 euro (636.960 euro lordo ente), equivalenti a 5,40 punti organico.
Inoltre, in applicazione del CCNL 2022-2024, la parte variabile dei Fondi OCF ed EP è stata incrementata dello 0,22% del monte salari 2021.
Sulla base del contratto integrativo triennale 2025-2027, parte delle risorse del Fondo Comune di Ateneo viene utilizzata per finanziare la componente variabile del fondo OCF, il quale cresce dai 500.000 euro del 2025 a 990.000 euro. Contestualmente, 104.162,45 euro (138.223,57 euro lordo ente) vanno a integrare il Fondo Comune d’Ateneo 2026 per riallinearlo al valore del 2025. Il fondo dell'Area EP riceve 268.594 euro a titolo una tantum, provenienti dai risparmi di gestione dell'esercizio 2024.
University Corporate Wellness Service dell’Ateneo: attivazione nuovi servizi di valutazione metabolica e consulenza nutrizionale
Il servizio, attivato nel 2017 con attività erogate dal Dipartimento di Scienze biomediche consistenti in una valutazione posturale globale, a seguito della quale si fornisce un programma di attività motoria personalizzata, viene ora implementato, in via sperimentale per un anno, con servizi di consulenza nutrizionale e di misurazione del metabolismo basale. Gli oneri a carico dell’Ateneo per l’avvio dell’iniziativa, pari a 65.000 euro, trovano copertura nel budget assegnato nel 2026 per il Servizio University Corporate Wellness. Viene inoltre stabilito il contributo agevolato per prestazione a carico dell’utenza universitaria: 25 euro per la sola analisi del metabolismo, 48 euro per la prima visita nutrizionale con analisi composizione corporea e analisi metabolismo e 30 euro per le visite successive con analisi composizione corporea.
Per ulteriori decisioni prese dal Consiglio di Amministrazione si rimanda al resoconto.