
Il complesso Michiel Contarini
L’inaugurazione, ad aprile 2026, della prima facility OPM-MEG in Italia e dei nuovi spazi del Centro di Ateneo Padova Neuroscience Center, del Dipartimento di Neuroscienze e del Centro di Ateneo Servizi clinici universitari psicologici, è stata l’occasione anche per rinominare come “Complesso Michiel Contarini” l’insieme degli edifici posti su via san Massimo 33 a Padova, più recentemente conosciuti con il nome di “Collegio Morgagni”.
Il palazzo nobiliare che si affaccia su via S. Massimo, con la struttura a portico passante di tipico impianto veneziano associata alla tradizione padovana dei portici su strada, fu edificato tra il 1558 e il 1561 dal proto Andrea Moroni - ampiamente attivo in città intorno alla metà del Cinquecento e artefice riconosciuto anche del Cortile Antico di Palazzo del Bo - per i fratelli Giovanni Alvise e Fantin Michiel.
Mancando discendenti diretti, alla morte dei due fratelli l’edificio passò ai figli della sorella Marina, andata in sposa ad Alessandro Contarini; entro il 1675 fu quindi ceduto al ricchissimo mercante Agostino Fonseca, di origini portoghesi, dal cui erede Sebastiano pervenne ai Fini, quindi ai Neri, per divenire, nel 1875, proprietà del Comune di Padova, che lo adibì a sede della Scuola d'applicazione per gli Ingegneri.
Al trasferimento di quest’ultima a Palazzo Cavalli, il complesso ospitò un asilo infantile intitolato alla contessa Maria Venezze Giustiniani. Rimasto vuoto e inutilizzato per molti anni, nel 1961 fu quindi donato dal Comune all’Università: nel vasto giardino che si estendeva sul retro del palazzo, fu realizzato il fabbricato progettato dall’ingegner Giulio Brunetta, all’epoca direttore dell’Ufficio Tecnico di Ateneo, per ospitare gli studenti del collegio universitario intitolato a Gian Battista Morgagni.
Il progetto d'intervento realizzato nel 2026 ha riguardato la parte della ex residenza realizzata negli anni ’60 da Brunetta, che si sviluppa su quattro piani.
Il costo complessivo dell’opera è stato di circa 8,3 milioni di euro, cofinanziati per 4,7 milioni dal MUR.
La nuova facility OPM-MEG al Padova Neuroscience Center
Il complesso Michiel Contarini ospita, oltre a spazi del Dipartimento di Neuroscienze e del Centro di Ateneo Servizi clinici universitari psicologici, anche il Centro di Ateneo Padova Neuroscience Center (PNC) con la prima facility italiana di magnetoencefalografia con magnetometri a pompa ottica - detta OPM-MEG -, una tecnologia avanzata per comprendere come gli oltre 80 miliardi di neuroni del cervello comunicano in tempo reale tra loro nei processi cognitivi e nelle malattie.
Il sistema OPM-MEG (MagnetoEncefaloGrafia con magnetometri a Optically Pumped Magnetometers) è una tecnologia avanzata per registrare l’attività cerebrale in tempo reale misurando i debolissimi campi magnetici generati dai neuroni durante la loro attività.
A differenza dei sistemi MEG tradizionali, che utilizzano sensori superconduttori criogenici (SQUID), i sensori OPM sono piccoli, portatili, non richiedono raffreddamento criogenico e possono essere posizionati direttamente vicino al cuoio capelluto, aumentando notevolmente la sensibilità e la risoluzione spaziale della misura.
L’OPM-MEG mantiene la velocità dell’elettroencefalogramma (EEG) ma migliora drasticamente la precisione spaziale e la qualità del segnale, offrendo una mappatura cerebrale molto più accurata. Non sostituisce la risonanza magnetica funzionale (fMRI), ma la completa perfettamente, offrendo una visione dinamica in tempo reale dell’attività cerebrale.
La facility del PNC è la prima installata in territorio nazionale e una delle poche installate in Europa (Barcellona, Zurigo e Atene).
La realizzazione della facility è stata resa possibile anche grazie al contributo del progetto PNRR EBRAINS Italy, collocando l’Università di Padova tra i pochi centri europei dotati di questa tecnologia all’avanguardia.













