
Complesso Liviano, recupero degli spazi ex biblioteche
Il progetto di recupero del Complesso Liviano di Padova si configura come un attento intervento di mediazione tra il valore della memoria storica e le necessità della contemporanea vita universitaria. L’operazione riguarda il rapporto tra due importanti testimonianze dell’architettura del Novecento: il palazzo progettato da Gio Ponti negli anni Trenta e l’ampliamento realizzato da Giulio Brunetta negli anni Sessanta.
L’intervento mira a restituire leggibilità e coerenza agli spazi originari, eliminando le superfetazioni e le alterazioni accumulate nel tempo, con l’intento di recuperare il rigore compositivo e l’essenzialità propri del linguaggio di Ponti attraverso un approccio conservativo e filologico.
Gli ambienti riqualificati accoglieranno al secondo piano il Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA), mentre i restanti livelli saranno destinati al Dipartimento dei Beni culturali. Gli spazi saranno organizzati in sale studio, aule per seminari, common room, uffici amministrativi e studi dedicati ai docenti.
La nuova configurazione garantisce luminosità e trasparenza grazie all’inserimento di partizioni in vetro e rovere, concepite per dialogare con l’architettura esistente senza comprometterne la percezione. Anche gli adeguamenti impiantistici, le soluzioni antincendio e gli interventi per l’accessibilità sono stati integrati con discrezione, evidenziandone il carattere reversibile e non invasivo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità ambientale e al comfort degli utenti, attraverso un sistema di illuminazione a LED ispirato al design storico e il miglioramento delle prestazioni energetiche mediante il recupero degli infissi originali.
Il risultato è uno spazio in cui le diverse stratificazioni temporali convivono in equilibrio, trasformando un significativo monumento dell’architettura moderna in un luogo dinamico e contemporaneo, capace di continuare a trasmettere la qualità progettuale di Gio Ponti alle future generazioni di studenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e docenti. Il completamento degli spazi è previsto entro il 2026.








