Mirella Bentivoglio, “La scrittura del silenzio”
La Scrittura del Silenzio è un’opera del 1975 dell’artista verbovisiva Mirella Bentivoglio.
Il lavoro si compone di un libro aperto di marmo bianco, su cui è poggiata una vera matita parimenti di colore bianco. L’opera si inserisce nella lunga produzione di libri-oggetto, realizzati da Bentivoglio a partire dal 1971: si tratta di libri che hanno perso la loro funzione di veicolare un messaggio e si sono tramutati essi stessi in messaggi.
Il titolo suggerisce l’intento dell’artista: usare il libro come veicolo di conoscenza e indagine sul silenzio, inteso come spazio di riflessione ed espressione non verbale. A completare questa lettura è la matita poggiata nell’incavo tra le due pagine aperte. Anch’essa bianca, simula il marmo del libro e allo stesso tempo invita a scrivere sulle pagine un testo di fatto impossibile, che rimane silenzio.
Il libro invita chi osserva a riflettere sul silenzio inteso sia come assenza di parola sia come un linguaggio alternativo che può rivelare verità più profonde, accessibili solo attraverso l’ascolto.
L’opera è conservata nella biblioteca centrale di Psicologia (via Venezia, 12/2 – Padova) e appartiene alla collezione di arte contemporanea dell’Ateneo dedicata alla produzione artistica femminile “Silenzi eloquenti”.
Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 – Roma, 2017) è autrice in gioventù di pitture a olio e di libri di poesie. Si lega ai movimenti verbovisivi delle neoavanguardie internazionali e passa poi a una forma personale di poesia-oggetto. Esplora i linguaggi della performance e della poesia environment, allestendo opere sul suolo pubblico. Pluriennale è stato il suo lavoro sui libri-oggetto. Ha avuto un ruolo decisivo nell’arte contemporanea come curatrice di esposizioni di arte femminile, come la mostra Materializzazione del linguaggio per la 38ª Biennale di Venezia (1978).
