Il Palinuro di Arturo Martini

Ultimo capolavoro del maestro trevigiano Arturo Martini e primo monumento celebrativo di un partigiano in Italia, Palinuro rappresenta un giovane inginocchiato su una spiaggia bagnata dalle onde. L’immagine rimanda direttamente al nocchiero di Enea, da cui prende il nome: nel racconto virgiliano, Palinuro viene vinto dal Dio Sonno quando è ormai quasi giunto alle coste del Lazio e cade in mare; dopo aver nuotato tre giorni, finalmente arriva sulla terraferma, ma viene trovato dalle genti del luogo, che, scambiandolo per un mostro marino, lo uccide.
La figura in marmo, a grandezza naturale, presenta diversi livelli di lavorazione, con la mano destra particolarmente rifinita fin nelle cuticole delle unghie, mentre i tratti del volto sono appena abbozzati: la celebrazione di Primo Visentin, specializzando dell’Università di Padova ucciso in un’imboscata il 29 aprile 1945, diventa così un omaggio a tutte le persone che hanno sacrificato la propria vita per la Liberazione. Visentin, quando fu assassinato (si dice alle spalle), stava intimando la resa a un gruppo di tedeschi in fuga. Egli, come il Palinuro, aveva appena trovato la sua riva.
L’opera venne commissionata da Elena Povoledo, fidanzata del caduto, l’indomani del tragico evento.
Lo sguardo di Palinuro, nei primi bozzetti rivolto a terra, si solleva ora verso l’alto, come a guardare con speranza “ad un avvenire più bello”, secondo le parole dello stesso Martini.
Originariamente destinata al paese natale di Primo Visentin, la scultura giunge all’Università di Padova quando l’artista è già deceduto: il basamento su oggi poggia, alto circa 60 centimetri, è quindi opera di un altro scultore, il carrarese Aldo Buttini. Sul fronte, in corrispondenza della fascia superiore è incisa la scritta dedicatoria “PROSPEXI ITALIAM SUMMA SUBLIMIS AB UNDA”, tratta dal sesto libro dell’Eneide, che significa “Vidi l'Italia da lontano, sollevato in cima a un'onda”.
Oggi nell’atrio degli Eroi, affacciato sul cortile nuovo di Palazzo del Bo a Padova, la scultura è esposta in onore degli studenti caduti nella guerra di resistenza.
Il Palinuro è stato restaurato nel 2022 grazie al sostegno dell’Associazione Amici dell’Università di Padova.





