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Mirella Bentivoglio, Analisi semiologica – La “fattura” per non pensare

L’opera rappresenta due personaggi, probabilmente Renzo e Lucia de I promessi sposi, con accanto quattro ferri presenti anche nell’acconciatura della figura femminile. I ferri richiamano il lavoro del ricamo e della tessitura cui la donna è stata confinata nei secoli, ma anche la pratica magica della “fattura”. Nella tradizione popolare questa è spesso associata all’influenza sul destino. 

L’opera può essere vista come un tentativo di costruire una forma di comunicazione visiva che superi la logica della parola scritta. Non è solo un gioco linguistico e visivo, ma una riflessione sulla libertà del pensiero e sulla manipolazione del linguaggio come strumento di controllo.

L’opera è conservata nella biblioteca di Ingegneria dell’informazione “Someda” (via Giovanni Gradenigo, 6/A – Padova) e appartiene alla collezione di arte contemporanea dell’Ateneo dedicata alla produzione artistica femminile “Silenzi eloquenti”.

Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 – Roma, 2017) è autrice in gioventù di pitture a olio e di libri di poesie. Si lega ai movimenti verbovisivi delle neoavanguardie internazionali e passa poi a una forma personale di poesia-oggetto. Esplora i linguaggi della performance e della poesia environment, allestendo opere sul suolo pubblico. Pluriennale è stato il suo lavoro sui libri-oggetto. Ha avuto un ruolo decisivo nell’arte contemporanea come curatrice di esposizioni di arte femminile, come la mostra Materializzazione del linguaggio per la 38ª Biennale di Venezia (1978).