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Mirella Bentivoglio, “Struttura simbolica (L’Ovo di Gubbio)”

L’immagine rappresenta la scultura omonima di Mirella Bentivoglio realizzata nel 1976 a Gubbio, considerata la prima opera femminista di arte pubblica. 

L’uovo è tradizionalmente considerato simbolo di fecondità e rinascita ed è presente spesso nella poetica dell’artista. Questa opera intende ricordare le donne adultere, attraverso un’iscrizione sulla superficie della scultura e l’uso della pietra locale. Secondo una leggenda cittadina le adultere venivano lapidate al di fuori delle mura della città. Le pietre che compongono l’uovo sono quelle reperibili nello spazio in cui esso è stato collocato. Attraverso quelle stesse pietre che hanno segnato il destino di molte donne, Mirella Bentivoglio crea un’opera-manifesto contro la violenza di genere. 

L’opera è conservata nella biblioteca centrale di Ingegneria dell’Università di Padova (via Leonardo Loredan, 20, Padova) e appartiene alla collezione di arte contemporanea dell’Ateneo dedicata alla produzione artistica femminile “Silenzi eloquenti”.

Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 – Roma, 2017) è autrice in gioventù di pitture a olio e di libri di poesie. Si lega ai movimenti verbovisivi delle neoavanguardie internazionali e passa poi a una forma personale di poesia-oggetto. Esplora i linguaggi della performance e della poesia environment, allestendo opere sul suolo pubblico. Pluriennale è stato il suo lavoro sui libri-oggetto. Ha avuto un ruolo decisivo nell’arte contemporanea come curatrice di esposizioni di arte femminile, come la mostra Materializzazione del linguaggio per la 38ª Biennale di Venezia (1978).