ELENA SVALDUZ
PIAZZA CAPITANIATO, 7 - PALAZZO LIVIANO - PADOVA
giovedì dalle 16.30 alle 18.30 presso lo studio della
docente (Palazzo Maldura). Verificare sempre gli avvisi per eventuali
cambiamenti nell'orario di ricevimento. Per eventuali richieste di tesi di
laurea: è richiesta un'interazione continua e non occasionale per
l'impostazione e lo sviluppo della tesi sia triennale che magistrale.

Profilo
Elena Svalduz è Professoressa associata confermata di Storia
dell’architettura (SSD CEAR-11/A) presso il Dipartimento dei Beni
culturali: Archeologia, Storia dell’Arte, del Cinema e della Musica (DBC)
dell’Università degli Studi di Padova; nel 2018 ha conseguito
l’abilitazione in I fascia (Settore Concorsuale 08/E2 – Restauro e Storia
dell’architettura).
Dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica presso
l’Università Iuav di Venezia (titolo conseguito nel 2000, tutors Howard
Burns, Donatella Calabi), ricercatrice universitaria dal 2012, professoressa
associata dal 2019, confermata nel ruolo, è stata docente alla Venice
International University, all’Università Iuav di Venezia (Facoltà di
Pianificazione e Facoltà di Architettura), adjunct professor al Graduate
Study Programme Economics and Techniques for Conservation of Architectural
and Environmental Heritage (University of Nova Gorica) e ha insegnato presso
il Dipartimento ICEA: Ingegneria, Civile, Edile e Ambientale
dell’Università degli Studi di Padova, dove è stata titolare del
Laboratorio di Storia dell’architettura contemporanea. Attualmente insegna
presso il DBC Storia dell’architettura (triennale), Storia della città e
del territorio e Città e architetture in viaggio (rispettivamente per la
magistrale di Storia dell’arte e di Turismo Cultura Sostenibilità).
Presidente di Aisu International (Associazione italiana di storia urbana:
https://aisuinternational.org/) dal settembre 2022, già nel consiglio
direttivo dal 2017, è dal 2021 referente per la conoscenza e la
valorizzazione delle Sedi storiche di proprietà dell’Università di Padova
e coordinatrice della commissione Terza Missione dipartimentale. Socia
corrispondente residente della classe di scienze morali, lettere ed arti
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, da marzo 2023 e Socia residente
dell’Ateneo Veneto, da maggio 2023, è membro del Collegio dei docenti
della Scuola di Dottorato in Storia, critica e conservazione dei beni
culturali e della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici
dell’Università degli studi di Padova (dal 2013), Steering Commettee
member of Visualizing Venice/Visualizing Cities dal 2017, nel Governing Board
di Via Querinissima
(https://www.viaquerinissima.net/the-scientific-committee) e della Fondazione
Piazzola Futuro dal 2023; membro del comitato scientifico Internazionale
“Progetto Rialto” (https://www.progettorialto.org/) dal 2019, coordina
con Mario Bevilacqua il progetto “Rete città ideali del Rinascimento”.
Nel 2024 ha ottenuto il Premio Antonio Serena per la cultura.
È stata (con Stefano Zaggia) responsabile scientifico della ricerca Mibact
“L’architettura in Veneto dal 1945 ad oggi” nell’ambito del
Censimento nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento (in
base a convenzione di ricerca tra il Segretariato regionale del Mibact e
l’università degli studi di Padova-DBC del 2015); e del “Censimento
nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento nella Regione
Veneto. Aggiornamento e ampliamento” (in base a convenzione di ricerca del
2021 tra il Segretariato regionale del Ministero della cultura per il Veneto
e l’Università degli studi di Padova-Dipartimento dei Beni Culturali,
d’intesa con la Direzione Generale Creatività contemporanea). Ha
coordinato due unità di ricerca per l’Università degli Studi di Padova,
PRIN 2022 “Building Civic Identities” e PRIN 2022 PNRR ”Crafted in
Stone/Recorded on Paper”. Figura nei comitati scientifici di alcune collane
e riviste, tra cui “Varia”, editada por la Asociación de historiadores
de la Arquitectura y del Urbanismo (AhAU); “Fragmenta. Studi trevigiani di
scienze storico-artistiche e archeologiche”; “Ateneo Veneto”; con
Gianmario Guidarelli è curatrice del progetto e dirige la collana “Armonie
composte” sul paesaggio monastico sottoposta a double-blind peer review,
Padova University Press (www.armoniecomposte.org).
Si occupa di storia dell’architettura, di storia della città in età
moderna e di paesaggio storico, temi sui quali ha scritto diversi contributi,
pubblicati da case editrici italiane e straniere, partecipando a numerosi
convegni nazionali e internazionali, colti da sempre come occasioni di
confronto e di verifica. Nell’attività di studio e di ricerca,
sviluppatasi tra scale d’osservazione diverse (dal manufatto al complesso
urbano alla città, e viceversa) possono essere individuati alcuni nuclei
tematici, di seguito riassunti.
Ha indagato con continuità le strategie urbane e i processi di
trasformazione nelle città d’Antico Regime, con l’obiettivo di
ricostruire in una prospettiva di lungo periodo le storie di contesti, non
solo di oggetti. All’analisi delle dinamiche a piccola scala, ha affiancato
considerazioni di “urbanistica istituzionale” (Connors), verificando il
peso e il ruolo dei grandi edifici (come i Palazzi Pubblici) nella
configurazione degli spazi e più in generale nei processi di rinnovo urbano.
In questo contesto ha utilizzato un approccio interdisciplinare alla storia
della città, come ambito di studi attento alla storia sociale, economica e
istituzionale (tra le altre), ciò che l’ha portata a sviluppare contatti
con istituti, enti di ricerca e associazioni nazionali e internazionali. Nel
corso dei suoi studi di storia dell’architettura ha affrontato alcuni casi,
dai palazzi sanmicheliani alle ville palladiane e, più in generale, le
architetture di area veneta (Venezia/Treviso/Padova) utilizzando modalità di
ricerca che le hanno consentito di formulare ipotesi attributive (per palazzo
Della Torre a Verona, per esempio, a favore di Giulio Romano). Nell’ambito
della lettura filologica delle trasformazioni ha prestato particolare
attenzione allo studio delle fonti, sia scritte che iconografiche: ha così
potuto individuare, fra l’altro, un disegno inedito di Vincenzo Scamozzi.
In una serie di studi ha riformulato alcune questioni già affrontate dalla
storiografia sulla città lagunare: circa le figure professionali
(“proti”) e l’uso degli strumenti cartografici e delle rappresentazioni
di parti di città come supporto alle trasformazioni urbane. Un’altra linea
di ricerca, fortemente intrecciata alla didattica, riguarda i resoconti di
viaggio e gli itinerari storici come fonte per la conoscenza e lo sviluppo di
proposte turistiche sostenibili.
A partire dalla tesi di dottorato su Carpi, focalizzata sull’interazione
tra Baldassarre Peruzzi e Alberto Pio, si è dedicata a promuoverne il
patrimonio storico-artistico e architettonico attraverso iniziative di studio
e valorizzazione, arricchendo negli ultimi anni le attività di divulgazione
della ricerca con riflessioni sull’inclusività e l’accessibilità dei
beni culturali attraverso l’uso delle nuove tecnologie. In questo contesto
ha curato alcune mostre sulla storia delle città capitali di piccoli stati
territoriali, sedi di corti meno note rispetto ai grandi “centri” del
Rinascimento, tra cui, insieme ad Andrea Giordano e Manuela Rossi In mezzo a
un dialogo. La piazza di Carpi dal Rinascimento a oggi, Musei di Palazzo dei
Pio (31 marzo-10 giugno 2012); Costruire il tempio. Alla ricerca del progetto
di Baldassarre Peruzzi per il Duomo di Carpi (18 settembre-6 gennaio 2016);
Il Torrione di Carpi. Work in progress (6 aprile-16 giugno 2019); con Manuela
Rossi, Andrea Giordano e Gianmario Guidarelli la mostra Il Principe e la sua
chiesa. San Nicolò e il convento dei Frati a Carpi, Musei di Palazzo dei Pio
(9 aprile-26 giugno 2022). Più recentemente, nell’ambito di un filone di
ricerca sulla storia della città di Padova nel secondo dopoguerra, con
Stefano Zaggia ha curato le mostre Daniele Calabi a Padova. L’architetto e
la città nel secondo dopoguerra, Padova, Palazzo del Monte di Pietà (19
maggio-21 luglio 2024) e Francesco Mansutti e Gino Miozzo. Padova, la città
che cresce, Padova, Palazzo del Monte di Pietà (17 maggio-31 luglio 2026).
Un altro ambito di studi è quello relativo alle ville venete in relazione al
paesaggio, che riguarda anche attività di valorizzazione della ricerca nella
Terza Missione (in particolare il ciclo: “Di villa in villa”). Negli
ultimi anni questa linea di ricerca è stata presentata in una serie di
pubblicazioni, l’ultima delle quali relativa alle ville in rapporto ai
corsi d’acqua nei paesaggi palladiani. Su questi temi è in corso di
ultimazione uno studio monografico (con Deborah Howard) su villa Garzoni a
Pontecasale di Jacopo Sansivino (uscita prevista: fine 2026) pubblicato
dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.