APPARATO  URINARIO  


Cenni di Anatomia e Fisiologia
La Scintigrafia Renale Sequenziale
La Scintigrafia Renale Statica
La Cistoscintigrafia diretta
Metodiche per la stima della funzionalità renale
Principali applicazioni cliniche delle indagini medico-nucleari e relativi quadri scintigrafici

Insufficienza renale
Pielonefrite
Lesioni occupanti spazio
Rene multicistico e policistico
Ectopia renale - Rene a ferro di cavallo - Agenesia renale
Doppio distretto
Trombosi renale
Trauma renale
Nefro-Uropatia ostruttiva  »   Scintigrafia renale sequenziale con Test diuretico
Ipertensione nefro-vascolare  »   Scintigrafia renale sequenziale con Test all'ACE-inibitore
Trapianto renale



Cenni di Anatomia e Fisiologia

I reni sono situati nello spazio retroperitoneale ai lati del muscolo psoas all'altezza di T11-L3, a circa 7 cm di profondità dal piano posteriore. Hanno forma a fagiolo, con il lato concavo rivolto medialmente e anteriormente; presentano asse maggiore di ca. 12 cm e formano un angolo di ca. 20 gradi aperto verso il basso, sul piano frontale. L'ilo, attraverso il quale passano vasi, nervi, linfatici e bacinetto, si trova al centro del lato concavo.

Il parenchima renale presenta due distinte zone:
  • corticale, periferica, contiene i glomeruli e i tubuli contorti prossimali e distali e, con le colonne del Bertin, si approfonda nella midollare fino all'ilo;
  • midollare, interna, contiene le restanti parti del sistema tubulare; è rappresentata dalle piramidi, le cui basi prospettano verso la corticale mentre gli apici guardano verso l'ilo formando le papille renali che aggettano nei calici.
Il rene è costituito dai lobi renali, unità funzionali anatomicamente distinte ma fuse tra loro; in ogni rene sono presenti da 5 a 14 lobi, ciascuno dei quali è formato da una massa centrale conica di sostanza midollare (piramide) circondata, eccetto che a livello della papilla, da uno strato di tessuto corticale.

  • Vascolarizzazione:

    L'arteria renale (raramente duplice) origina dall'aorta addominale all'altezza di L1-L2 e, dopo avere superato l'ilo, si suddivide in arterie segmentarie di tipo terminale. Queste, a loro volta, si suddividono in arterie interlobari, che decorrono al centro delle colonne del Bertin fino al confine tra midollare e corticale dove si continuano nelle arterie arciformi; queste, con andamento leggermente arcuato, transitano lungo le basi delle piramidi emettendo, dal lato rivolto verso la corticale, numerose arterie interlobulari che percorrono radialmente la corticale. Durante il loro decorso, le arterie interlobulari danno origine a numerose arteriole afferenti che irrorano i glomeruli capillari contenuti nei corpuscoli renali.
    Ciascuna arteriola afferente raggiunge il polo vascolare di un corpuscolo renale dove si sfiocca in numerosi capillari a livello dei quali avviene l'ultrafiltrazione del plasma, con la formazione della preurina, all'interno della capsula di Bowman. I capillari, quindi, si riuniscono nuovamente in corrispondenza del polo vascolare del glomerulo, formando l'arteriola efferente. La quota di ossigeno ceduta dal sangue durante il tragitto sopracitato è trascurabile e ciò permette l'irrorazione dei tubuli della corticale e della midollare da parte delle arteriole efferenti, che si sfioccano per dare origine alla rete capillare peritubulare.
    La midollare è irrorata in minima misura dalle arteriole rette vere, che originano dalle arterie arciformi e, in massima parte, dalle arteriole rette spurie, che originano dalle arteriole efferenti.

    La vascolarizzazione dei glomeruli è dotata dei seguenti dispositivi di regolazione:
    • contrattilità dell'arteriola afferente;
    • contrattilità dell'arteriola efferente;
    • cellule mioepitelioidi dell'apparato iuxtaglomerulare.

  • Il flusso ematico renale è ca. 1200 ml/min, ossia 1/4 - 1/5 dell'intera portata cardiaca.

  • Funzione emuntoria:

    Ogni rene possiede più di un milione di nefroni che ne costituiscono l'unità funzionale. Ogni nefrone è formato dal corpuscolo renale (o del Malpighi) contenente il glomerulo, che funge da unità di filtrazione del plasma, e da un sistema tubulare che ha il compito di produrre l'urina definitiva, successivamente convogliata nei calici e da questi nel bacinetto per raggiungere la vescica dopo aver percorso gli ureteri.

    Il corpuscolo renale è formato da:

    • glomerulo, gomitolo di capillari arteriosi racchiusi tra arteriola afferente ed efferente. I capillari sono rivestiti da endotelio fenestrato che permette l'ultrafiltrazione del plasma;
    • capsula di Bowman corrispondente alla parte iniziale a fondo cieco del tubulo renale invaginatasi per incappucciare il glomerulo. All'interno della capsula si raccoglie l'ultrafiltrato glomerulare o preurina.

    Il tubulo renale è composto da vari segmenti distinti sia per quanto riguarda la morfologia, sia per quanto riguarda la funzione:

    • tubulo contorto prossimale, continuazione della capsula di Bowman, avvolge il corpuscolo renale; ha la funzione di riassorbire H2O, Na+, Cl-, HCO3, glucosio e aminoacidi dalla preurina; varie sostanze (come ad es. l'acido para-amino-ippurico) vengono, inoltre, attivamente secrete dal sangue all'interno di esso.
    • ansa di Henle, comprende una parte rettilinea discendente, il segmento ad U e la parte rettilinea ascendente, dove vengono riassorbiti elettroliti ma non l'acqua. Termina nella macula densa che è a contatto con l'arteriola efferente e che insieme alle cellule juxtaglomerulari situate nella media dell'arteriola efferente costituisce l'apparato juxtaglomerulare, che ha la funzione di regolare la pressione di filtrazione glomerulare.
    • Tubulo contorto distale, dove viene riassorbito Na+ sotto controllo ormonale da parte della vasopressina (ADH) o del sistema renina-angiotensina.
    • Dotto collettore riceve l'urina dai tubuli contorti distali e la convoglia verso le papille renali; partecipa alla formazione dell'urina in quanto sotto lo stimolo della vasopressina l'urina viene concentrata per riassorbimento di H2O.

    La filtrazione glomerulare avviene per l'elevata pressione idrostatica del sangue nelle anse capillari del glomerulo (ca. 70 mm Hg, ossia circa il doppio di quella delle comuni reti capillari dell'organismo) dovuta alla resistenza offerta dall'arteriola efferente. Alla pressione idrostatica capillare si oppongono la pressione capsulare e la pressione osmotica del plasma; la risultante pressione di filtrazione glomerulare è di circa 35 mm Hg. L'ultrafiltrato è simile al plasma privo di proteine.

    La velocità di filtrazione glomerulare (VFG) nel normale è ca.125 ml/min (variabile secondo la superficie corporea). In un giorno vengono filtrati ca. 180 litri di plasma che vengono riassorbiti in misura maggiore del 99% mentre vengono concentrati nell'urina i metaboliti da eliminare.


  • Ultimo aggiornamento: 09 ottobre 2010
    A cura di:  Prof. Franco Bui,   Dip. di Scienze Medico Diagnostiche e Terapie Speciali
    Medicina Nucleare - Via Giustiniani 2 - P.T. Pad. "Giustinianeo" - 35128 PADOVA    Tel.: +39 49-821.3022   Fax: +39 49-821.3008   email: nucmed@unipd.it