Servizi
sinapsi_neuroni_cervello

Un nuovo contributo alla comprensione delle malattie neurodegenerative arriva da uno studio condotto da Francesca Terrin e coordinato da Nicoletta Plotegher e Luisa Dalla Valle, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. La ricerca è stata pubblicata sul «Journal of Biomedical Science».
Lo studio suggerisce che alcuni processi neurodegenerativi possono avere origine da un’infiammazione intestinale, capace in seguito di coinvolgere il sistema nervoso centrale.

Il ruolo del BSSG

La ricerca si è concentrata sul BSSG, β-sitosterolo β-D-glucoside, uno sterolo glicosilato di origine vegetale presente in alcuni alimenti. La molecola era già stata associata all’ALS-PDC, il Complesso Sclerosi Laterale Amiotrofica/Parkinsonismo-Demenza osservato nella popolazione dell’isola di Guam, ma il suo meccanismo di tossicità non era ancora stato chiarito.
«Attraverso l’impiego di due modelli animali, zebrafish e topo, abbiamo dimostrato come l’esposizione cronica al BSSG induca precocemente un marcato stato di infiammazione intestinale, che si manifesta molto prima della comparsa di segni di neurodegenerazione», spiega Francesca Terrin.

Infiammazione, alterazioni intestinali e disbiosi

L’infiammazione è accompagnata dall’aumento dell’espressione di geni coinvolti nei processi infiammatori, da alterazioni della mucosa e dalla compromissione della motilità e della funzionalità intestinale. Analisi preliminari suggeriscono inoltre che il BSSG possa favorire una condizione di disbiosi, cioè uno squilibrio della normale flora batterica.

Il recettore dei glucocorticoidi

Un aspetto centrale dello studio riguarda il possibile meccanismo molecolare responsabile di questi effetti. «Utilizzando linee transgeniche e mutanti di zebrafish, abbiamo osservato che la molecola sembra interferire con il recettore dei glucocorticoidi, un importante regolatore delle risposte antinfiammatorie dell’organismo», afferma Luisa Dalla Valle.
L’interferenza potrebbe ridurre la capacità del recettore di limitare l’infiammazione, favorendo il mantenimento di uno stato infiammatorio intestinale.

L’asse intestino-cervello

I risultati sostengono l’ipotesi che l’infiammazione dell’intestino possa precedere la neurodegenerazione e rafforzano il possibile coinvolgimento dell’asse intestino-cervello nella patogenesi di queste malattie.
Questo sistema di comunicazione bidirezionale collega l’intestino al sistema nervoso centrale attraverso vie nervose, immunitarie e metaboliche. Infiammazione cronica, alterazioni della barriera intestinale e disbiosi possono comprometterne l’equilibrio e favorire processi neuroinfiammatori e neurodegenerativi. 

Nuove prospettive di ricerca

«Il lavoro identifica l’intestino come un possibile punto di partenza dei processi neurodegenerativi indotti dal BSSG e contribuisce a ridefinire la comprensione delle fasi iniziali della malattia ALS-PDC», conclude Nicoletta Plotegher.
Pur essendo basato su modelli animali, lo studio evidenzia il ruolo dell’omeostasi intestinale nelle malattie neurodegenerative e apre nuove prospettive per strategie preventive e terapeutiche rivolte alla tutela dell’asse intestino-cervello.