Il tasso di occupazione di laureate e laureati Unipd è sopra la media nazionale
11 giugno 2026
Chi ha una laurea di secondo livello dell’Università di Padova trova lavoro prima della media degli altri atenei italiani: a un anno dalla laurea infatti il tasso di occupazione Unipd è dell’84,2%, rispetto all’80,2% della media nazionale, confermando il primato a cinque anni dalla laurea, con un tasso di occupazione che si attesta sul 94,9% rispetto al 94,4% del dato nazionale.
Le laureate e i laureati di primo livello, che non si sono iscritti a un corso di laurea magistrale, hanno un tasso di occupazione (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) dell’87,4%.
«I dati del Rapporto AlmaLaurea confermano la capacità dell’Università di Padova di offrire una formazione di elevata qualità, in grado di tradursi in concrete opportunità professionali – commenta Massimiliano Zattin, prorettore per il dottorato e il post lauream -. I nostri laureati e le nostre laureate conseguono risultati occupazionali superiori alla media nazionale già a un anno dal titolo e consolidano questo vantaggio nel medio periodo, a testimonianza della solidità delle competenze acquisite. Particolarmente significativo è anche il dato relativo alle esperienze internazionali, che coinvolgono una quota crescente di studenti e studentesse e rappresentano un elemento distintivo del nostro progetto formativo. In un contesto globale in continua evoluzione, la combinazione tra eccellenza accademica, apertura internazionale e attenzione all’innovazione costituisce uno dei principali fattori di successo dei percorsi di studio dell’Ateneo e di chi vi si laurea».
«I dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 confermano la capacità dell’Università di Padova di accompagnare studentesse e studenti lungo tutto il percorso formativo, fino all’ingresso nel mondo del lavoro – aggiunge Giuseppe Radaelli, delegato per Orientamento, Tutorato e Placement e membro del Comitato scientifico strategico di AlmaLaurea -. In un contesto regionale già particolarmente competitivo, il nostro Ateneo si distingue per la regolarità degli studi, con una quota di laureate e laureati in corso superiore sia alla media veneta sia a quella nazionale, e per la sua forte attrattività internazionale, testimoniata dall’elevata presenza di studenti stranieri nei corsi magistrali.
Anche sul fronte occupazionale emergono risultati molto positivi: i laureati triennali che scelgono di entrare subito nel mercato del lavoro registrano livelli di occupazione superiori alle medie di riferimento, mentre a cinque anni dalla laurea quasi il 95% dei laureati magistrali risulta occupato. Sono dati che confermano la qualità della formazione offerta e il forte legame tra Università di Padova e sistema economico e sociale. Particolarmente rilevanti sono inoltre le esperienze che arricchiscono il percorso universitario: oltre il 72% dei laureati ha svolto attività lavorative durante gli studi e più del 13% ha partecipato a programmi di mobilità internazionale. considero questi risultati una conferma dell’efficacia delle politiche di accompagnamento agli studi e dell’impegno dell’Ateneo nel favorire il successo formativo e professionale delle proprie studentesse e dei propri studenti.»
Il Rapporto di AlmaLaurea sui Percorsi di laurea ha analizzato le performance formative di circa 335 mila laureati del 2025 di 81 università. In particolare, si tratta di 195 mila laureati di primo livello, 107 mila dei percorsi magistrali biennali e 33 mila a ciclo unico.
Il Rapporto di AlmaLaurea sugli Esiti occupazionali della laurea ha analizzato circa 700 mila laureati, di 81 università, di primo e secondo livello del 2024.
I laureati e le leaureate nel 2025 dell'Università di Padova coinvolti nel Rapporto sui Percorsi di laurea sono 16.947. Si tratta di 9.075 di primo livello, 6.644 magistrali biennali e 1.228 a ciclo unico.
L’età media alla laurea a Padova è 25,4 anni per il complesso di chi si laurea, nello specifico di 24,2 anni per i laureati e laureate di primo livello e di 26,9 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.
Il 66,4% di chi si iscrive arriva alla laurea: in particolare è il 67,5% tra i triennali e il 65,0% tra i magistrali biennali, mentre il voto medio di laurea è 102,5 su 110: 99,6 per i laureati di primo livello e 105,6 per i magistrali biennali.
Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 13,3% di chi si laurea: l’8,1% per i triennali e il 19,0% per i magistrali biennali (quota, quest’ultima, che sale al 25,4% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel precedente triennio).
Per quanto riguarda il rapporto con il corpo docente l’85,2% delle laureate e dei laureati si ritiene soddisfatto, e l’82,9% dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto delle attività didattiche svolte. Più in generale, l’87,1% dei laureati e delle laureate si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.
E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università di Padova? Il 67,5% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 13,9% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.
Tra le laureate e i laureati di secondo livello nel 2024, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’84,2% (83,4% tra i magistrali biennali e 88,1% tra i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 7,9% (8,9% tra i magistrali biennali e 2,5% tra i magistrali a ciclo unico).
Il 27,8% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 24,5% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. Il 7,7% svolge un’attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Tra i magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 29,8%, 25,0% e 6,0%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 17,2%, 21,9% e 16,4%.
Il lavoro part-time coinvolge complessivamente il 14,5% degli occupati (15,0% tra i magistrali biennali e 12,2% tra i magistrali a ciclo unico): il 6,1% lavora a tempo parziale per scelta, per l’8,4%, invece, si tratta di part-time involontario.
La retribuzione per laurea di secondo livello a un anno dalla laurea è in media di 1.537 euro mensili netti, superando anche in questo caso la media nazionale che è di 1.495 euro (1.516 euro per i magistrali biennali e 1.648 euro per i magistrali a ciclo unico).
Il 67,3% degli occupati e delle occupate ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (il 62,4% tra i magistrali biennali e il 92,1% tra i magistrali a ciclo unico); inoltre, il 59,5% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi (55,1% tra i magistrali biennali e 81,6% tra i magistrali a ciclo unico).
Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2020, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 94,9% (94,6% per i magistrali biennali e 95,7% per i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione è pari al 2,3% (2,3% per i magistrali biennali e 2,2% per i magistrali a ciclo unico).
Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 54,2%, mentre gli occupati con un contratto a tempo determinato sono il 10,9%.