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opedale monoblocco Padova

L’Azienda Ospedale Università di Padova si conferma ancora una volta tra le eccellenze della sanità italiana e internazionale, entrando nell’esclusiva top 250 mondiale della classifica World’s Best Hospitals 2026 pubblicata da Newsweek. L’Azienda si colloca al 127° posto su 2.500 strutture sanitarie pubbliche e private, distribuite in 32 Paesi.

La valutazione prende in considerazione diversi indicatori, tra i quali la ricerca clinica e gli studi di fase 1, le raccomandazioni di professioniste e professionisti medici esperti, i dati sulla qualità della presa in carico e delle cure, l’esperienza di chi è paziente e le misure di esito clinico.

Tra le specialità che contribuiscono al posizionamento dell’Azienda spicca l’Urologia, che si conferma prima in Italia e ai vertici mondiali. Risultati di rilievo anche per la Pneumologia, per l’attività di ricerca e cura delle malattie respiratorie, per la Gastroenterologia, presente tra le principali realtà italiane e nella classifica internazionale, e per Cardiologia e Cardiochirurgia, che si attestano tra i reparti di riferimento a livello nazionale.
 

Una nuova organizzazione dell’attività dialitica della UOC Nefrologia

Un percorso di crescita che si accompagna agli investimenti destinati al miglioramento dell’assistenza e alla personalizzazione delle cure. In questa direzione si inserisce la nuova organizzazione dell’attività dialitica della UOC Nefrologia, diretta da Federico Nalesso, sviluppata secondo un modello fondato sulla continuità assistenziale, sull’integrazione con il territorio e sulle esigenze cliniche del singolo paziente.

La rete dispone complessivamente di 54 posti di trattamento: 40 dedicati alla dialisi cronica all’Ospedale Sant’Antonio, 8 prevalentemente destinati alle pazienti e ai pazienti acuti nella sede di via Giustiniani e 6 presso il Centro ad Assistenza Limitata ai Colli, rivolti a chi è più autonomo e clinicamente stabile.

La riorganizzazione, sostenuta da un investimento di 530 mila euro, punta a superare progressivamente un modello standardizzato di dialisi. Sede di cura, intensità assistenziale, metodica, durata e frequenza del trattamento possono essere adattate alle condizioni cliniche, cardiovascolari e funzionali della persona, secondo un approccio sempre più orientato alla medicina personalizzata.
 

Un ruolo centrale è affidato all’Ospedale Sant’Antonio, dove è stato realizzato un grande polo per la cronicità nefrologica

L’intervento ha previsto tre nuove stanze per la dialisi, con dieci postazioni aggiuntive, un ulteriore ambulatorio medico e l’adeguamento degli impianti e delle dotazioni tecnologiche. È stato inoltre realizzato un nuovo sistema per il trattamento e la distribuzione dell’acqua, gestito attraverso un sistema centralizzato di supervisione e controllo per garantire sicurezza, continuità del servizio e monitoraggio costante dei parametri.

Gli otto posti di via Giustiniani  destinati soprattutto alle pazienti e ai pazienti acuti e ad elevata complessità assistenziale, prevedono una particolare attenzione anche al percorso successivo all’insufficienza renale acuta, per favorire il recupero della funzione renale e ridurre il rischio di progressione verso la malattia renale cronica. I sei posti del CAL ai Colli  invece dedicati a chi presenta situazioni clinicamente stabili ed è maggiormente autonomo, hanno l’obiettivo di integrare il trattamento nella quotidianità e preservare il più possibile qualità di vita, relazioni e attività personali.
 

Il nuovo modello si ispira così al principio della “precision dialysis”, nel quale è la terapia ad adattarsi alle necessità del paziente

All’Ospedale Sant’Antonio potranno essere assistiti fino a 80 pazienti croniche e cronici al giorno, con una capacità complessiva di 160 persone distribuite su quattro turni. L’intera rete potrà erogare oltre 30.000 sedute di dialisi cronica ogni anno, alle quali si aggiungono i trattamenti per chi ha un' insufficienza renale acuta.
 

Qualità e innovazione: due aspetti complementari dell’attività dell’Azienda

Il riconoscimento internazionale e il potenziamento dell’assistenza nefrologica testimoniano due aspetti complementari dell’attività dell’Azienda: da un lato la qualità clinica e scientifica riconosciuta anche a livello internazionale, dall’altro l’impegno continuo nell’innovazione delle strutture, delle tecnologie e dei modelli di cura, con il paziente al centro del percorso assistenziale.