M'illumino di meno

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L'Università di Padova, nell’ambito delle azioni di UniPadova Sostenibile, aderisce a "M'illumino di meno", la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 per chiedere ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci non indispensabili, in programma nel 2020 per venerdì 6 marzo.

Anche quest’anno, insieme a quella di centinaia di monumenti ed edifici in tutta Italia, anche l’illuminazione di Palazzo Bo, il cuore storico dell’Ateneo, e di Palazzo Storione, centro dell’amministrazione Unipd, viene spenta a partire dalle ore 18 per lasciare posto alla suggestiva luce delle candele poste sulle finestre delle facciate, con l'obiettivo di lanciare un messaggio di sensibilizzazione per un corretto utilizzo delle risorse.

L’edizione 2020 è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi. L’Ateneo ha raccolto questo invito proponendo ogni giorno, a partire da lunedì 2 marzo, un approfondimento offerto da studiose e studiosi dell’Ateneo sul ruolo delle piante e degli alberi nella conservazione della biodiversità, sulle minacce alle quali gli ecosistemi terresti sono sottoposti a causa degli attuali modelli di produzione e consumo e sul contributo che ciascuno di noi può dare per contenerle.


APPROFONDIMENTI

6 marzo: Laura Secco, docente di Economia e politica forestale

Gli ecosistemi vegetali sostengono la vita e le attività umane in moltissimi modi: alimentano il nostro benessere, ci forniscono materie prime, prevengono i dissesti idrogeologici del terreno, e molto altro. I benefici che il patrimonio naturale assicura sono definiti servizi ecosistemici: conoscerli significa avere la consapevolezza dell’importanza di tutelare gli ambienti naturali.

5 marzo

Davide Pettenella, docente di Economia e politica forestale

Il 14% delle emissioni di gas serra è legato a fenomeni di deforestazione e degrado forestale. Per questa ragione è necessario promuovere, attraverso abitudini di acquisto consapevoli, modelli di produzione responsabili. Se per i prodotti legnosi esistono già certificazioni in grado di attestare questo aspetto, per altri prodotti, come la carne, l’olio di palma, la soia, il caffè e il cacao, occorre informarsi prima di acquistare.

Mariacristina Villani, botanica, Orto Botanico Università di Padova

Gli attuali sistemi di produzione e consumo mettono sotto pressione gli ecosistemi terrestri causando la progressiva perdita della biodiversità. Ad esempio, a fronte di circa 75.000 specie vegetali edibili, sono solo una ventina quelle coltivate estensivamente e sovrasfruttate. La conservazione della biodiversità è però fondamentale per il benessere umano: le piante sono fonte di nutrimento, forniscono principi attivi utili per la cura e molto altro.

4 marzo: Laura Secco, docente di Economia e politica forestale

La tempesta Vaia, che si è abbattuta sul Nordest italiano nell'ottobre 2018, ha richiamato l'attenzione sul tema dei cambiamenti climatici e sull'impatto che questi hanno sul nostro patrimonio naturale. Le conseguenze di Vaia sono state pesantissime: decine di migliaia di ettari di superficie forestale distrutta, oltre a smottamenti, danni a infrastrutture ed edifici. È necessario domandarsi cosa possiamo fare, nel quotidiano, per contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici ed evitare che questi fenomeni continuino ad aumentare in frequenza e intensità.

3 marzo: Davide Pettenella, docente di Economia e politica forestale

La piantagione di alberi ha un valore simbolico forte, è un’icona della protezione della natura. Sono numerose le iniziative dedicate a questo tema in tutto il mondo: per citarne una, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per la protezione dell'ambiente (UNEP) promuove un programma che ha l’ambizioso obiettivo di piantare 1000 miliardi di alberi. In Italia, però, la necessità non è tanto quella di piantare nuovi boschi - il nostro paese ha 11 milioni di ettari di boschi - ma risulta più urgente e importante investire nella gestione virtuosa e nella protezione del patrimonio esistente, anche a tutela delle comunità delle aree rurali e montane.

2 marzo: Davide Pettenella, docente di Economia e politica forestale

Gli incendi boschivi sono cresciuti negli ultimi anni in frequenza e intensità, con fenomeni di estensione eccezionale come quelli dello scorso anno in Australia, nell’Amazzonia brasiliana e in Siberia. Nel nostro paese, il picco si è registrato nel 2017 con ben 162.000 ettari bruciati. Cosa può fare ciascuno di noi, nel concreto, per contribuire a ridurre il problema?

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