F.A.Q. coronavirus

Studenti e dottorandi

  Sono un dottorando dell’Università La Sapienza di Roma, attualmente in co-tutela con un docente dell’Ateneo patavino, con sede di frequenza dell’attività a Padova. Posso proseguire la mia attività di ricerca presso il policlinico universitario di Padova?

Sì, le attività di ricerca non sono sospese. Per gli spostamenti, se necessario, si faccia rilasciare una dichiarazione dal suo tutor di dottorato.

Aggiornamento a seguito del DPCM dell'11 marzo 2020
No, le attività di ricerca in presenza sono possibili solo se indifferibili e di conseguenza gli spostamenti sono ammessi solo nel caso di indifferibilità. A seguito del DPCM dell'11 marzo gli spostamenti sono fortemente limitati e devono essere riconducibili a situazioni di oggettiva indifferibilità.

  Cosa si intende per laureande/laureandi o studentesse/studenti in tesi?

Si intendono studentesse e studenti che abbiano fatto domanda di laurea o di tesi.
Chi abbia fatto domanda di laurea può recarsi nelle biblioteche e nei laboratori di ricerca nel rispetto delle norme di sicurezza. È cura delle biblioteche e dei responsabili dei laboratori garantire una numerosità minima negli spazi accessibili.
Gli spostamenti connesse con le esigenze di svolgimento della tesi sono consentiti è necessario munirsi del badge universitario

Aggiornamento a seguito del DPCM dell'11 marzo 2020
A seguito del DPCM dell'11 marzo 2020 gli spostamenti sono fortemente limitati e devono essere sempre riconducibili a situazioni di oggettiva indifferibilità. Il laureando, quindi, non può accedere alle biblioteche e ai laboratori.

  Le lezioni on-line si possono tenere anche da casa?

Certo, le lezioni on-line possono essere erogate da qualsiasi postazione.

  Quante ore di lezione telematica devo fare per completare il carico didattico?

20/25 minuti erogati in modalità telematica (sincrona e asincrona) corrispondono ad una ora accademica (45 minuti).

  Come posso fare a consegnare in segreteria didattica la tesi approvata dal relatore?

La studentessa o lo studente, dopo avere concordato con la relatrice o il relatore l’ultima versione della tesi di laurea, produce la tesi attraverso un file PDF/A della dimensione massima di 25 MB e lo trasmette tramite e mail istituzionale (nome.cognome@unipd.it) alla relatrice o al relatore, indicando obbligatoriamente nell’oggetto della mail il proprio numero di matricola e TESI DI LAUREA.

La relatrice o il relatore, verificata la corrispondenza del PDF/A con l’ultima versione concordata, inoltra la tesi tramite la propria mail istituzionale alla segreteria didattica del Dipartimento e all’indirizzo mail del settore di back office di riferimento dell’Ufficio Carriere Studenti. Tale trasmissione assolve la funzione di approvazione della tesi da parte del relatore.

Email Back Office

  Quando va pagata la terza rata?

Il pagamento della terza rata della contribuzione studentesca dovuta per l'a.a. 2019-2020 viene prorogata al 30 giugno 2020.

  Sei iscritto al primo anno e sei vincitore di borsa di studio?

Gli studenti iscritti al primo anno e vincitori di borsa di studio, che abbiano già maturato 20 CFU, riceveranno la seconda rata della borsa di studio nel mese di aprile, in anticipo rispetto a quanto previsto (settembre).

Inoltre ci sarà una seconda verifica ed erogazione della seconda rata nel mese di luglio e l’ultima erogazione avverrà nel mese di settembre, come previsto, previa verifica del merito acquisito al 10 agosto 2020

  Se sei laureando o laureanda, in quali casi non paghi la terza rata?

In questi due casi:

- se sei iscritto o iscritta a corsi afferenti al vecchio ordinamento ante DM 509/99 e hai fatto domanda per la sessione di laurea di aprile relativa all'anno accademico 2018/2019 , in base a quanto disposto dal Decreto legge n. 10 del 17 marzo 2020 (art. 101), tale sessione ti viene prorogata al 15 giugno 2020;

- se sei un laureando o laureanda iscritti all’a.a. 2019-20  e hai presentato regolare domanda per la sessione di laurea di marzo-aprile,  e non l’hai annullata prima dell’8 marzo (data in cui il DPCM ha attivato su tutto il territorio nazionale il livello di attenzione) potrai laurearti nella sessione che si conclude il 25 luglio 2020, senza pagare la terza rata.

 

  L’ateneo mette a disposizione i libri di testo dei corsi universitari?

Tutti gli studenti e i docenti dell’Ateneo hanno accesso off-campus alle risorse elettroniche della biblioteca digitale di Ateneo tramite il servizio proxy del CAB e, per una selezione di risorse, anche attraverso l’autenticazione SSO.

http://bibliotecadigitale.cab.unipd.it/bd/connessione-da-remoto

(Il servizio proxy è supportato da un help desk per aiutare gli utenti in difficoltà)

Per quanto riguarda i libri di testo, consultando il catalogo di Ateneo è possibile verificare puntualmente se un libro adottato in versione cartacea ha una versione elettronica sottoscritta dal CAB ed è quindi accessibile direttamente.

Per consultare le collezioni di libri in formato elettronico messe a disposizione dalla Biblioteca digitale di Ateneo suddivise per area disciplinare, si veda anche la sezione eBook del portale SBA:

http://bibliotecadigitale.cab.unipd.it/cosa-cerchi/sezione_ebook

Molti editori, per solidarietà o per far conoscere i propri prodotti, stanno aprendo tutti i loro cataloghi editoriali ampliando in modo significativo la disponibilità sopra evidenziata. Informazioni costantemente aggiornate su queste disponibilità sono disponibili alla pagina:

http://bibliotecadigitale.cab.unipd.it/news/covid-19-risorse-on-line-ad-accesso-gratuito

Solo per i docenti

Qualora vi sia la necessità da parte di un docente di acquisire rapidamente un determinato titolo non sottoscritto in precedenza o non disponibile attraverso le azioni solidali messe in atto dagli editori è possibile richiedere alle biblioteche di riferimento di cercare di acquisire la licenza d’uso, dove possibile.

Nel caso in cui non esista una versione on line dei volumi adottati e si ritenesse utile cambiare il testo d'esame con uno disponibile in versione elettronica è possibile richiedere alle biblioteche di riferimento di cercare di acquisirne la licenza d'uso.

Docenti e personale di ricerca

  Come compilo il registro didattico?

Sulla compilazione del registro didattico verrà emanata una apposita circolare. In termini generali si terrà in considerazione l'equivalenza tra ore di didattica in telematica e ore di didattica frontale proposta dall'ANVUR che prevede che 20/25 minuti erogati in modalità telematica (sincrona e asincrona) corrispondono ad una ora accademica (45 minuti).

  È possibile fare riunioni di lavoro?

Sì, al momento l'attività dei pubblici uffici non è sospesa. Si raccomanda, sempre, l'applicazione delle misure di sicurezza.

Aggiornamento a seguito del DPCM dell'11 marzo 2020
È fortemente consigliato svolgere le riunioni con modalità telematica. Il DPCM dell'11 marzo 2020 ha limitato le riunioni in presenza a quelle necessarie ed indifferibili.

  Sono obbligato/a a fare lezione negli orari e nei giorni prestabiliti per le lezioni in presenza?

No, l'importante è avvisare studentesse e studenti in modo che non si creino ulteriori disagi.

  L’ateneo mette a disposizione i libri di testo dei corsi universitari?

Tutti gli studenti e i docenti dell’Ateneo hanno accesso off-campus alle risorse elettroniche della biblioteca digitale di Ateneo tramite il servizio proxy del CAB e, per una selezione di risorse, anche attraverso l’autenticazione SSO.

http://bibliotecadigitale.cab.unipd.it/bd/connessione-da-remoto

(Il servizio proxy è supportato da un help desk per aiutare gli utenti in difficoltà)

Per quanto riguarda i libri di testo, consultando il catalogo di Ateneo è possibile verificare puntualmente se un libro adottato in versione cartacea ha una versione elettronica sottoscritta dal CAB ed è quindi accessibile direttamente.

Per consultare le collezioni di libri in formato elettronico messe a disposizione dalla Biblioteca digitale di Ateneo suddivise per area disciplinare, si veda anche la sezione eBook del portale SBA:

http://bibliotecadigitale.cab.unipd.it/cosa-cerchi/sezione_ebook

Molti editori, per solidarietà o per far conoscere i propri prodotti, stanno aprendo tutti i loro cataloghi editoriali ampliando in modo significativo la disponibilità sopra evidenziata. Informazioni costantemente aggiornate su queste disponibilità sono disponibili alla pagina:

http://bibliotecadigitale.cab.unipd.it/news/covid-19-risorse-on-line-ad-accesso-gratuito

Solo per i docenti

Qualora vi sia la necessità da parte di un docente di acquisire rapidamente un determinato titolo non sottoscritto in precedenza o non disponibile attraverso le azioni solidali messe in atto dagli editori è possibile richiedere alle biblioteche di riferimento di cercare di acquisire la licenza d’uso, dove possibile.

Nel caso in cui non esista una versione on line dei volumi adottati e si ritenesse utile cambiare il testo d'esame con uno disponibile in versione elettronica è possibile richiedere alle biblioteche di riferimento di cercare di acquisirne la licenza d'uso.

  Sono un docente dell’ateneo. Come ci si collega alla rete internet per tenere le lezioni on-line da remoto?

Il miglior modo per tenere lezioni on-line da remoto è quello di accedere ad una rete wi-fi, anche domestica.

Nell’uso della rete si raccomanda di attenersi alle semplici regole di sicurezza raccomandate da AGID.

Solo dove non fosse disponibile una rete wi-fi è possibile utilizzare le utenze mobili aziendali per il collegamento ad internet. In tal caso, qualora si verificassero limitazioni di traffico dati (strozzatura), il docente può far inserire, dal proprio SAD/referente telefonia mobile di struttura, un ordine in Gebes configurando l’over bundle/plafond (a seconda che si tratti di una ricaricabile o solo dati). Sarà cura di ASIT inoltrare la richiesta a TIM nel tempo più breve. 

In caso di difficoltà a contattare il personale suindicato è possibile aprire un ticket tramite helpdesk https://helpdesk.ammcentr.unipd.it/otrs/customer.pl nella coda “Telefonia Mobile” (soluzione consigliata per consentire la corretta lavorazione delle pratiche rispetto all’utilizzo dell’indirizzo email) o inviare una email al servizio di Telefonia Mobile dell’Area Servizi Informatici e Telematici (ASIT) retemobile@unipd.it

  Sono un assegnista di ricerca dell’Ateneo residente all’estero? Posso chiedere la sospensione del mio assegno di ricerca fintanto che non sia possibile il rientro in Italia con maggiore facilità?

Sì, il regolamento di Ateneo sugli assegni di ricerca prevede la possibilità di sospensione per causa di forza maggiore o per gravi e documentati motivi, su richiesta dell’assegnista di ricerca. Nel periodo di sospensione l’assegnista non ha diritto ad alcun emolumento e il periodo di sospensione è recuperato al termine del contratto.

Personale tecnico e amministrativo

  Se vengo a lavoro rischio di non poter rientrare a casa?

No, il rientro al domicilio e alla residenza è sempre possibile.

  Come documento che lo spostamento è per motivi di lavoro?

La regolamentazione attuale richiede una autocertificazione. Sul SIT è disponibile un modulo da scaricare, compilare e portare con sé.

  È possibile fare riunioni di lavoro?

Sì, al momento l'attività dei pubblici uffici non è sospesa. Si raccomanda, sempre, l'applicazione delle misure di sicurezza.

Aggiornamento a seguito del DPCM dell'11 marzo 2020
È fortemente consigliato svolgere le riunioni con modalità telematica. Il DPCM dell'11 marzo 2020 ha limitato le riunioni in presenza a quelle necessarie ed indifferibili.

  Quale è il numero massimo di dipendenti che possono utilizzare il lavoro agile?

Non è previsto alcun tetto massimo e affida ai responsabili delle strutture la valutazione delle esigenze organizzative compatibili con il lavoro agile. Ogni dipendente può effettuare richiesta di lavoro agile anche se sono previste alcune priorità. Qualora il numero di richieste autorizzate superi il 30% del personale afferente alla struttura è richiesto al direttore di trasmettere un'attestazione nella quale dichiari che sono comunque garantiti i servizi che la struttura deve erogare.
Le istruzioni operative riguardanti la gestione del rapporto di lavoro nella fase di emergenza sanitaria sono state definite da ultimo con la circolare 142686 del 9 marzo 2020.

Aggiornamento a seguito del DPCM dell'11 marzo 2020
Non è previsto alcun numero massimo. Il lavoro agile è definita come l'ordinaria modalità di lavoro nella fase di emergenza. L'attività in presenza è richieste solo per il presidio delle attività indifferibili definite da ciascuna Istituzione. L'Ateneo ha definito le proprie attività indifferibili con circolare n° 146347 del 13 marzo 2020.

  Possono essere disposte obbligatoriamente le ferie da parte del direttore delle strutture?

Sì, il DPCM dell'8 marzo 2020 raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione delle ferie, pertanto, quando si verifichi una diminuzione del carico di lavoro è raccomandato l'utilizzo delle ferie che viene disposto dal direttore della struttura. L'Ateneo, tuttavia ha previsto che venga innanzitutto considerato il personale che ha il maggior arretrato di ferie non utilizzate.

Aggiornamento a seguito del DPCM dell'11 marzo 2020
Con l'emanazione del DPCM 11 marzo 2020 che limita lo svolgimento delle attività in presenza a quelle indifferibili si rafforza ulteriormente la raccomandazione di utilizzo delle ferie.

  L'impossibilità di lavoro agile e di ferie è da intendersi come riferibile a tutto il personale dell’area sanitaria?

Si applicano le disposizioni previste dall'AOUP. Pertanto se l'AOUP ha previsto categorie di personale sanitario a cui non si applicano le disposizioni del DPCM a tale personale potranno essere concesse ferie e/o lavoro agile, compatibilmente con le esigenze organizzative, fintanto che permangono tali esenzioni da parte dell'AOUP.

  Nella circolare 168419 del 24/03/2020 c'è scritto che è possibile il ricorso alle ferie ordinare di competenza dell'anno 2020, secondo le usuali modalità. Cosa significa?

L'usuale modalità di programmazione delle ferie prevede una disponibilità di 32 giorni per chi lavora a tempo pieno per tutto l’anno (5 gg a settimana) e di 30 gg per i primi tre anni di servizio. Il piano ferie va presentato entro il mese di maggio e le ferie vanno fruite nel corso di ciascun anno solare (entro il 31/12/2020) tenuto conto delle richieste del dipendente, delle esigenze di servizio e della necessaria turnazione con i colleghi. Sono garantite almeno 2 settimane continuative di ferie nel periodo 1 giugno – 30 settembre. 

Le ferie possono essere differite all'anno successivo nel limite massimo di 10 gg, da fruire comunque entro i 18 mesi successivi, ovvero entro il 30/06/2022, con richiesta motivata da presentare prima della fine dell’anno. L’Amministrazione, da parte sua, può differire motivatamente le ferie per motivi organizzativi e può prevedere dei periodi di chiusura, in relazione alle esigenze di servizio e per ridurre i costi di gestione. 

L’ Amministrazione può anche assegnare d’ufficio le ferie  in relazione alle esigenze di servizio (es.: chiusura delle sedi, turnazioni, riduzione dei carichi di lavoro).

  Sono un dipendente amministrativo dell’Ateneo. Se dispongo di ferie pregresse, posso fare il lavoro agile?

Sì, ma rimane l’obbligo di consumare le ferie pregresse nei tempi previsti dalla norma e dal contratto nazionale di lavoro, anche su iniziativa dell’Amministrazione. Iniziativa che ogni responsabile deve valutare nell’ambito della gestione dei carichi di lavoro e della necessità di garantire prioritariamente il lavoro agile a chi non ha ferie pregresse. 

Sono ferie “pregresse” le ferie relative all’anno 2019 e precedenti. Il differimento delle ferie “pregresse” è comunque un evento legato all’impossibilità di fruizione delle ferie nell’anno di competenza per motivazioni organizzative. 

In un momento di calo delle attività come quello che stiamo vivendo, il dirigente o il direttore hanno il diritto/dovere di assegnare le ferie “pregresse”. Si ricorda in proposito che ai sensi dell’articolo 10 del d.lgs. 66/2003, risponde amministrativamente il dirigente o il direttore che non si sia attivato per far effettuare le ferie spettanti ai dipendenti. Questa sanzione evidenzia sia l’obbligo del dirigente/direttore a disporre le ferie, sia il dovere di agire per farle fruire.

Inoltre il Decreto legge 18/2020 “Cura Italia” ha previsto una norma speciale relativa all’emergenza, prevedendo che –prima di procedere all’esenzione del servizio con diritto alla conservazione dello stipendio nel caso in cui non sia possibile attribuire una forma di lavoro agile– il dipendente debba obbligatoriamente consumare le ferie pregresse.

Non esiste invece nessuna relazione diretta tra il lavoro agile e le ferie pregresse. Infatti il lavoro agile, nella fase di emergenza, è la modalità ordinaria con la quale viene eseguito il lavoro nelle pubbliche amministrazioni, ad eccezione delle attività necessarie per i servizi indispensabili o indifferibili da eseguire in presenza, nella misura necessaria. Anche in questa nuova modalità di lavoro effettuata a distanza rimane l’obbligo per i dipendenti di fruire delle ferie pregresse nei termini di legge e dei dirigenti di disporle.

  Sono un dipendente dell’ateneo. Le ferie pregresse possono essere cedute ad altri colleghi?

Sì, possono essere cedute ad altro dipendente dell'ateneo. Infatti la trasformazione in legge del Decreto Cura Italia ha introdotto una nuova disciplina, stabilendo che fino alla fine dell'emergenza sanitaria e comunque non oltre il 30 settembre 2020, anche in deroga a quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali vigenti, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono cedere, in tutto o in parte, i riposi e le ferie maturati fino al 31 dicembre 2019 ad altro dipendente della medesima amministrazione di appartenenza, senza distinzione tra le diverse categorie di inquadramento o i diversi profili posseduti. La cessione avviene in forma scritta ed è comunicata al dirigente del dipendente cedente e a quello del dipendente ricevente, è a titolo gratuito, non può essere sottoposta a condizione o a termine e non è revocabile. Restano fermi i termini temporali previsti per la fruizione delle ferie pregresse dalla disciplina vigente e dalla contrattazione collettiva.

Protezione e sicurezza

  Il protocollo sulla sicurezza e protezione dal Sars-Cov-2 prevede compiti per i dirigenti, i preposti e i responsabili di laboratorio. Dove vengono definiti questi ruoli?

L'Ateneo ha approvato un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza dei lavoratori con delibera del CdA del 24 settembre 2019, il quale ha definito nel Manuale e nel documento “Schema attori processi”  i ruoli della Sicurezza in Ateneo (dirigenti, preposti, responsabili dei laboratorio) e quali sono le figure che li sostituiscono nel momento in cui i medesimi non siano stati individuati.

Il sistema di gestione della salute e sicurezza è pubblicato al link  https://www.unipd.it/sgss

  Sono un dipendente dell'Ateneo. La dichiarazione di accesso alle strutture prevista dal protocollo di sicurezza adottato dell'Ateneo va compilata ogni volta che si accede ad una struttura?

No. Per i dipendenti la dichiarazione va compilata una sola volta. Essa contiene le seguenti dichiarazioni:

  • di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio da COVID-19 ad oggi in vigore, nonché delle relative sanzioni penali, ivi comprese quelle per dichiarazioni mendaci
  • di essere a conoscenza dell’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di sintomi influenzali come ad es. febbre superiore a 37,5°, informando il proprio medico curante e l’autorità sanitaria.
  • di essere a conoscenza che l’accesso agli spazi universitari di lavoratori già risultati positivi all’infezione da COVID-19 deve essere preceduto da preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti di essersi sottoposto al tampone e di aver avuto esito negativo, secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza
  • di essere a conoscenza dell’obbligo di dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’accesso agli spazi universitari, sussistano condizioni di potenziale pericolo (sintomi influenzali quali febbre superiore a 37,5°, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.), avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti
  • di aver preso visione e di impegnarsi a rispettare tutte le prescrizioni contenute nel protocollo contrasto e contenimento virus SARS-CoV-2 di Ateneo e dei suoi seguenti allegati presenti al Link https://www.unipd.it/circolari-coronavirus o uniti alla presente
  • di aver preso visione del PROTOCOLLO CONTRASTO E CONTENIMENTO VIRUS SARS-CoV-2
  • di aver preso visione dell’ALLEGATO 1 - Misure igieniche e comportamenti da seguire
  • di aver preso visione dell’ALLEGATO 2 - Utilizzo DPI per contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da virus SARS CoV-2

Di conseguenza la dichiarazione è tesa ad accertare che il dipendente sia a conoscenza delle misure di prevenzione e protezione previste dal Protocollo, e per questa va compilata una volta sola.

I dipendenti devono compilare la dichiarazione collegandosi all'area SIT del sito web di Ateneo, perche' in questo modo l'ateneo acquisisce la medesima in forma automatica.

Copia della dichiarazione (cartacea o digitale) deve essere conservata dal dipendente purché ne può essere richiesta l'esibizione all'interno delle strutture dell'ateneo.

Varie

  Perché alcuni servizi delle biblioteche di Ateneo rimangono aperte anche se il DPCM dell’8 marzo 2020 chiude i luoghi di cultura?

Il DPCM dell'8 marzo 2020 prevede la chiusura dei musei e dei luoghi di cultura individuati dall'art. 101 del codice de beni culturali. L'Art 101 del Codice dei Beni Culturali prevede che: "3. Gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico". È proprio tale pubblica fruizione del servizio che è stata sospesa dal DPCM 8 marzo 2020, a decorrere dal giorno 9 marzo 2020 e fino alla data del 3 aprile 2020. Ma le biblioteche universitarie non hanno solamente una funzione di pubblica fruizione, ma anche di supporto all'attività di ricerca della comunità universitaria. Per questa ragione non sono state attivate automaticamente le misure previste dal medesimo DPCM in merito di ferie e congedi.
Pertanto, come accade per tutte le altre strutture di ricerca, compresi i dipartimenti, pur in vigenza della chiusura della pubblica fruizione del servizio, è stato stabilito che possono accedere alle biblioteche per attività di ricerca gli utenti interni all'ateneo, che sono stati identificati in docenti, ricercatori, personale tecnico e amministrativo, assegnisti e borsisti di ricerca, dottorandi, specializzandi e studenti in tesi (previamente identificati). Scelte similari sono state fatte da altri atenei, al fine di non privare la ricerca di uno strumento indispensabile al suo svolgimento e permettere agli studenti in tesi di terminare il loro percorso di studio e ricerca, in assenza del quale risulterebbero vane le altre azioni predisposte per la ripresa on-line delle lezioni, degli esami e delle lauree.

Aggiornamento a seguito del DPCM dell'11 marzo 2020
A seguito del DPCM dell'11 marzo sono permesse in presenza solo le attività indifferibili di conseguenza è stata prevista la chiusura del sistema bibliotecario anche agli utenti interni.


Nota: le risposte barrate sono state date in precedenza a modifiche normative più recenti e sono sempre sostituite dalla versione aggiornata.