L'autunno di "Sabato al Liviano"

Riparte il tour integrato a una parte del patrimonio culturale dell'Università di Padova, che ogni primo sabato del mese porta alla scoperta dell'atrio del Palazzo Liviano, della Sala dei Giganti e del Museo di Scienze archeologiche e d'arte.
Gli appuntamenti per ora in programma sono: sabato 5 settembre, 3 ottobre, 31 ottobre, 5 dicembre 2026, e 5 gennaio 2027.
È possibile aderire alle visite il sabato mattina in due modalità diverse: con visita guidata o in autonomia con audio QRcode.
Palazzo Liviano fu realizzato su progetto del 1934 dell’architetto milanese Gio Ponti, che già stava lavorando a stretto contatto con il rettore Carlo Anti al rinnovamento di Palazzo del Bo. Il grande affresco nell’atrio di Palazzo Liviano è frutto di un concorso bandito nel 1937, vinto dall'artista Massimo Campigli, che lo realizzò tra il 1939 e il 1940. L’opera rappresenta l’archeologia come fonte della cultura italiana, patrimonio degli studiosi e, insieme, della gente comune. In una porzione del vasto affresco, Campigli ritrae Carlo Anti, Gio Ponti, sè stesso e la moglie, Giuditta Campigli.
Tra le opere d’arte custodite all’interno del Palazzo, la statua di Tito Livio, realizzata dallo scultore Arturo Martini nel 1942 e ora collocata nell'atrio dell'edificio. Al terzo piano del Palazzo ha sede, dal 1937, il Museo di Scienze archeologiche e d’arte, che conserva un ricco patrimonio di sculture e ceramiche antiche e rinascimentali, nonché reperti greci, etruschi e romani e una preziosa raccolta di calchi di sculture classiche.
Connessa a Palazzo Liviano è la La Sala detta “dei Giganti”, in origine uno dei principali ambienti di rappresentanza del palazzo dei Carraresi, signori di Padova nel Trecento. Tra il 1539 e il 1541 il capitano di Padova, Girolamo Corner, membro di una delle più importanti famiglie veneziane, promosse una nuova decorazione della Sala. Il complesso programma iconografico, fortemente ispirato alla storia romana antica e al mondo classico, fu affidato a Domenico Campagnola, Stefano Dall’Arzere e, probabilmente, Gualtiero Padovano. Sulle due pareti lunghe, scandite da finte colonne, si susseguono 44 figure di re e imperatori, da Romolo a Carlo Magno, e di celebri protagonisti dell’età repubblicana, presentati come modelli di valore militare, buon governo, giustizia e pace. Le pareti brevi ospitano invece sei uomini di lettere, patavini o legati all’ambiente cittadino, a sottolineare il ruolo centrale della “città liviana” e della sua università come massimo polo culturale del Veneto.