Phytophthora ramorum

Morte improvvisa delle querce o Peronospora del rododendro

Phytophthora ramorum Werres, De Cock & Man in’t Veld, è un patogeno oomicete isolato per la prima volta nel 1995 in California, dove si è diffuso rapidamente colpendo prevalentemente le querce autoctone tanto che l’alterazione è stata denominata “Sudden Oak Death (SOD)”, ossia “morte improvvisa delle querce”, la cui spiccata polifagia, virulenza e velocità di diffusione ne rendono particolarmente temibile la diffusione in Europa.
La presenza di questa Phytophthora è stata recentemente segnalata in vivai di vari stati europei (Germania, Belgio, Norvegia, Francia, Danimarca, Slovenia, Svezia, Spagna, Olanda, Polonia e recentemente in Gran Bretagna), in particolare su specie ornamentali quali Viburnum spp. e Rhododendron spp., tuttavia, recenti indagini ne hanno rilevato la presenza anche in ambienti naturali. A partire dal 2003, nel Regno Unito e in Olanda, sono stati osservati i primi sintomi della malattia anche su quercia, faggio, frassino, castagno e ippocastano, tutte piante che si trovavano all’interno di aree boschive o di parchi e, in ogni caso, in vicinanza di piante di rododendro infette.
In seguito a queste segnalazioni il patogeno è stato inserito nella lista di allerta dell’EPPO (Organizzazione Europea per la Protezione delle Piante) e per contrastare il diffondersi della malattia la Comunità Europea ha adottato la decisione 2002/757/CE, recepita in Italia con D.M. del 28 novembre 2002 (“Misure fitosanitarie provvisorie di emergenza volte ad impedire l’introduzione e la propagazione nella Comunità di Phytophthora ramorum Werres, De Cock & Man in’t Veld sp. nov.”), che impone misure di profilassi e controllo.

Ciclo: P. ramorum è un patogeno appartenente a Stramenophiles sottoclasse Oomycetes. Morfologicamente presenta ife ramificate, contorte portanti abbondanti clamidospore (diametro tra 22 e 72 μ) intercalari o terminali, globose. Gli sporangi sono caduchi, pedicellati singoli o in grappoli (20-32 x 40-80 μ), le oospore sono rare. Il range di temperature di crescita è compreso tra 2 e 26°C con temperatura ottimale di 20°C.
La trasmissione dell’infezione avviene attraverso la parte aerea delle piante, non necessariamente con ferite sulle foglie e sul fusto. Nelle piante colpite, in corrispondenza delle lesioni fogliari è stata evidenziata una abbondante sporulazione che può continuare alcuni mesi anche in foglie disseccate mantenendo, in questo modo, elevata la carica di inoculo. Il patogeno produce vari organi di propagazione (zoospore, sporangi, clamidospore) che si disperdono attraverso numerosi vettori: acqua, vento, uccelli, insetti, attività umane, residui vegetali, attrezzi, terreno. L’infezione non si trasmette attraverso gli apparati radicali, ma sul suolo si possono trovare clamidospore, sporangi o miceli che possono essere trasportati con i residui di terra su calzature, attrezzi, pneumatici ecc. In vivaio il miglior mezzo di diffusione dell’infezione è rappresentato dall’acqua piovana o di irrigazione soprachioma. La specie si dimostra piuttosto esigente in termini di umidità atmosferica e ciò sembra confermato sia dal fatto che la sua diffusione resta circoscritta alle aree costiere e sia dal fatto che le piante prevalentemente colpite sono quelle adattate al clima oceanico. Tuttavia, P. ramorum non sembra essere influenzata dall’umidità del suolo o da ristagni idrici, infatti, di norma attacca l’apparato aereo e non la parte ipogea.

Rischio di diffusione della malattia: le popolazioni nordamericane ed europee sono differenti fra loro in quanto possiedono diversa aggressività nei confronti delle piante ospiti. Gli isolati europei sarebbero generalmente più aggressivi rispetto a quelli nordamericani. Sono stati caratterizzati due diversi “gruppi interfertili” del patogeno (A1 e A2). Tutti gli isolati europei appartengono al tipo A1. La riproduzione sessuale può avvenire solo se i due gruppi interfertili si incontrano. Se ciò accadesse si originerebbero spore durevoli, rendendo il controllo della malattia molto più difficile e creando potenzialmente una maggiore variabilità genetica. Le misure adottate nei confronti di questa malattia sono pertanto fondamentali per ostacolare la diffusione del patogeno.

Piante ospiti: allo stato attuale sono stati isolati due ceppi: un ceppo americano ed uno europeo, identificati su svariate piante ospiti.
Ceppo americano: Pinaceae, Taxodiaceae, Fagaceae, Ericaceae, Caprifoliaceae, Aceraceae, Rosaceae, Hippocastanaceae, Lauraceae, Rhamnaceae, Amamelidaceae.
Ceppo europeo: Taxaceae, Fagaceae (Fagus selvatica, Quercus ilex, Castanea sativa), Ericaceae (Rhododendron spp., Vaccinium spp., Arbutus unedo), Caprifoliaceae (Viburnum spp.), Theaceae.

Descrizione dei sintomi: la sintomatologia può variare a seconda delle diverse piante ospiti.

Lotta: la decisione della Comunità indica una serie di misure volte ad impedire la diffusione del patogeno in aree ancora indenni, ed in particolare ha imposto:

Immagini: Necrosi su quercia, Sanguinamento su quercia, Necrosi dei rametti su Rododendro, Macchie fogliari su Rododendro

Foto necrosi su quercia: Joseph O'Brien, USDA Forest Service, www.forestryimages.org
Foto “sanguinamento” su quercia: Matteo Garbelotto, Forest Pathology and Mycology Laboratory of the University of California Cooperative Extension, www.cnr.berkeley.edu/garbelotto
Foto sintomi su rododendro: Sabine Werres - Biological Research Centre for Agricolture and Forestry - Braunschweig - Germany

Links: per saperne di più visitare i seguenti siti web:
http://www.agricoltura.regione.lombardia.it
http://www.aphis.usda.gov/ppq/ispm/pramorum/
http://www.defra.gov.uk/planth/pramorum.htm
http://nature.berkeley.edu/comtf/html/p__ramorum_overview.html
http://www.cnr.berkeley.edu/garbelotto/

Ulteriori informazioni saranno disponibili presso il sito web dei Servizi Fitosanitari della Regione Veneto