Leptoglossus occidentalis (Rincota Coreidae)

La cimice dei semi americana

Piante ospiti: Conifere
Durante un controllo fitosanitario nelle pinete del Veneto, effettuato nel 2002 da parte di un gruppo di lavoro costituito da Servizio Fitosanitario, Servizi Forestali e Università di Padova, è stata osservata la presenza e la notevole diffusione di un insetto di recente introduzione dal Nord America, la cimice dei semi Leptoglossus occidentalis. Contemporaneamente varie persone hanno segnalato la presenza della cimice in giardini, su varie specie di conifere, e anche all’interno di abitazioni, chiedendo informazioni circa l’origine e la pericolosità del nuovo arrivato. Secondo le osservazioni fatte dal nostro gruppo di ricerca, l’insetto si è ormai naturalizzato nelle aree forestali collinari e pedemontane del Veneto, dopo i ritrovamenti iniziali avvenuti esclusivamente in ambiente urbano nella pianura lombarda e in Veneto (Vicenza) a partire dal 1999. Si può quindi ritenere che la cimice debba ormai essere considerata come parte integrante della fauna tipica delle nostre conifere.
Danni e importanza: i danni prodotti dall’attività alimentare dell’insetto alle sementi forestali sono spesso ingenti. Negli Stati Uniti è temuto nei boschi e negli arboreti da seme mentre in Italia non esistono stime al riguardo. Le punture degli stiletti dell’insetto causano l’aborto delle parti colpite durante la fioritura oppure l’avvizzimento dei tessuti danneggiati. In molte aree del Nord America e anche in Italia questo insetto crea fastidi per le sue abitudini di ricerca di un luogo di svernamento all’interno di abitazioni, uffici e laboratori, dove è possibile rinvenire anche grandi quantità di insetti aggregati. Tuttavia non sono noti casi di punture a persone o animali.
La veloce naturalizzazione e diffusione di Leptoglossus occidentalis in Italia probabilmente avrà ripercussioni negative sulla produzione di seme nei boschi di conifere e potrà creare ulteriori fastidi alle persone per la propensione a invadere giardini e alberi ornamentali, anche vicini alle abitazioni. Per contenere il fenomeno non sono ancora disponibili mezzi adatti quali trappole specifiche, attualmente allo studio in Nord America. Con nostra sorpresa, nei boschi del Veneto è stato ripetutamente rinvenuto un agente di limitazione biologica della cimice: si tratta di una microscopica vespa parassita che svolge tutto il suo sviluppo all’interno di un uovo della cimice, causandone la morte. Questo parassitoide è stato identificato come Anastatus bifasciatus, una specie ampiamente diffusa nel territorio italiano dove sfrutta uova di molti insetti. Esso potrebbe contribuire in modo naturale al contenimento della diffusione e dei fastidi causati dal nuovo arrivato.
Immagini: Adulto, Anastatus bifasciatus (maschio, femmina e uova di Leptoglossus)
Descrizione e ciclo: questo insetto appartiene a un gruppo tipico del continente americano e dal punto di vista sistematico si inquadra tra i Rincoti Eterotteri, nella famiglia dei Coreidi. L’adulto è lungo tra i 16 e 20 mm, le femmine hanno dimensioni maggiori. Il colore delle parti superiori è bruno rossastro mentre l’addome è giallo-arancione luminoso con cinque strisce nere trasversali. Un segno distintivo dell’adulto è dato dalla presenza di una riga bianca a zig-zag sulle ali. Le zampe sono lunghe, in particolare le posteriori hanno due espansioni fogliari, dalle quali deriva il nome volgare americano di leaf-footed bug (cimice dalle zampe a foglia).
L’insetto utilizza gli stiletti dell’apparato boccale per perforare le squame delle pigne delle conifere (pini, abeti, cedri, ecc.) e succhiarne i semi. Sembra inoltre che possa nutrirsi anche dei semi del pistacchio. Gli insetti adulti compaiono in primavera e vanno a nutrirsi sui coni giovani e sulle infiorescenze. Le femmine depongono le uova sugli aghi delle piante ospiti in file di 8-12 elementi. Le uova sono giallo grigiastre, lunghe circa due millimetri. I giovani nascono dopo circa dieci giorni e, inizialmente, si nutrono di aghi e tessuti teneri dei coni. Più tardi essi utilizzano gli stiletti per nutrirsi dei semi in via di sviluppo. Presentano una colorazione che va dall’arancio al bruno e diventa bruno rossastro con lo sviluppo. I giovani si sviluppano attraverso cinque stadi e in estate compaiono i nuovi adulti. Questi si nutrono di semi e, in autunno, cercano dei luoghi di svernamento quali fessure delle cortecce, anfratti naturali, tane di roditori, nidi di uccelli, case e manufatti, dove cadono in uno stato di torpore fino alla primavera successiva.
Links: per saperne di più visitare i seguenti siti web (in inglese) :
http://www.uniud.it/entomoinfo/leptoglossus/leptouk.htm http://www.forestry.ubc.ca/fetch21/FRST308/lab2/leptoglossus_occidentalis/leaf.html http://www.caes.state.ct.us/FactSheetFiles/Entomology/fsen016f.htm http://www.ento.psu.edu/extension/factsheets/western_conifer_seed_bug.htm http://www.cce.cornell.edu/factsheets/pest-fact-sheets/western-conifer-seed-bug.html