Ips acuminatus (Coleoptera Scolytidae)

Bostrico acuminato

Piante ospiti: la specie è polifaga a carico dei pini continentali, con preferenza per il pino silvestre.
Danni e importanza: in caso di assenza di interventi, i nuclei di infestazione del bostrico acuminato possono estendersi a “macchia di leopardo” causando la morte di un numero crescente di nuovi alberi. É bene ricordare che piante attaccate da scolitidi non hanno possibilità di ripresa e sono destinate a soccombere nel giro di pochi mesi. In generale, il danno potrebbe essere molteplice interessando sia la funzione produttiva, che quella idrogeologica, protettiva ed estetica, sia infine aumentando la suscettibilità agli incendi boschivi determinata dalla presenza in foresta di grandi quantità di legno morto.

Immagini: alberi morti in piedi con tronchi ancora freschi, nucleo di infestazione.

Foto di Valerio Finozzi

Descrizione e ciclo: Ips acuminatus è uno scolitide di piccole dimensioni (2-3 mm) in grado di colonizzare la parte medio-alta dei tronchi di pino silvestre. Durante la primavera-estate il bostrico acuminato è in grado di compiere due generazioni che si sviluppano nelle sottili cortecce del cimale e delle branche principali di piante indebolite per svariate ragioni, spesso climatiche (siccità estiva e/o invernale). Il primo volo primaverile avviene verso l’inizio di maggio. L’attacco si manifesta con un improvviso e vistoso disseccamento della chioma che entro giugno diviene rosseggiante; la pianta muore nel giro di poche settimane, sebbene il floema della porzione inferiore del tronco possa rimanere fresco per diversi mesi. In luglio, a carico di nuovi alberi, si avvia la seconda generazione che produrrà adulti svernanti sottocorteccia.
Controllo: Il principale intervento attuabile al fine di ridurre possibili danni futuri è costituito dalla rimozione e distruzione del materiale attaccato, o dalla sua distruzione in loco (tramite cippatura), o dall’asportazione e distruzione della corteccia mediante cippatura o abbruciatura. Quest’ultima possibilità incontra tuttavia seri problemi tecnici legati al fatto che la specie, essendo di piccole dimensioni, colonizza cortecce sottili di rami e piccole branche. Gli interventi di bonifica fitosanitaria dovranno essere effettuati entro la fine di aprile prima dello sfarfallamento degli adulti svernanti. Inoltre tali piante rischiano attacchi di Tomicus piniperda e T. minor nella parte bassa e ancora sana del tronco. Sono disponibili in commercio i feromoni di aggregazione di tale scolitide, che potranno essere impiegati per innescare trappole o alberi esca utili nel monitoraggio o nella cattura massale del parassita.