Lo scolitide dell’abete rosso Ips typographus è fra i più temuti insetti delle foreste euroasiatiche. Anche sulle Alpi e Prealpi italiane negli ultimi anni l’insetto ha causato gravi danni.

Danni e importanza: L’attacco del tipografo è sempre decisivo e non concede alla pianta alcuna possibilità di sopravvivenza. Durante le fasi

di costruzione della galleria materna il floema e il cambio vengono infatti distrutti dall’attività trofica dell’insetto e contaminati da spore di diversi funghi agenti di azzurramento (blue-stain fungi), trasportati sul corpo degli adulti. Molto spesso, soprattutto in caso di elevata densità di colonizzazione, una percentuale più o meno alta di femmine abbandona il primo sistema riproduttivo per colonizzare un’altra pianta ospite dando così il via a una “generazione sorella”, a volte seguita da una terza. Infine, in caso di forti infestazioni, molti adulti attaccano anche alberi di abete rosso apparentemente sani e vigorosi.

Tipografo dell'abete rosso

Links: per saperne di più visitare i seguenti siti web:

http://www.regione.piemonte.it/montagna/foreste/dwd/ips_scheda.pdf
http://www.wcrl.ars.usda.gov/cec/insects/ipst.htm
http://www.barkbeetles.org/exotic/htypgrph.html
http://www.entom.agrsci.unibo.it/Insetti%20Alberi/AbeteR/I_typographus.htm

Descrizione e ciclo: In primavera, i maschi attaccano alberi di abete rosso in gravi condizioni di stress fisiologico determinate da vari fattori di disturbo. I primi insetti giunti su un albero ospite, generalmente detti “pionieri”, scavano una piccola camera sottocorticale chiamata “vestibolo” o “camera nuziale” entro la quale ciascuno viene raggiunto da una o più femmine, con le quali costituirà il nucleo riproduttivo. Le femmine e in parte anche altri maschi sono richiamati da una miscela di sostanze volatili emanate dai pionieri e costituenti il “feromone di aggregazione”. Tale miscela volatile innesca un attacco massale a carico delle piante ospiti che nel giro di pochi giorni vengono intensamente colonizzate. Dopo l’accoppiamento ciascuna femmina scava una galleria longitudinale, nota come “galleria materna”. Le uova vengono deposte su entrambi i lati della galleria materna entro nicchie ovigere dalle quali partono le gallerie larvali che seguono una direzione tendenzialmente ortogonale alla galleria materna, e presentano dimensioni crescenti in relazione all’età delle larve. Infine i giovani adulti comparsi dopo la metamorfosi sfarfalleranno alla ricerca di altri alberi ospite dove avviare una nuova generazione. In relazione all’andamento climatico lo svernamento può avvenire sia allo stadio larvale sia come adulto, sotto la corteccia degli alberi attaccati o nella lettiera. Il numero di generazioni annuali può variare da 1 a 3. Il primo volo primaverile si verifica quando la temperatura media giornaliera raggiunge circa i 18°C.

Piante ospiti: Abete rosso, molto raramente altre conifere (pino silvestre e larice)

Ips typographus (Coleoptera Scolytidae)

Controllo: Gli interventi che possono essere attuati per ridurre la consistenza numerica delle popolazioni di Ips typographus si basano essenzialmente sull’eliminazione di piante morte o in evidente stato di malessere, nel repentino sgombero o scortecciamento del materiale abbattuto e nella riduzione dei fattori capaci di compromettere la stabilità e la vigoria delle piante. Oltre alle pratiche di igiene forestale, è possibile inoltre intervenire monitorando la densità delle popolazioni, ed eventualmente riducendola, mediante l’utilizzo di vari tipi di trappole a feromoni o tronchi esca innescati con i feromoni di aggregazione dello scolitide. In sintesi le azioni di lotta che possono essere intraprese comprendono:
- prevenzione basata sul mantenimento di buone condizioni del popolamento, intervenendo con diradamenti che eliminando i soggetti deboli migliorino lo status generale del soprassuolo, aumentando inoltre la disponibilità pro-capite di risorse edafiche ed idriche (intervento fondamentale);
- rimozione o distruzione invernale di tutto il materiale infestato nell’estate precedente (intervento fondamentale). L’operazione deve essere compiuta entro la fine di aprile;
- rimozione o scortecciamento invernale di tutto il materiale fresco, sia in piedi che a terra, e suscettibile di attacco nella primavera seguente (intervento fondamentale). L’operazione deve essere compiuta entro la fine di aprile;
- predisposizione di trappole a feromoni (intervento ausiliare); le trappole dovranno essere collocate in bosco ed innescate con feromoni entro la prima settimana di maggio. I dispenser feromonali dovranno essere sostituiti dopo circa 8 settimane dalla data di esposizione. Le trappole dovranno essere svuotate settimanalmente o ogni 10 giorni, per evitare che gli odori derivati dalla decomposizione degli insetti catturati possano ridurre la capacità attrattiva del feromone. Le trappole da impiegare possono essere di tipo a finestra (Theysohn) o a imbuti sovrapposti (Lindgren).
- predisposizione di alberi esca (intervento ausiliare); in primavera alcuni alberi sani dovranno essere abbattuti, sramati e pezzati in tronchi di circa 2 metri; in seguito i tronchi verranno innescati con gli stessi erogatori di feromone impiegati con le trappole, e le cortecce dovranno essere trattate in modo omogeneo con insetticidi di contatto (meglio se piretroidi). I dispenser feromonali dovranno essere sostituiti e i trattamenti insetticidi ripetuti dopo circa 8 settimane dalla preparazione degli alberi esca.

Immagini: Adulto, Adulto su pianta, Galleria, Gallerie su fusto, Focolaio di infestazione