Heterobasidion annosum

Marciume delle radici di sostegno da Heterobasidion annosum

I marciumi radicali sono causati da funghi appartenenti a diverse Classi, sebbene le piante perenni vengano generalmente colpite da Basidiomiceti. Questi costruiscono un inoculo potenziale sotto forma di rizomorfe, cordoni miceliali e propaguli attorno alla radice da infettare e penetrano in modo diretto o attraverso ferite. La marcescenza è caratterizzata dalla necrosi di tutti i tessuti, accompagnata o meno dallo sviluppo di micelio all’interno o sulla superficie degli organi compromessi, che subiranno successivamente un decadimento soffice e acquoso. Heterobasidion annosum (Fomes annosus) è un parassita particolarmente importante per importanza economica, molto diffuso nelle regioni temperate dell’emisfero settentrionale dove, sebbene sia stato segnalato anche su molte latifoglie, causa danni notevoli in particolar modo nei popolamenti coetanei e monospecifici di conifere. Una stima approssimata dei soli danni diretti (perdita del valore del legname) superava nel ’98 gli 800 milioni di euro, nei 15 paesi dell’Unione Europea (Brun F. 2003).
Determina un marciume radicale il cui esito può essere la morte della pianta colpita o la carie – bianca fibrosa o alveolare - del duramen del fusto, con la perdita di quantità più o meno elevate di massa legnosa commerciabile.

Ciclo: il parassita è l’agente del cosiddetto “mal del rotondo”, espressione indicante la tipica, ma non esclusiva, modalità di diffusione centrifuga in un popolamento. I corpi fruttiferi sono a forma di mensola semicircolare ampiamente fissata al substrato o crostosi, superiormente di color ardesia ed inferiormente, dove è situato lo strato fertile finemente poroso, di colore chiaro. I pori sono arrotondati-angolosi, in numero di 3-5 per mm2. I tubuli sono stratificati. Le spore prodotte hanno forma arrotondata e dimensioni di 4,5-6 x 4-4,5 μm. Il margine risulta sinuoso, bruno rossastro, la parte in accrescimento è biancastra. La carne vira da biancastra a crema. Essi si formano per lo più a livello della lettiera, inseriti alla base delle piante morte o delle ceppaie o sopra le radici emergenti dal terreno.
La diffusione del fungo si compie secondo due principali modalità: mediante spore germinanti e per crescita miceliale; il fungo non produce rizomorfe. Le basidiospore costituiscono un mezzo di diffusione a distanza assai efficiente e da esse deriva la possibilità di sviluppo di nuovi focolai in popolamenti indenni. L’infezione inizia a partire dalla superficie delle ceppaie tagliate di fresco o da ferite presenti alla base del tronco; da qui il fungo colonizza i tessuti della ceppaia e dell’apparato radicale. Il periodo di più alta colonizzazione delle ceppaie corrisponde essenzialmente a quello di maggior produzione delle spore, di solito la tarda estate e l’autunno.
Tra le caratteristiche podologiche, struttura, tessitura e reazione del suolo rivestono un ruolo primario, in quanto in grado di influenzare notevolmente gli equilibri tra diverse popolazioni di microrganismi.
Le pratiche agronomiche, alterando l’ecosistema suolo, portano alla selezione di un tipo di microflora ad attitudine nutrizionale tendenzialmente saprofitario, perciò difficilmente in grado di svolgere un’azione iperparassitaria efficace a meno di un’introduzione artificiale in nicchie ecologiche non competitive, come i terreni geodisinfettati. Al contrario, nei suoli forestali acidi la germinazione delle basidiospore e dei conidi può essere inibita dalla reazione, mentre l’accrescimento miceliale viene generalmente ostacolato da predatori e iperparassiti. La patogenesi ha invece luogo nei suoli alcalini o tendenti all’alcalinità, molto probabilmente a causa della tolleranza del parassita e del minore antagonismo esercitato dalla flora microbica esistente. Una volta che il parassita si è insediato in un popolamento, il suo micelio può passare alle radici delle piante sane mediante contatti ed anastomosi radicali.

Piante ospiti: conifere, generalmente le principali appartengono ai generi Pinus, Abies e Picea. Recenti ricerche hanno dimostrato che il fungo H. annosum è costituito da 5 gruppi intersterili, 3 dei quali sono presenti in Europa ed hanno comportamenti ed ospiti differenti: H. annosum “sensu stricto” che infetta prevalentemente i pini, H. parviporum prevalentemente su abete rosso e H. abietinum prevalentemente sul genere Abies.

Descrizione dei sintomi: la sintomatologia può variare a seconda delle diverse piante ospiti. Si possono distinguere due tipologie di quadri sintomatologici:

  1. sul genere Juniperus e nella quasi totalità del genere Pinus, in particolare su P. sylvestris: H. annosum causa morie in popolamenti di tutte le età. Nelle pinete gli individui colpiti occupano una superficie circolare, al centro della quale appaiono secchi o morti, mentre quelli situati alla periferia manifestano un netto rallentamento di crescita diametrica, un accorciamento delle cacciate annue e successivamente un ingiallimento degli aghi, seguito più o meno rapidamente dalla morte. Il ritidoma delle radici, facilmente asportabile, manifesta colorazione bruna e consistenza molle. Tra il legno e la corteccia si forma un feltro miceliale bianco e di consistenza setosa che si diffonde preferenzialmente nel floema, i tessuti vivi contigui reagiscono con forti produzioni di resina. Quando l’infezione raggiunge il colletto l’individuo muore, mentre il parassita continua a diffondersi attraverso il suo sistema radicale estendendosi alle piante contigue. I disseccamenti della chioma appaiono in estate ed i carpofori si sviluppano in periodi freschi ed umidi;
  2. su altre specie di conifere, come abete rosso e bianco o larice: H annosum può determinare la moria del novellame, mentre nelle radici delle piante adulte resta bloccato a livello della corteccia e dell’alburno dalle reazioni dell’ospite, e continua a progredire solamente nel cilindro centrale verso il colletto, la base e il duramen del fusto. Non si rinviene tra la corteccia ed il legno il feltro miceliale osservabile in Pinus sp. e, contrariamente a questo, il fungo non viene arrestato all’altezza del colletto, ma può progredire lungo il fusto fino a 1-2 m e, più raramente, fino a 7-8 m, causando una carie del duramen al pedale o al tronco senza mostrare esternamente alcun sintomo della malattia e consentendo frequentemente all’ospite di arrivare alla maturità in buone condizioni vegetative, sebbene i danni economici possano essere notevoli. Infatti, al momento dell’utilizzazione delle piante, l’interno del tronco si presenta interessato da carie che possono estendersi anche per notevole altezza e trasversalmente arrivare a pochi centimetri dal cambio.

Lotta:

Links: per saperne di più visitare i seguenti siti web:

http://helios.bto.ed.ac.uk/bto/microbes/heterob.htm
http://www.forestryimages.org/browse/subthumb.cfm?sub=519
http://www.pfc.forestry.ca/diseases/CTD/Group/Root/root3_e.html
http://www.na.fs.fed.us/spfo/pubs/fidls/annosus/fidl-ann.htm