placeholderI concetti giuridici e politici della costituzione dell’Europa

I concetti con i quali siamo abituati a pensare la politica (individuo, libertà, uguaglianza, proprietà, sovranità del popolo, democrazia, rappresentanza, costituzione, ad esempio) non sono né universali, né eterni, come spesso si ritiene connotandoli in termini di valore. Coincidono, piuttosto, con la vicenda dello Stato moderno e dello jus publicum euopeum. Lavorare sui “termini” della tradizione politica europea significa identificare i confini, il perimetro di effettiva vigenza di un’esperienza de-terminata della politica, strettamente coordinata all’epoca, storicamente specifica, dello Stato nazionale. Quell’esperienza della politica appare ormai al tramonto, come risulta dalla riorganizzazione multilevel del comando su scala globale e dal quadro di trasformazioni che determina il processo costituente dell’Unione Europea. Il volume, frutto dell’incontro di ricerche condotte da studiosi europei e americani, pone al centro dell’analisi critica il sistema di coordinate concettuali che ha costituito il dispositivo dello Stato moderno, e contemporaneamente una serie di altre modalità in cui si è posto il problema del comune tra gli uomini (dalla polis greca, al pluralismo giuridico e politico medievale, al modello della costituzione mista, al repubblicanesimo, alla concezione federale pre-statale), nella direzione del compito urgente di pensare la politica oltre la vicenda degli stati nazionali.

tratto da Sui concetti giuridici e politici della costituzione dell’Europa, a cura di S. Chignola e G. Duso, Milano, Franco Angeli 2005, pp.345.


Contatto: Sandro Chignola
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