RIFLESSIONI SULL'ESPERIENZA CONDOTTA

Bianca M. Varisco - docente locale del gruppo di Padova

Nel corso dell'esperienza ho svolto una duplice funzione. Oltre al ruolo di docente locale e remota (con funzioni di guida, sostegno, chiarimento, consulenza, critica) ho assunto anche quello di “operatrice video”. Presso la sede di Padova è stata infatti effettuata la videoregistrazione delle sedute che si sono tenute in due ambienti: nella sala discussioni è stata collocata una videocamera che inquadrava il gruppo di lavoro in campo totale, mentre nel laboratorio con computer e modem sono stati installati una telecamera che riprendeva frontalmente il gruppo operante su Internet, ed un videoregistratore, interfacciato con lo stesso computer, per documentare quanto visualizzato nel monitor dell'elaboratore. Inizialmente sono stati organizzati quattro incontri orientativi: due con la sottoscritta (uno per la somministrazione del questionario d'ingresso, il secondo per la presentazione degli obiettivi, l'offerta di alcune guidelines metodologiche, la distribuzione e una prima classificazione dei materiali di studio), due con il tecnico locale, che ha iniziato gli studenti all'uso della posta elettronica, della navigazione in word-wide-web, del linguaggio HTML. I successivi incontri sono stati autogestiti dai ragazzi. Nell'ultima seduta è stato somministrato il questionario d'uscita. Sono stata presente a quasi tutte le sessioni (21 su 27), rendendomi, di volta in volta, disponibile in qualità di docente. Rispetto agli incontri concordati all'inizio (2 di 3 ore ciascuno) il gruppo di Padova ne ha aumentato il numero e la durata salendo, dal mese di gennaio, ad un massimo di tre incontri settimanali con orario dalle 15 alle 20, uno dei quali coincidente con quello dei pari fiorentini. Funzionale si è rilevata l'iniziale scelta di “risorse umane”. Tra gli studenti che si erano resi disponibili sono stati preventivamente selezionati quelli che possedevano alcuni prerequisiti utili alla conduzione dell'esperienza (una studentessa è insegnante di lingua inglese nella scuola elementare, un suo compagno è un tipico hacker -ha facilmente e autonomamente imparato ed utilizzato il linguaggio HTML- altri due avevano maturato, nel precedente anno accademico, esperienza di produzione ipermediale). Due studenti sono stati sorteggiati tra i restanti aspiranti. Il livello di motivazione è sempre stato molto elevato. Il gruppo ha inoltre dimostrato, in loco, una buona capacità di autogestione del lavoro (suddivisione dei compiti e dei materiali, organizzazione e coordinamento del lavoro individuale e di quello di gruppo o in coppia). L'interazione con il gruppo di Firenze è avvenuta principalmente attraverso posta elettronica e file transfer. C'è stata un'unica esperienza di chat, disturbata dall'interferenza di un gruppo di ragazzi di Arezzo. La comunicazione tra i due gruppi è stata costante, sebbene non immune da fraintendimenti ed omissioni. A volte s'è respirato un clima di competizione che, dopo necessari chiarimenti, stipulazione e riconferma di regole di lavoro e di comunicazione, si è stemperato in un'atmosfera maggiormente cooperativa e a volte ludica. A Padova è stata avvertita l'esigenza di ricorrere ad altre forme di comunicazione (telefonica, vis à vis), solo in parte realizzata (sono state fatte tre telefonate per sollecitare la corrispondenza telematica ed ovviare a fraintendimenti comunicativi, mentre non c'è stato alcun incontro diretto tra i ragazzi). Il contatto con gli esperti è avvenuto sporadicamente; grande soddisfazione ha portato comunque quello con gli stranieri, che ha dato l'impressione, agli studenti, di far effettivamente parte di una comunità di ricerca internazionale. La quantità del materiale da leggere, tradurre e riassumere è stata probabilmente eccessiva, in quanto ha lasciato troppo poco spazio al dibattito, ai confronti e alla ricerca di collegamenti tra gli articoli, all'organizzazione dell'ipertesto da implementare in web, alla sua effettiva realizzazione (solo 9 dei 29 abstract sono stati inseriti nella rete ipertestuale). L'esperienza di studio-ricerca svolta secondo la logica della community of learners è stata, nel suo complesso, positiva, raggiungendo il massimo dei risultati nell'organizzazione, gestione e realizzazione del lavoro locale. Più problematici, per ragioni logistiche, tecniche, comunicative, nonché per quelle imputabili a stili e punti di vista diversi (legati probabilmente anche all'imprinting offerto dai relativi docenti, più tecnologico ed operativo a Firenze, più speculativo-epistemologico a Padova) sono risultati la comunicazione ed il lavoro con i pari remoti, che hanno comunque stimolato e sviluppato l'elaborazione di nuove forme di studio-ricerca nell'ambito dell'apprendimento universitario, come il reciprocal teaching ed il research apprenticeship.