T4L 2.0: come apprendere a lasciar-apprendere. Sempre più e sempre meglio.

Nella Casa di Ospitalità Terme San Marco di Monteortone si è concluso il 26 giugno 2018 il workshop intensivo T4L 2.0.

Per due giorni, quindici docenti dell’ateneo di Padova, provenienti da dipartimenti diversi e a diversi momenti della loro traiettoria accademica, facilitati dai Prof. Monica Fedeli, Edward Taylor e Daniela Frison, hanno esplorato riflessivamente e in modo cooperativo i gesti, le parole, le relazioni, i valori, le premesse tacite che ritmano, nutrono e esprimono il loro insegnare quotidiano. 

Active learningcommunity of teaching, microplanningcoaching, sono solo alcune delle parole chiave, attraverso cui, nelle sale dell’antico convento agostiniano, l’esperienza didattica personale è stata riletta, approfondita, e anche talvolta reinventata. Parole chiave che sono pratiche e che rinviano ai valori della linea maestra scelta dal nostro ateneo, la sigla T4L la raccoglie tutta, su come intendere, promuovere e praticare il proprio insegnamento universitario.

Vale la pena ricordare l’esercizio centrale del workshop, paradigmatico di questo orizzonte, che anche lo esprime, lo alimenta, lo implementa. Si tratta dell’organizzazione di una mini–lezione, dieci minuti, microteaching, che ogni docente offre generosamente allo sguardo e all’ascolto di quanti sono coinvolti come lei e come lui nella stessa avventura della docenza. Ogni microteaching è seguita poi da un tempo, altrettanta offerta generosa, di feedback, autentici, circostanziati, costruttivi che si rivelano essere una preziosa fonte di ispirazione per acquisire consapevolezza sul proprio modo di stare al mondo come docenti. E rendere possibile così in questi stessi gesti e parole l’accadere di un desiderio di cambiamento, la decisione di riplasmarli.

A Monteortone si è “insegnato” proprio per “imparare”: affermazione per certi versi paradossale se presa alla lettera, ma che trova il suo senso pieno, se  il “contenuto” inestimabile di questo imparare, trasversale a discipline e livelli, è proprio il lasciar-apprendere, l’apprendere a iniziare i nostri studenti ad essere protagonisti attivi del loro apprendimento. Perché 2.0? Per molti docenti il workshop è stato un secondo passo di rilettura e di bilancio programmatico delle proprie attività didattiche dopo avere partecipato al primo workshop promosso dall’ateneo a Bressanone nel luglio 2017. Per altri è stata la  scoperta di uno spazio di riflessione e pratiche insostituibile.

Seppur il workshop si è concluso, l'apprendere a lasciar-apprendere continua, i legami là intrecciati proseguono e si estendono.

La foresta patavina continua a crescere, forte, come sempre, senza far rumore.

 

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